Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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I nichilisti

Hanno rubato nell’ufficio di Lebowsky. Giovedì notte sono entrati dalla finestra livello strada dimostrando l’inutilità delle inferriate ed hanno sottratto un pò di cosette dai locali, per fortuna cose piccole e facilmente trasportabili. Continuo a ripetere che ci è andata bene, che poteva andare molto peggio; ad esempio avrebbero potuto caricare tutti i computer fissi, i monitor e i server, o danneggiare i locali. Invece si sono limitati ai notebook e ad altro materiale hardware già imballato e pronto alla consegna. Però… in primo luogo il furto lascia una sensazione di violazione dei propri spazi, del proprio sacro recinto, del concetto alla base stessa della nostra società, la proprietà privata (e qui non inizio a citare Rousseau perchè vi voglio bene e mi rendo conto che è domenica mattina). Poi è comunque un furto e comporta la perdita di materiale di valore. Così si son portati via il mio computer portatile, un IBM A31p di cui ero innamorato e che custodiva documenti, fotografie e ricordi personali (quelli di lavoro per fortuna vengono salvati su server con maggior frequenza). Da solo, circa 3100 euro iva esclusa, alé. Poi un altro notebook, un Toshiba Tecra 8000, più vecchiotto ma comunque sempre valido. Alla spesa hanno aggiunto slot ram ddr da 256mb ancora impacchettate, dischi rigidi appena acquistati ed ancora sui tavoli e le mie borse porta computer… d’altronde poverini in qualche modo dovevano portar via la refurtiva. Insomma, alla fine penso di aver buttato dalla finestra 6000 euro di materiale, più il costo di questo nuovo notebbok su cui sto scrivendo, acquistato all’istante e di cui non mi innamorerò mai (un Acer TravelMate 660) e dell’antifurto che a questo punto abbiamo deciso di montare in ufficio. Infine, chicca alla Murphy: stavamo per firmare un’assicurazione per furto. Pazienza, si rinizia, ci si rimbocca le maniche e si pensa al meglio. Fanculo ai ladri, che possano trovarsi in strada, guidando a folle velocità e in galleria incontrino un tir guidato da un camionista inglese, ubriaco e che guida contro mano.


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Giornaliste

Da sempre ho un giudizio altalenante per la categoria dei giornalisti. A tratti schifato dalla cialtroneria dilagante, altre volte semplicemente invidioso di un mestiere che mi sarebbe piaciuto fare, forse. Oggi ho alcuni amici che si dannano sui libri per l’esame ed altri che vi arrivano non so come. Chi perde un posto di lavoro e chi lo trova non si sa come. Forse è così in tutti i settori, ma per uno che votò per l’eliminazione dell’Ordine, va da sé che sono esempi che colpiscono. Oggi trovo in rete un sito sulle Telegiornaliste, con tanto di gallerie fotografiche. E non dico altro…


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Blog a singhiozzo

In questi giorni rincorro molte cose, troppe. Tipico stress da terzo millennio. Così oltre al lavoro che in questo mese sta fiaccando ogni mia energia (per fortuna, vuol dire che le cose vanno bene!) mi trovo a dover fronteggiare i lavori di ristrutturazione di casa. Oggi ho comprato la cucina, un investimento per ciò che costano e per quanto si impiega a scegliere le mille soluzioni e finiture disponibili. Domani avrò una riunione che si protrarrà per l’intera giornata e che potrebbe essere fondamentale per il mio futuro e per quello dell’azienda che dirigo. Venerdì è già pieno. Quando scrivo su questo benedetto blog? Presto, presto… abbiate fede. E pazienza.


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Neurone libero

Domenica culturale, nelle peggiori tradizioni. Ieri sono andato a vedere prima la mostra su Toulouse-Lautrec al Vittoriano (Roma), poi quella su Moravia & Roma al Museo di Roma in Trastevere.
Del primo subito una chicca: il sito on line del museo riporta ancora una mostra del 2001! Quando si dice credere nel web… Il complesso del Vittoriano è sito in un posto strategico di Roma e sono felice che sia oggi un museo che regala mostre dal respiro internazionale. Però: a mio parere, modestissimo ma con un minimo di esperienza, gli allestimenti e dunque la ristrutturazione non sono all’altezza delle mostre che ospitano. E pure queste spessp sono un richiamo importante che è disatteso nella quantità e nella qualità delle opere.
La mostra su Moravia invece mi è piaciuta. Conoscevo pochissimo l’uomo Moravia e ancora meno, anche oggi, l’artista, di cui ammetto di non aver mai letto nulla. Interessante la documentazione presente, scritta e fotografica. Bello anche il contributo video con una serie di interviste piacevoli da guardare. Inconsistenti le parole di Dacia Maraini, che non ho mai ben capito.
Il tutto si è concluso da Feltrinelli, oggi mega per dimensioni. Condivido in parte il giudizio di Bobo, secondo cui siamo al discount culturale.