Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Meglio soli che male accompagnati

La reiterazione di Veltroni sul fatto che il PD potrebbe andare solo alle elezioni ormai prossime, mi pare l’unica notizia positiva nell’annichilente situazione politica italiana pre e post crisi.

Magari il PD così perderà, anzi sarebbe strano il contrario, però dopo questa pessima coalizione, riunitasi attorno a quello che sembrava un vincolante programma di 200 e rotte pagine presentato in pompa magna come garanzia per l’elettorato sulla falsa riga della sfigata quanto “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria, e dopo le prove di rigidità dei piccoli partiti dell’Ulivo sulla nuova legge elettorale, ritengo sinceramente sia meglio perdere che vincere: perdere con dignità piuttosto che con opportunismo, perdere una volta, forse due, ma poi qualora mai si riuscisse a rialzare il capo, lo si potrebbe fare senza guinzagli di alcun genere, tanto meno a strozzo. Avendo anche fatto, nel frattempo, un po’ di pulizia.

Ciò non toglie che la gestione del PD lascia comunque tanti dubbi aperti e l’impressione, forte, che al voto occorrerebbe andarci con tanto di nausea montanelliana.


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Il Paese di Pulcinella

C’è poco da fare. Inutile lo champagne in Parlamento. Inutili gli sputi.
La notizia che a Governo caduto tutti si agitino per mettere in discussione l’accordo di trattativa riservata tra Alitalia e Aifrance, già decisa e siglata, dà la misura della nostra italietta fino in fondo. Altro che serietà. Altro che valore della parola data. Molto affidabili come sempre. Sob.


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Crisi di governo

“Finalmente i due protagonisti della crisi Kenyana hanno incominciato a parlarsi. Il presidente Mwai Kibaki e il leader dell’ opposizione Raila Odinga si sono incontrati ieri pomeriggio con la mediazione di Kofi Annan. Ieri sera li abbiamo visti in televisione, circondati dalle loro due corti, tutti giulivamente sorridenti e stupidamente dimentichi che per giorni hanno incitato la gente ad ammazzarsi. Inebriati dal potere. Le speranze di una soluzione veloce della crisi restano minime, ma e’ un passo avanti. E resta deprimente il fatto che il futuro della gente del Kenya dipenda da questi personaggi.
(dal blog di padre Kizito)

Ora, leggete quello che abbiamo visto anche in Italia in questi giorni e ieri in tv e ditemi se la frase in grassetto non calzi anche qui, da noi.


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Un esempio di fulgido giornalismo

Sempre sulla questione Papa “imbavagliato”, un bell’esempio di servizio giornalistico che non sposa alcuna tesi, posizione, che non mostra simpatie ma che comunica solo i fatti… E qui la solita domanda, a cosa serve un Ordine professionale, e la constatazione che quanto detto da Pannella oggi (vedi post precedente), è quantomai vero. Ahinoi.

(via Luca)


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Palle futuriste

Dopo Fontana di Trevi, Graziano Cecchini si reinventa in una nuova performance. Un fiume di palle colorate che scende la scalinata più famosa di Roma, Trinità dei Monti. Di tutte le “palle” che ci gettano addosso tutti i giorni e di quelle ormai “gonfie” che trasciniamo stancamente in questo paese, direi che preferisco queste. Quantomeno squarciano il grigio della nostra città.

Cecchini a Piazza di Spagna

(foto tratta da Corriere.it)


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Pulpiti

Sono giorni che latitavo dal blog. La notiziola, perché a me questo pare, del Papa che non potrà tenere la lectio magistralis di apertura dell’anno accademico alla Sapienza, mi porta a scrivere di nuovo. Ragionando in ordine sparso su alcuni punti.

L’idea della Chiesa e il Papa censurati fa un po’ sorridere, essendo loro in genere qui in Italia a censurare e giudicare, direttamente o tramite i poteri forti, politici e mediatici. Ma la censura non la amo, dunque tenderei a non apprezzarla nemmeno se applicata al contrario… solo che l’impressione è che non si tratti di censura in questo caso. Il tutto sembra partire invece da un errore non solo formale del Rettore, ovvero incaricare il Papa, peraltro capo di uno Stato straniero, di tenere la lectio magistralis. Io non sono un esperto di affari universitari, ma ho capito che esiste una forte differenza tra l’invito rivolto e quello ad un dibattito filosofico, ad una discussione, ad un confronto. A questo errore, ne sono seguiti altri, da qualsiasi parte, fino alla situazione attuale. Che è spiacevole ed è forse sbagliata, non saprei.

Continuo però a pensare che come sempre la notizia sia stata cavalcata selvaggiamente ed ingigantita dai nostri media, complici tutti ma proprio tutti i politici, che non hanno visto di meglio che sdegnarsi e rilasciar dichiarazioni. Tutti appassionatamente a parlare di regime, di libertà di parola, di bavagli, di derive, di eventi drammatici, di intolleranza & co.
Però non mi stupisco, visto che siamo l’unico paese dove un Tg trasmette anche i rutti pontifici e dove i politici sembrano spesso al soldo del Vaticano.

Se vogliamo allora parlare di libertà, a che punto è la discussione sul Testamento biologico? E i pacs/dico che fine hanno fatto? Ecco, prima di indignarsi sulla notizia del giorno, i nostri rappresentanti farebbero bene a chiedersi se in qualche modo non stanno loro censurando i bisogni degli elettori, per inseguire una dubbia idea di consenso, un potere a sua volta censorio come la Chiesa. Citando Sofri sr.: “Forse la Chiesa dovrebbe esserne meno sorpresa di tutti, e chiedersi quanto le tentazioni di censura o di proibizionismi anticlericali debbano al suo proprio oltranzismo“.

Poi certo far scegliere in ultima battuta al Papa se andare o meno è una mezza sconfitta e offre il fianco a chi critica la laicità, un valore invece sempre più importante in un mondo in evoluzione.

PS: sul Testamento biologico, due notizie: il presidente Napolitano ha venerdì scorso voluto incontrare gli autori del libro “Il dolore e la politica”; il 21 gennaio alle 16.00, a Roma, Palazzo Valentini, si terrà il convegno “Che cos’è il Testamento biologico?”.


1 Commento

Idioti

Che in una città italiana con tanta storia e fascino si debba assistere ormai da anni ad un’emergenza rifiuti, pare incredibile. Che qualcuno incendi i rifiuti in terra ben conscio che il risultato ottenuto arreca maggior danno rispetto al non far nulla, dà la cifra dell’esasperazione, forse, ma anche dell’idiozia delle masse riottose. Che qualcuno minacci, insegua e picchi dei Vigili del Fuoco intervenuti a spegnere un incendio, beh, questo supera ogni immaginazione e personalmente mi addolora, visto che ho conosciuto da dentro il corpo nazionale.

Non solo queste persone andrebbero arrestate e processate per direttissima, ma avendo anche distrutto due mezzi antincendio su un parco mezzi mai sufficiente, la miglior pena sarebbe quella di chiuderli in un edificio, appiccare fuoco e fargli invocare l’intervento dei pompieri… peccato, magari, che quei mezzi non possano uscire più dall’autorimessa e che le fiamme non possano dunque essere domate in tempo. Peccato, più che altro, che nonostante la loro idiozia, io non sarei mai capace di una pena non esclusivamente detentiva…


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Andare alla fonte

Sulla situazione in Kenya come sempre i nostri Tg si sono occupati con un mix di catastrofismo e superficialità. Tra poco se ne dimenticheranno, di certo. Anzi, già ieri hanno dato risalto più agli italiani che a Mombasa non hanno trovato l’aereo per il rientro che allo scenario di crisi. Penso allora sia interessante andare a cercare le informazioni sul posto, sfruttando il bello della Rete (che non è popolata di soli pedofili). Il blog di padre Kizito riporta una cronaca che altri contatti personali a Nairobi mi hanno confermato ed è uno spaccato interessante sia sul Kenya che sul lavoro dell’associazione Amani.