Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Razzismi sacrosanti

Due altri sassolini che mi preme togliere dalle scarpe oggi.

Primo: avevo una riunione per presentare un lavoro che stiamo ultimando. Il responsabile lato committente è arrivato bello bello con la sua faccia da pirla mezz’ora dopo. Oltre a questo ha sparato cazzate per le due ore successive con una sorta di arroganza brigatista che mi ha fatto per la prima o quasi volta girare le balle. E va bene, i clienti sono clienti e molto gli si perdona.

Secondo: per arrivare a questo appuntamento ho preso la mia bella Vespa e – al solito in ritardo – mi sono lanciato allegramente verso il luogo di riunione. Su Lungotevere all’altezza del Palazzaccio una specie di donna, al volante di una Mini nuova gialla e nera, con il cellulare in mano ed in piena conversazione, con la sua beata aria da shampista del cazzo, ha pensato bene di uscire dal benzinaio dove sostava ed attraversare in diagonale tutto il viale. Chiaramente nel momento in cui arrivavo io! Frenata infinita con annesso clacson premuto ininterrottamente dal sottoscritto nella speranza che l’ostacolo si togliesse dalla mia corsa in tempo. Avete idea di cosa vuol dire arrestare un vespone lanciato a 90km/h con una frenata d’emergenza? Fortuna che ho rifatto i freni da poco e che ora frena da Dio, che sulla sella ci campo e che ho oramai una certa dimestichezza col mezzo. Fortuna che sono buono. Perché la stronza, che alla fine ho evitato non so come, sembrava non essersi accorte di nulla! Anzi, alle mie rimostranze era tra l’indifferente e lo scocciato. Dunque, sacrosanti razzismi quando dico che le persone in Smart o in Mini sono potenzialmente e statisticamente pericolose; quando dico altrettanto di chi usa il cellulare senza auricolare in auto; quando ci aggiungo la categoria donne al volante! (ps: ne conosco molte che guidano anche meglio di me, dunque non riempite i commenti con irate proteste vetero femministe che non attacca; prendete atto invece del fatto che una parte di voi è troppo pericolosa per andare in giro liberamente).


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Verissimo un cazzo

Lo so, il titolo è un pò forte. Però questa mattina mentre mi vestivo ho avuto la cattiva idea di accendere la tv invece di spararmi un buon disco. Dunque, me la sono cercata. Cosa c’era su Canale 5? Verissimo magazine. Avete idea delle inquadrature che fanno? La coppia saltella allegra lungo la strada, lei muove i capelli al vento e guarda il cielo (un bel piccione con dissenteria che gli vola sopra sarebbe spassoso et giusto), lui la carezza, intanto la musica passa in sottofondo, dolce fino al vomito. Ma dove siamo? Qualcosa di più smaccatamente finto no? Almeno cambiate il titolo della trasmissione! Mood: ulcera


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Roma a piedi

Ieri a Roma, come in molte altre città italiane, abbiamo assistito ad un blocco totale della circolazione. Non entro nel merito dell’utilità o meno di simili operazioni, sulla loro necessità o legittimità; ad ognuno il suo giudizio. So solo che ieri sono dovuto correre in ufficio per un allarme server in pieno blocco (vacca che fortuna!) e che i bus erano a pagamento. Ecco la cosa che mi manda in bestia: mi obblighi a non prendere l’auto? Sta bene, ma almeno – nella fascia orario in questione – metti a disposizione il servizio pubblico gratis! Se mi debbo spostare, posso farlo solamente prendendo i tuoi bus, non ho scelta. Visto il disagio, vienimi incontro, almeno. E invece no. Della serie: cornuti e mazziati.


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Quanti bei massoni

Allora, la notizia l’avevo letta subito su Macchianera e su Manteblog, però avevo deciso di non scriverne. Continuo in ogni caso a trovare in giro briciole di discorsi e dunque non posso trattenermi oltre. Gianluca Neri, spero con cognizione di causa e rischi calcolati, ha iniziato a pubblicare l’elenco dei massoni italiani, 26mila nomi. La cosa sarà sconveniente, illegale, stupida o furba, non so. So che il concetto di massoneria è antidemocratico, a mio modesto giudizio e nel migliore dei casi. E’ contro il concetto che ogni cittadino ha gli stessi diritti e opportunità di un altro, ovvero contro la base stessa della nostra società (che poi non applica sempre tale principio, cui invece dovrebbe attenersi). Insomma, forse gli elenchi dovrebbero essere pubblici, sul serio.


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Janet al vento

Tutti scandalizzati o ammirati per l’involontario (forse) spettacolo che Janet Jackson ha offerto all’America e al mondo in diretta dalla finale del Superbowl. Mentre cantava con un pischello che mi dicono famoso, la tetta destra è fuoriuscita dal vestito. A me ricorda troppo il fratello per rimanerne anche lontanamente colpito. Però pare che la cosa, come sempre e per mi sembra lampante ipocrisia (quante tette vediamo tutto il giorno?), abbia fatto il giro del mondo. Non potevate invitare Kylie Minogue invece di quel pezzo di plastica?