Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Raiperunanotte. Ora ci sono le altre 364.

Ieri sera ho seguito con gusto Raiperunanotte, un esperimento di social TV riuscito, nuovo, interessante anche per le sue possibili conseguenze sulla percezione dei media alternativi alla televisione. Una presa di coscienza che questi esistono e che molti italiani iniziano ad utilizzarli con frequenza. In sé un esperimento riuscito, dati ascolti e followers vari. E debbo ammettere che è stato un evento con alto potere catartico… liberatorio e rigenerante.

Tolti Venditti e Morgan, addirittura imbarazzanti, il resto della trasmissione è stato interessante, pur se a senso unico. Ma va da sé, sono i frutti della censura, che instilla anticorpi e genera reazioni forti e contrarie. Sopra le righe, come sempre, Daniele Luttazzi, che però ha forse più di tutti esemplificato il tipo di relazione che sussiste tra italiani e Silvio Berlusconi. Eppoi, dopo 8 anni di esilio, direi che se lo poteva anche permettere.

Ma oggi a mente fredda, penso alle altre 364 notti e di ieri sera, mi resta la sensazione che un po’ si sia fatto il gioco del Premier. Il parlare sempre di lui, negli anni gli ha portato solo benefici. Il martirio rende forti, in qualche modo. E questo lo sa anche Santoro, che ci ha giocato varie volte, anche sbeffeggiando chi lo aveva votato alle europee (io così ho percepito le sue scelte post pronunciamento del tribunale).

Dunque, bene ieri sera, ma da oggi ci vogliono idee, coerenza, programmi, etica (non quella da primi della classe della sinistra da salotto… presa sempre poi con le mani nel sacco). Insomma, ci vogliono argomenti propri, forti e veri. L’attacco frontale all’avversario non vale da solo il voto. E se lo vale, non garantisce la governabilità della coalizione.


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La sinistra col fiocco al dito (che indica la luna)

Da bambini, se ci si sbagliava ad indicare destra e sinistra (concetti allora solo spaziali), ci veniva detto scherzando di farci un bel fiocco su una delle due mani, così da non sbagliarsi la volta successiva. Oggi si ha l’impressione, riferendosi a concetti politici e non più spaziali, che la nostra sinistra abbia spesso problemi a definirsi, a dire quali sono i valori fondanti e su cui definire programmi, strategie, accordi, identità.

Premesso questo, ieri sera ero al cinema con degli amici e nel guardare i trailers ormai infiniti che precedono la proiezione, è partito il promo del nuovo film di Salvatores, Happy Family. La prima cosa che mi è venuta in mente e che ho detto ad alta voce è stata: “Possibile che tutti i registi di sinistra nei loro film mostrino sempre case favolose, bellissime, anche se i protagonisti sono persone normali? Ma chi si può permettere quelle case?”.

Risposta lapidaria dell’amico: “E’ per questo che continuano a perdere le elezioni”.

Ecco. Sintesi quanto mai azzeccata.