Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


Lascia un commento

MilleMiglia lontano da te

Oggi ho chiamato AmericanExpress e gli ho detto di cambiare la mia carta da Amex Alitalia ad Amex normale. Che senso ha infatti accumulare miglia come frequent flyer se poi non riesci mai a spenderle perché per tutte le destinazioni che ipotizzi (anche ad ampio raggio) e per archi temporali consistenti (due mesi), non trovi MAI nemmeno un biglietto premio disponibile?

Anzi, con la scadenza appena introdotta unilateralmente da Alitalia, bisogna anche sbrigarsi… Vendetela, per favore, che non la sopporto più…


1 Commento

La Bastiglia

No, non è un altro articolo sulle elezioni presidenziali francesi. E’ il resoconto di una delle migliori cene che il sottoscritto abbia mai consumato nella sua vita. Ringrazio Marco per la conferma che una sera mi ha inviato.

Il luogo: Ristorante La Bastiglia, Spello (PG).
Lo chef: Marco Gubbiotti
Segnalazioni: 2 forchette Gambero Rosso, 1 stella Michelin.

Entro nel ristorante, posto in cima alla splendida cittadina umbra di Spello. Un pò isolato, gode di uno splendido paesaggio. Il locale ha tavoli grandi e ben distanziati, che ti offrono una piacevole sensazione di privacy. Apparecchiature ricercate quanto basta, assolutamente non eccessive o imbarazzanti. Una musica di sottofondo ben scelta ed al giusto volume, ed il personale di sala cordiale e professionale fanno il resto: si passa il tempo con piacere nel ristorante (senza accorgermene, mi alzerò tre ore dopo, soddisfatto e rilassato).

Ordino antipasto e primo piatto, dopodiché scelgo dalla carta dei vini un Valpolicella di Quintarelli del 1992. Un vino che ancora ha molto da esprimere, nonostante i suoi 15 anni già all’attivo. Ci viene servito correttamente e, dopo mio consenso, scaraffato. La scelta risulterà apprezzata non solo da me.

Viene offerto un primo antipasto, un piatto rettangolare e lungo su cui sono posizionati cinque minibocconi, atomi di sapore come inizio del viaggio gastronomico. Ricordo una crema di pizza molto buona, servita in un bicchierino.

Tra gli antipasti ordinati, frittelle di fagioli, con cinque diverse salse in accompagno, e petto di piccione su letto di salame di piccione non stagionato. Il petto era delicato e saporito al tempo stesso, con una crosta quasi caramellata che donava al termine di ogni boccone un esplosione di gusto.

Primi: tortelli di ricotta (di capra) di Manciano con tisana al timo e salvia; stangrassi al ragù di agnello, asparagi e pistacchi di Bronte. I primi sono indimenticabili. La sfoglia è un velo di pasta che racchiude una ricotta freschissima e perfettamente equilibrata. La tisana è presentata in una procellana bianca e se ne dosa il condimento sui tortelli a piacimento. Gli stangrassi sono una pasta che cotta al forno viene servita come un piccolo timballo, delicato e soffice. Colpisce soprattutto l’accostamento ottimo di asparagi e pistacchi (questi nel letto su cui poggiava il timballo monoporzione).

A questo punto l’idea era di saltare il secondo. Il maitre però ci ha confidato che lo chef aveva piacere di offrirci un assaggio del tris di chianina in menu, per onorare la bottiglia di vino scelta dal sottoscritto. Dunque mi è arrivato un piatto con: dadi di chianina scottati in olio a 65 gradi, quasi crudi; un piccolo taglio di filetto a mezza cottura; un boccone di stracotto). Lo stracotto sarà uno di quei sapori che ricorderò a vita.

Dolci: tris di mele (tarte tatin, sorbetto e non ricordo bene cos’altro); tortino di cioccolata con sorbetto di (se non erro) arancia e mandarino, su un letto di gelatina di carote. Grande gioia per un goloso come me. Ma non finisce qui: piccola pasticceria offerta, ovvero… dei minicapolavori (1 madelaine, 1 brutto ma buono, 1 ricciarello) ed un bicchierino di tiramisù delizioso, con una crema fresca e spumosa, dolce al punto giusto.

Chiacchierata con il personale di sala, molto bravo, e con lo chef, venuto a sincerarsi della mia soddisfazione. Completa.

Che dire. Se amate la buona cucina, un indirizzo da appuntarvi.


Lascia un commento

Settimana di passione (politica)

Sono stato in giro per lavoro una settimana, con connessioni sempre diverse e sempre con poco tempo libero per riempire questo blog, per cui gli argomenti più trattati della settimana me li sono “persi”. Pazienza. Ben due congressi per tre partiti: Ds e Dl, versus Pd.

Basterà il partito unico (ma unico di cosa, visto che nello scenario italiano continueranno per anni a convivere, desistere e sgambettarsi almeno una decina di partiti minori anche decisivi nella definizione delle maggioranze?) a risolvere i problemi della sinistra italiana? No. E una volta tanto non ho dubbi in merito.

Ma soprattutto, la sinistra italiana, già così geneticamente “Tafazziana”, debole e confusa, riuscirà a dare un’impronta ad un partito che è in condominio coi Dl, così diversi (e purtroppo in alcuni casi così uguali!) per credo e vocazione? O si annacquerà solo un altro poco?

I cambiamenti sono processi lunghi, staremo a vedere. Vedremo anche se questa scelta che ha l’aria di essere più strategica che ideologica, porterà i frutti sperati o sarà stata solo un’interpretazione errata dei dati emersi dalle ultime tornate elettorali.

Intanto in Francia siamo al dunque. Ancora destra-sinistra con terzo incomodo. Stavolta non è Le Pen ma Bayrou. Io ho dubbi su entrambi i candidati. Non mi sono piaciuti alcuni atteggiamenti di Sarkozy da Ministro dell’Interno (immigrazione e indipendentismo corso), né l’impreparazione politica mostrata dalla Royal nel periodo della campagna elettorale.

Anche qui, attendiamo due settimane e sapremo.


7 commenti

Apple e i dubbi che restano

Sono diversi anni che ammiro i notebook Mac.  Non saranno la scelta migliore in termini di portabilità (vedi peso/dimensioni) o rapporto qualità/prezzo, ma sono belli da morire. Così come mi piace il sistema operativo con cui ho ogni tanto possibilità di “giocare” da amici o clienti. E la bellezza non è poca cosa a questo mondo, almeno per me…

Mi dico, sempre più spesso: il prossimo notebook sarà un Mac! Poi però inizio a pensare che lavoro in un’azienda che sposa Microsoft per molte applicazioni, che i documenti che ci scambiamo sono tutti Office Pc e che la suite di collaboration che utilizziamo (al 100% e massivamente) è Exchange.

Inizio dunque a pormi le prime domande: a quali problemi vado incontro? L’outlook versione Mac (ovvero Entourage) è compatibile al 100% con il gemello per Pc? Perché se non lo è, son problemi… (è vero che gli ultimi Mac possono far girare due sistemi operativi in contemporanea, di cui uno Windows, ma lavorare su Windows tutto il giorno non avrebbe senso).

Capito così in un punto vendita Apple a Roma, per tutt’altro motivo, e chiedo maggiori informazioni su questo mio dubbio all’addetto. La prima risposta è: “io avrei già cambiato azienda!”. Ecco, a me questo modo di porsi di tanti Mac-fanatici dà veramente fastidio, lo trovo un atteggiamento inutilmente snob. Sarete i più furbi, i più intelligenti, i più belli… ma intanto Microsoft vi ha fatto un culo così. Per cui un po’ di moderazione nei giudizi andrebbe rispettata.

Faccio finta di nulla e passo oltre, insisto. Il risultato è che mi fa vedere su un Mac del negozio Entourage, i vari strumenti che ha e le schermate principali… poi si ferma, riflette e mi dice che in verità, non sa darmi risposte sulla questione. Anzi, magari se vado sul sito Microsoft trovo informazioni più aggiornate e corrette!

E qui mi domando: ma saranno sempre le stesse domande che vi fanno le persone che tentennano a mollare Windows o no? Possibile che non siate preparati su questo?

Infilo il casco, monto in Vespa e tornando a casa penso: e se restassi un user Windows? Bah…

PS: se qualcuno ha risposte alle mie domande, sarò bel lieto di ascoltarle, of course 


Lascia un commento

Corvo Rosso non avrai il mio scalpo

(bellissimo film, peraltro)

Questa mattina ero in Vespa sulla Via del Mare a Roma. Strada di scorrimento, poche intersezioni, una striscia doppia e continua al centro. Il tempo di alzare gli occhi a leggere le indicazioni di un cartello stradale, e dal senso di marcia opposto un assassino in auto invade la mia corsia per un sorpasso folle.

Risultato, per miracolo ho evitato un frontale con un auto. Direi che ho già dato per quanto mi riguarda, dopo il volo in autostrada del novembre scorso. Se proprio vi volete schiantare, fatelo contro un platano, per favore!


Lascia un commento

Villa Arzilla Blues

Ieri sera sono tornato al Big Mama a Roma per ascoltare i Mad Dogs, cover band credo sulla scena da almeno trent’anni. Blues e rock il loro repertorio, che pesca nel passato di gruppi e nomi come Cream, Credence Clearwater Revival, Led Zeppelin, George Harrison, Eric Clapton, Who, Deep Purple, … Insomma, tutta musica con cui siamo cresciuti noi vecchietti. La musica in vinile per dirla con Luca Sofri oggi.

Tecnicamente bravissimi, quasi “teneri” nel mostrare con disincanto il tempo che è passato dagli esordi (magari Bobo vorrà argomentare più a lungo la serata condivisa). La formazione:

MICK BRILL (voce e basso)
GEORGE SIMS (voce e chitarra)
DAVE SUMNER (chitarra solista)
DEREK WILSON (batteria)
MARCO QUAGLIOZZI (tastiere)

Se vi capita di leggere di un loro concerto, andate a sentirli. Meritano assolutamente. Fate però i conti col fatto che di capelli incanutiti o caduti, tra gli spettatori, ce ne saranno molti (inclusi i nostri).


Lascia un commento

Balzelli e disservizi

L’Italia è il Paese delle cose buffe, anche quando si parla di web. Così i servizi si spostano su Internet, ma all’italiana anche loro. Come ogni bimestre mi accingo a pagare via web la bolletta Telecom Italia. Il servizio è comodo, veloce e non ti costringe ad estenuanti file in Poste. Peccato che stavolta, per ben tre giorni di fila, non funzioni! (epperò l’assistente virtuale che parla ogni volta che accedi all’area riservata, c’è, funziona e rompe le balle…)

Così mi dico di andare sul sito Poste.it e pagare dal mio account e con carta di credito la bolletta. Servizio comodissimo, con costo sproporzionato (un vero balzello secondo me): 2 euro a bollettino. Per quale motivo debbo pagare più caro un servizio web rispetto ad un servizio in agenzia? Mi pare una follia… Comunque, non funziona nemmeno da lì: “Impossibile procedere con l’operazione”.

Così questa mattina mi reco fisicamente in Poste. Un’ora di fila per pagare un bollettino. Con tutti i terminali (totem) di pagamento automatico rotti. Con i computer che per dieci minuti sono stati fermi. Con una variegata umanità rassegnata. O incazzata. O che passa il tempo (ritirando la pensione).

E’ l’Italia, bellezza.