Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Folgorazione visuale

Sarà il prossimo trasloco alle porte, sarà la passione per la musica o l’amore per il film Alta Fedeltà da cui è tratta la foto, sarà l’umore grigio di questa giornata, ma navigando in cinque minuti di libertà che mi sono preso sul journal del Giovane William, sono rimasto folgorato da questa immagine:

High fidelity


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Il Foglio forever

da Andrea’s Version:
L’onorevole Giuseppe Ayala ha parlato di sé in un’intervista a Claudio Sabelli Fioretti: “Una volta un amico mi ha spiegato: ‘Tu non sei un uomo, sei un’icona’, a nessuno viene in mente che sono un magistrato straordinario, un uomo che ha rischiato la vita”. Poi ha aggiunto: “Una volta Marcello Sorgi, direttore della Stampa, mi disse: ‘Gli uomini importanti non sempre sono simpatici, non sempre eleganti, quasi mai bon vivant. Allora meraviglia uno come te’. Capisce?”. Quindi Ayala, stabilito di essere stato “due volte vicinissimo a fare il ministro della Giustizia, con Ciampi e con Prodi, e anche D’Alema aveva pensato a me”, è passato a parlare di sé e Falcone: “Eravamo così amici che sua moglie ci chiamava ‘i due fidanzati’. Eravamo legatissimi, ai limiti dell’omosessualità, una nostra incomprensione durò un po’, poi ci siamo visti a cena alla Fornarina, saletta riservata, io e lui soli, cinque minuti per chiarire tutto e poi siamo scoppiati a piangere, due bambini, con le mani nelle mani attraverso il tavolo”. Non credo si debba aggiungere altro.

da Il direttore risponde:
Al direttore 1 – Fini preme per la verifica. Il Cav. lo ha invitato in Sardegna con La Russa e signore per il week end. Meglio sardi che mai. Al direttore 2 – Minzolini ieri sulla Stampa ha citato un retroscena del lifting. Bossi che dice del Cav.: “L’ho visto un po’ tirato”. La frase è mia ed è inventata a fini di satira.

Pietrangelo Buttafuoco oggi sulla vicenda Bonolis-Ricci:
Potente è la disfida tra Bonolis e Ricci. Se solo avessero idea di quanto ce ne fotte, avrebbero esatta l’idea dell’infinito.


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Cavallo pazzo

Cossiga imperversa in questi giorni sulle nostre tv. Debbo ammettere che nella sua imprevedibilità mi è simpatico; da persona di sinistra mi riesce difficile ammetterlo, perché in fondo ricordo il passato molto meglio di “compagni” che allora lo volevano “impiccare” (giuridicamente parlando) ed oggi, per convenienza, lo osannano. Ma è inutile certa mia rigidità.
Dicevamo: ieri sera era dalla Carlucci (invecchiata, eh?) per la trasmissione “Una giornata particolare”. E’ stato simpaticissimo, sia quando era dietro al bancone che quando tentava di pulire il retro bottega. Però mi son fatto persuaso che le accuse legate alla vicenda Gladio siano veritiere: lo immaginavate così bravo con le ricetrasmittenti?


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Non datemi bacilli, please

Non riesco a capire quanto questa pesantezza di testa sia dovuta allo stress ed alla stanchezza accumulate questa settimana per lavoro e quanto invece sia responsabile di questo lieve malessere ciccio Bobo cannoniere. Ieri sera ero passato a trovarlo per sincerarmi delle sue condizioni (febbricitante assai) e mi sono fermato per un piatto di pasta: la casa puzzava di malattia, in effetti. Incrocio le dita e confido nella robusta reazione del mio corpo. E se mi hai attaccato qualcosa, ciccio, t’ammazzo!


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Le false regole

Sugli scioperi selvaggi. Tendenzialmente a favore delle regole, questa volta non posso non essere d’accordo con gli scioperanti milanesi, con buona pace dei cittadini incazzati. Qui si parla di contratti firmati e non rispettati, di soldi accordati e mai dati. Tu non mi paghi? Io non lavoro. Vorrei vedere il Prefetto di Milano se per un anno non gli dessero quanto gli spetta…