Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Il lavoro fa male

Tanto male che oggi non ho avuto un secondo di tempo per scrivere qui. Ma così tanto male che l’unica cosa che non posso esimermi di pubblicare è questa:

Casta, la sirena nuda che conquista la Francia
L’attrice nuota sulla copertina di Elle. All’interno sessanta foto per illustrare uno speciale sulla bellezza in attesa dell’estate.

Se qualcuno di voi abita in Francia me ne spedisce una copia?
NB: di sottofondo la canzone di Cochi&Renato… e lo sputtanamento, cos’è…


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M.o.i.g.e./2

Proprio non ci resisto. Tornando oggi a casa, su un cartellone pubblicitario titanico recante la pubblicita Parah di cui già detto pochi giorni fa (qui), campeggiava una scritta a spray: “la pubblicità fa male al pensiero”, o qualcosa del genere.
La particolarità è che lo spray nero è stato passato giusto giusto per coprire il seno della bionda Fontana. La cosa un pò mi ha fatto ridere. Messaggio condivisibile ma lasciato evidentemente da bacchettoni della prima ora.
Chissà perché mi è tornato in mente anche il post sul Moige del 29 aprile. A questo punto non posso non linkare ciò che con maggior pazienza è andato a scrivere Macchianera sull’associazione, mettendo in luce una serie di ridicole asserzioni presenti sul sito. Buon divertimento!


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Cosa c'è di Nuovo?

Il Nuovo?

Ci pensavo proprio ieri: che fine avrà fatto il Nuovo? Casualmente oggi, navigando su alcuni blog, vedo recuperato l’argomento. Verrebbe da dire, c’era una volta il Nuovo…

Per chi non conosce la storia, qualche link e qualche accenno (spero di pubblicare qualcosa di più organico a breve, dunque non pretendete nulla da questo post che è solo un pensiero appuntato al volo su un post-it stropicciato).

Con gran clamore l’esperienza di un giornale solo ed esclusivamente online (dunque non una testata giornalistica traghettata in Rete) fu lanciata da giornali e televisioni, che ospitarono nella prima settimana l’allora Direttore che promuoveva l’iniziativa editoriale. Nel tempo acquisì un discreto numero di contatti e le due redazioni, Milano e Roma, lavoravano alacremente. Insomma, alla fine aveva un suo pubblico. L’editore di riferimento era E.Biscom, anche lei particolarmente famosa in quel periodo (anche per la quotazione in Borsa nel periodo della bolla speculativa). La pubblicità in Rete non mantiene due redazioni, ma il Nuovo aveva trovato strade alternative molto remunerative: i redazionali per Telecom Italia (chiamati iniziative speciali) o la fornitura di contenuti per Poste ed aziende varie, ad esempio. I debiti però c’erano, immagino. Tanto che ad un certo punto la proprietà passa da E.Biscom a HDC Group (Luigi Crespi, you know?).

Le parole furono di grandi speranze e rilanci. Fatto sta che un certo giorno la sede di Roma viene spostata nel palazzo HDC. Dove? Negli scantinati. Coincidenze. Beh, anche i servizi telematici furono ridotti: mail con spazi di storage ridicoli, banda di connessione minima, agenzie di stampa tagliate (anche qui causa insolvenze). Non sono proprio bei segnali, anche se dall’alto si parlava di uno scintillante futuro. Era anche il momento, penso, di una lesa indipendenza editoriale. So per certo però che gli editoriali di Marini (per citarne uno) erano a dir poco esilaranti.

Il destino HDC si avvita, il Nuovo vacilla. Comitati di redazione da una parte, voci tranquillizzanti dall’altra. Alla fine però Fastweb stacca la spina: il debito accumulato era divenuto insostenibile. Alla bell’e meglio, si rattoppa una versione senza archivi e la si mette on line all’indirizzo web di HDC. Nemmeno il cambio-mnt del dominio all’inizio!

E oggi? Oggi la redazione romana prima e poi quella milanese hanno chiuso. Posti a perdere. Un’iniziativa gettata al vento da parte del management, forse. Non saprei.
So che oggi mentre l’home page riporta la data corretta i contenuti sono fermi al 27 febbraio scorso. Come un orologio rotto durante un incidente. Una specie di monito.

Un saluto sentito a chi lavorava al Nuovo, ça va sans dire.


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Fangala

Non fumo sigarette, solo qualche sigaro di tanto in tanto. Insomma, non sono un fumatore di quelli canonici. Epperò notizie come questa mi sembrano meritare una sola espressione: fangala!

“Divieto di fumo sulle spiagge di Santa Monica, ai trasgressori multe fino a 250 dollari” [ANSA]

PS: capisco nei treni, nei locali, negli ambienti chiusi in genere, ma in spiaggia! è per le cicche? allora fammi la multa se le getto in terra, non se le fumo diligentemente!


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M.o.i.g.e.

Movimento Onanista Italiano di Garrula Espressione? Ah no, il Moige è il movimento dei genitori! Filippo Facci, via Wittgenstein:

“Siete genitori? Siete cattolici? Siete genitori cattolici? Allora andate al sito del Movimento Italiano Genitori (Moige, www.genitori.it) e diteci se vi sentite rappresentati: c’è gente che parla anche a vostro nome. In caso contrario potrete dir loro che non vi rappresentano manco per niente e che da un punto di vista strettamente democratico – nostra opinione – non rappresentano una cippa in generale, fuorchè un circolo oratoriale di garrulli bacchettoni che investe i giornali di scomuniche e ultimatum.
Ultima impresa del Movimento: aver favorito l’eliminazione del concorrente Roberto da Crema dal reality show la Fattoria per via di una bestemmia sfuggitagli durante una diretta in tarda serata (credeva che i microfoni fossero chiusi) col risultato di farsi odiare da milioni di persone: il Moige, non Roberto da Crema. Metodo di pressione già sperimentato in passato: far leva affinchè gli inserzionisti pubblicitari ritirino gli spot. Rappresentatività del Moige: zero, in quanto non hanno iscritti ma solo un numero ridicolo di contatti via internet.
Altre memorabili campagne del Moige: contro lo spot Vigorsol-Air Action” (“erection leggendolo in inglese, cioè erezione”) e contro lo Spot Oransoda (“Degradante l’immagine di questo ragazzo che muove la testa a ritmo del debordante seno che ha davanti”) e altro medioevo”.
[Il Giornale]
 


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E la chiamano estate

Leggo su Attentialcane che lo legge da Giuda Maccablog e mi dico che pensavo ciò proprio ieri sera, quando in Vespa mi muovevo verso il cinema tra le strade di Roma: ci sono indizi incontrovertibili che l’estate è in arrivo.

“Ti accorgi che è arrivata quando sulle strade compaiono i manifesti 20×10 della collezione Parah, e tu rischi l’osso del collo perché guardi Federica Fontana invece del semaforo.”


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Evviva la concorrenza! /2

Il precedente è qui.

Oggi caso ha voluto che – sopra le forze e vincendo una pigrizia infinita – decidessi di usare la pausa pranzo per un tuffo in piscina. Torno negli spogliatoi e chi ti trovo sotto la doccia? Tà-tà! Ma loro, gli agenti immobiliari! Estratto dalle loro conversazioni:

“aho, tòo dico io: a quella je piacciono manici e manicotti”
“mò chiamo er criente e je dico che o firma o se ne vaf…”
“ammazza, bona Cinzia… certo che però na donna che te dice “aho””
“me devo da comprà n’ completo gessato, molto fico”
“stasera jo butto ‘n c…”

Aggiungo che il tipo, oltre ad osservarsi insistentemente le parti basse, si è poi vestito con canotta della salute e slip… Ad ognuno i suoi gusti ma gli slip li trovo non tristi solo indosso a persone over 60, che sono dunque di un’altra generazione e di altre abitudini.

Ora, delle due l’una: o io lavoro in una zona particolarmente degradata e l’agenzia presente nel mio palazzo ne ricalca lo “stile” o la categoria di cui sopra è una categoria inferiore. Non ci son santi. O l’una o l’altra.

Sarà un blog snob il mio…