Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Matricsé

Si parlava col Bobo della puntata di Matrix con ospite Silviuccio nostro. Di come nessun giornalista, conduttore o controparte apposta convitata, incalzi mai il politico di turno con domande ficcanti. Di quanto il direttore del Manifesto ci ricordasse Fabbris. Del buttarla in caciara di Mentana che forse a Zelig sarebbe più a suo agio. E di come, infine, sia stata pessima l’uscita di Silviuccio nostro sul “dio com’è magro Fassino” (ed a seguire delle spigolosità dello stesso in un rapporto “stretto”). Ah che bella campagna elettorale che ci aspetta… in punta di fioretto. E che bello pensare che l’Unione al completo o quasi presenzi sul palco come appena uscita da una copisteria, con le copie del Programma (ah, finalmente!) rilegate a spirale. Quale basso profilo, vicino al popolo! Se però fosse voluto e non fosse, invece, questione di pressappochismo. Evviva il triciclino, ordunque, i radicali e gli scampati socialisti, che almeno battono i piedi su un nodo irrinunciabile della politica italiana e della sinistra, la laicità dello Stato! Alla facciaccia della Margherita e di quell’essere Rutelli, che ha pensato bene di includere nelle proprie liste anche chi coordina Scienza e Vita… Proprio una bella campagna elettorale.


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Le disavventure del singnor L.

Martedì sera porto a cena un collega di Torino e parcheggio l’auto su Lungotevere Farnesina (per intenderci, verso Piazza Trilussa). Tempo due ore finiamo di mangiare e torniamo all’auto. Da lontano mi accorgo che il finestrino posteriore è estremamente pulito, trasparente… No! E’ rotto: qualche simpaticone ha pensato bene di poggiare un cacciavite sul telaio e – premendo verso l’interno – far saltare il vetro (e mi ha detto anche bene, perché se tirava verso l’esterno rovinava pure il profilo). Ha poi tirato giù il sedile posteriore e ha portato via una borsa che per fortuna conteneva solo un paio di attrezzi da lavoro (cacciaviti e similari invecchiati nelle varie auto che ho girato).

Di qui parte la rottura di balle. Passo subito ai Carabinieri per la denuncia. Risposta al citofono: "mi spiace, ma prendiamo le denunce solo fino alle 20 di sera". Mi armo di pazienza e torno la mattina dopo, mercoledì, alle 8.30. Tralascio le volte che ho dovuto spostare l’auto per mostrargliela e per riparcheggiarla in una zona dove ogni parcheggio è un miraggio… La denuncia fila via liscia, la persona è cortese. Tranne per il fatto che mi ha lasciato solo nella stanza più volte, con tanto di pistola d’ordinanza sulla scrivania a trenta centimetri da me.
Poi ogni tanto senti al tg che ne ammazzano uno…

Il pomeriggio sostituisco il vetro e tutto si chiude. La macchina è aziendale dunque nemmeno grava sul mio portafoglio, cosa che indubbiamente ha ridotto la gastrite e l’incazzatura che mi sarebbe venuta in caso contrario.


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Satyricon

Se la cronaca non fosse drammatica, l’unica risposta alle follie di questi giorni sarebbe una: CHE PALLE!

Se è vero che il buon gusto e un pò di sano realismo avrebbero sconsigliato la pubblicazione delle vignette danesi, è ancor più vero che la reazione orchestrata da fanatici idioti è abnorme, stupida, gravissima e – ultimo ma non ultimo – violenta. Da una vignetta alle molotov, ne corre insomma di strada… talmente tanta, che alle persone savie non basteranno cent’anni per cancellare simili distorsioni mentali.

Intanto, finisce che io mi schiero con chi, magari gaglioffo, ha pubblicato le vignette, perché la libertà d’espressione è per me anche quella, in ultima analisi, di bestemmia, ed alzo anch’io un muro di diffidenza verso chi considera la religione una mazza ferrata… (facendo forse il gioco degli idioti di cui sopra, ahimé).


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Ieri, candid camera…

Ci sono giornate veramente strane. Come ieri.

Primo appuntamento della giornata, fissato con largo anticipo ed importante per il mio lavoro: arrivo, mi fanno accomodare in sala riunione salvo poi correre dieci minuti dopo affannati dicendomi che la persona che dovevo incontrare si era sentita male e che dunque era corsa a casa…

Appuntamento successivo dopo un’ora e mezza: troppo poco per andare in ufficio, troppo per andare direttamente dal cliente. Passo così un’ora in auto a scaricare la posta sul portatile.

Secondo appuntamento, ora di pranzo: iniziamo la riunione con un cliente, parliamo, decidiamo di proseguirla a tavola. Il tempo di ordinare che arriva una telefonata, si scusa, si alza e si allontana per dichiarati "dieci minuti". Poi una cameriera arriva e ci dice che l’assenza sarà più lunga e dunque che possiamo iniziare a mangiare. Al conto, arriva sempre la cameriera per scusarsi a nome del titolare che non aveva fatto a tempo a rientrare. E me ne vado via.

La sera decido di andare al cinema. Voglio vedere Broken Flowers, con Bill Murray (lo adoro). Cerco su Trovacinema.it e mi dà un paio di cinema comodi comodi. Arrivo e… il film non c’era. Lo avevano cambiato la sera prima. Che fai? Finisci per vedere l’unico film proiettato che ancora non avevi visto: Me and You and everyone we know. Un film senza capo né coda.

Allora, sapete che c’è? Buonanotte.


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Serpico

Domenica me ne stavo comodo comodo sul divano quando sento un suono secco, forte, provenire dalla strada. Mi affaccio già sapendo cosa avrei visto: un motorino in terra assieme al suo conducente ed una macchina di traverso, pronta ad un’inversione (consentita, ma girare senza freccia è un crimine lo stesso).

Accorrono un pò di persone, chiamano i soccorsi, si caricano lo sventurato e vanno via a sirene spiegate. Dopo circa un’ora, arriva un furgone della Polizia Municipale. Un’ora, capiamoci bene… Scendono Mimì e Cocò in divisa, un uomo e una donna, e iniziano a redigere i verbali, poi prendono con la fettuccia le misurazioni… e qua la cosa si fa comica: bloccano il traffico e riescono a far impigliare la fettuccia su tutti gli specchietti e le antenne della auto in sosta!

Poi arriva il carro per recuperare il motorino. Nel frattempo io sono sceso in strada e attendo alla fermata un bus. Sento che caricano il motorino, ma ad un certo punto vedo le fiamme alzarsi per qualche metro in cielo e questo incupirsi. La vigilessa corre e grida, non so a chi perché ero coperto dal furgone dei Vigili, "ma sei matto? ma che hai fatto?". E chiama i Vigili del Fuoco, tempo 10 secondi dall’inizio dell’incendio.

Mi sposto e osservo la scena: sta bruciando la sola benzina in terra e forse un pò d’olio. Il mezzo è stato rimosso e nulla rischia di incendiarsi attorno. Un fuoco di questo tipo si estingue da solo in massimo un minuto. Detto ciò, che di per sé rende ridicola la chiamata ai VVF, guardavo allibito pensando: i furgoni dei Vigili Urbani così come i carri attrezzi hanno sempre in dotazione almeno un estintore… perché nessuno corre a prenderlo? Bah… complimenti alla squadra intervenuta. Io non vi farei fare manco le multe!


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In punta di fioretto…

Ieri su La Repubblica, nel riquadro di critica tv oltre a parlare di Salemme, nelle ultime righe il giornalista più o meno diceva che Max Pezzali in vesione XXL (riferendosi ai chili messi su dal cantante) convinceva parecchio. E, sempre più o meno, anche una cosa del genere: “finalmente ha ucciso l’Uomo Ragno. Se l’è mangiato.” Apperò…


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London, UK

Non c’è verso. Mi ero ripromesso quest’anno di scribacchiare qualcosa tutti i giorni, salvo al massimo i week-end. Scorrendo infatti indietro il calendario, avevo notato come questo blog si era un pò perso e come non potevo annotare più di tre o quattro interventi al mese. Una miseria. Tanto varrebbe, forse, chiudere.

Underground LondraEppure non sono riuscito a mantenere la parola nemmeno per due settimane!

Vuoi un giorno perché dalla mattina alla sera sei stato al telefono/al computer/al lavoro e non hai avuto dunque materialmente la possibilità di scrivere (e quando torni a casa, col cavolo che riaccendi il notebook!). Vuoi perché l’unica connessione che hai a disposizione quel giorno è gprs ed eviti dunque l’esaurimento nervoso rinviando i post al giorno successivo. Vuoi perché quel giorno hai l’umore storto. Vuoi perché, infine, magari, non hai un cacchio da dire! Insomma, in un modo o nell’altro finisci per far passare una settimana in pieno silenzio, rinunciando ai buoni propositi.
Epperò stavolta il silenzio è dovuto anche ad una trasferta londinese. Dunque è più che giustificato…

Premessa: per anni, ho sempre viaggiato in paesi francofoni per questioni di lingua, perché posso parlare tranquillamente francese ma con l’inglese mi impicco; per anni ho prediletto Parigi, quasi una città d’adozione, visitata e conosciuta a fondo (almeno 14 viaggi) e dunque, di rimando, Londra mi stava un pò sulle balle (come un fiorentino ad un senese, ecc.).

Invece sono andato a Londra e l’ho trovata meravigliosa. Dieci cose che mi hanno colpito (anche rispetto all’Italia):

  1. non solo metropolitana e bus funzionano, ma le persone fanno la fila per salire sull’autobus e si fanno da parte quando i passeggeri della metro debbono scendere… da noi c’è la corsa all’oro e una guerra all’ultimo colpo per arrivare prima (i soliti furbetti)
  2. c’è traffico ma in centro, forse grazie anche al ticket, è tutto scorrevole e ordinato… insomma, non vedi quelle scene da film "L’ingorgo", surreali se non fossero quotidiane qui a Roma
  3. hanno la mania di segnalare tutto: dal look left e look right scritto per terra ad ogni attraversamento pedonale o incrocio, alla voce che ripete mind the gap nelle stazioni metro con dislivello tra vagone e marciapiedi
  4. la Tate Modern è meravigliosa e i musei sono gratuiti, sì, gratuiti! Paghi le mostre temporanee mentre le installazioni permanenti sono libere (suggeriscono una donazione di £ 3 ma fai poi come vuoi senza che nessuno ti guardi male)… un bel concetto della cultura e dell’arte, veramente a disposizione di tutti
  5. il sushi, buonissimo, costa molto meno che a Roma (consigliato il ristorante giapponese in Hanover Str., traversa di Regent Str.)
  6. gli inglesi (quei pochi che si incrociano) sono meno stronzi di quanto immaginassi, almeno io con il mio ìnglissh maccheronico sono sopravvissuto tranquillamente, senza problemi o incomprensioni
  7. nelle reception degli alberghi sono tutti indiani
  8. i saldi sono veri saldi e trovi jeans di marca a £ 15.99 o scarpe Clarks a 29.99… insomma puoi rifarti il guardaroba tornando e facendo la boccaccia al negoziante sotto casa che per un inverno vendeva un capo a 100 euro, per poi alzarlo a 150 il giorno prima dei saldi e scontarlo a 99 dicendoti pure che hai risparmiato 51 euro… lo stronzo
  9. la polizia presidia nel vero senso della parola la città, spuntano ovunque
  10. offre un senso di apertura e dinamismo che le nostre città non offrono (poi sono meravigliose ed hanno tante altre belle cose, per carità)

Ecco, questo un sunto privo di mille altre cose ma che raccoglie le prime dieci che mi sono venute in mente.


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Pipa Club o Circolo Barney

Sabato mattina il fido Bobo mi ha accompagnato in uno storico negozio di Roma che da cinquant’anni (Giorgio, lo abbiamo capito, inutile che ce lo ripeti come Novello Novelli in Ad Ovest di Paperino, quando in cucina guardava  la Cenci e Nuti esclamando a ripetizione "quarant’anni alla sip!") vende e produce pipe.

Bobo fu fumatore di pipa, per poi passare alle sigarette fai da té. Io ho sempre fumato solo sigari e non so come mai, ultimamente avevo voglia di provarla, per qualche fumata casalinga, in chiusura di giornata. Così armati di pazienza, ci siamo fatti raccontare un pò di cose ed abbiamo osservato parecchi pezzi. Ho scelto una Peterson, infine, questa:
Peterson, modello Cara
Nera, con un solo anello in argento, la trovo sinceramente bellissima. Si fuma anche molto bene, almeno a mio parere, quello di un neofita che è riuscito ieri a non farla mai spegnere per tutto il tempo di una fumata. Così si è aperto un nuovo mondo, molto rituale e ricco. Ora che ho convinto il Bobo a riprendere di nuovo questa felice attività (e ne sono più che felice), dovremo scoprire nuovi tabacchi, imparare tecniche, capirne un pò di più.

Chiaramente, toccherà fissare un incontro settimanale del nuovo Pipa Club o Circolo Barney…