Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Su Feltri sr

(del jr abbiamo diversa considerazione)

Sul Riformista Em.ma (Emanuele Macaluso) interviene sull’articolo che Vittorio “molto-english” Feltri dedica alle due ragazze rapite in Iraq. Come al solito parole in libertà, forse espressione dei sentimenti peggiori e più reazionari della nostra Italia; direi parole nella Casa delle Libertà, se non pensassi che a destra ci siano anche persone diverse e non ripudiassi in genere le facili generalizzazioni. E come la mette Mattia, che così a lungo ci ha deliziato sul Foglio con la sua tagliente e intelligente ironia, a leggere che il padre – avesse mai lui fatto altre scelte – lo avrebbe preso a schiaffi?
Mi vengono in mente altri connubi strani: Corrado Guzzanti e l’ex “Rosso di Sera” padre. O Gaber (ai tempi) con la moglie Ombretta Colli. Pentole e insulti o rassegnazione?


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Giornalismo e/o terrorismo

In ordine sparso, alcune considerazioni venute alla mia mente oggi e legate al rapimento delle due volontarie italiane in Iraq come a fatti antecedenti similari.
La prima è che concordo parzialmente con questo giudizio, ovvero che le buone maniere e le buone parole non sempre pagano; oggi ancor meno, se siamo di fronte a persone che hanno perso la misura, del tutto.
La seconda è che non ho mai compreso, non comprendo e non comprenderò mai quale senso abbia spedire il giornalista sfigato di turno con microfono e telecamera a chiedere ai familiari di una tragedia, come stanno. Come vuoi che stiano? Di merda!
La terza è che ho l’impressione che ogni qual volta ci sia di mezzo l’Italia, le trattative siano sempre indefinite, non si sa quali strategie si adottino, chi interverrà, come; ma soprattutto, cosa molto più grave, che dopo non sarà mai una verità linda, pulita, certa sull’accaduto. Il caso Baldoni è lampante. E qui mi domando: ma siamo noi italiani a vedere sempre complotti e bugie, evidentemente ben educati dalla nostra storia, o veramente c’è sempre qualcosa di poco chiaro nelle vicende che ci coinvolgono in Iraq?


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Di carcere si continua a morire

Dal Dossier “Morire di carcere – agosto 2004” inviatomi da Ristretti Orizzonti, apprendo che nel solo mese di agosto nelle carceri italiane altri 11 detenuti sono morti, tra il caldo e l’abbandono. Sei suicidi, cinque decessi per malattia. Leggere il rapporto e scoprire le specificità di ogni singolo caso, dare nome e cognome alle persone e dunque annullare la distanza dell’anonimato, mette i brividi.


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Alisnack

Ieri sera l’incontro Alitalia-Sindacati. Come previsto nubi all’orizzonte. Ed i miei punti 1000miglia?

Parlando più seriamente, non comprendo come i sindacati pensino di poter mantenere inalterati i livelli occupazionali e risanare contemporaneamente le casse della compagnia. Tale approccio porebbe essere corretto qualora le assunzioni fossero sempre state fatte da Alitalia sulla base di reali esigenze operative; purtroppo sappiamo tutti che così non è e che molte delle assunzioni passate erano dovute a favori e conoscenze. Ergo, il livello occupazionale attuale è sovradimensionato. Mentre molte altre compagnie straniere hanno messo mano per tempo ai tagli, la nostra compagnia di bandiera deve vedersela con sindacati che tirano sul prezzo della trattativa in un momento critico se non drammatico.

Il Cub, una delle sigle sindacali, parla di lotta fino allo sciopero della fame: farei notare loro che i passeggeri Alitalia ne sono vittima già ad ogni volo. Dal vassoio alla confezione Alisnack si era già tagliato e di molto il servizio a bordo. Poi è sparita anche la confezione in cartone, sostituita da un tovagliolo di carta e una mini confezione di biscotti o salatini. Venerdì scorso una novità: mi è stato servito un gelato, quello de “du gùst is megl che uàn”. Al prossimo volo forse dovrò anche armare gli scivoli personalmente…

Sia come sia, mi viene in mente il caso AirFrance: condizioni di bilancio pessime, intervento per tempo del governo ed affidamento ad un manager che è stato in grado in pochi anni di rilanciare la compagnia, acquistare nuovi aeromobili, coprire un numero maggiore di destinazioni, acquisire quote di altre società (tra cui Alitalia). Spero che il piano industriale di Cimoli, oltre ai tagli, preveda interventi similari, capaci di riportare fiducia innanzitutto in chi volava con Alitalia ed oggi sempre più spesso sceglie altri operatori. E mi chiedo anche se il caso SwissAir sia dietro l’angolo: la compagnia svizzera fallì e dopo pochi mesi nacque Swiss, che ora vola tranquillamente per il mondo.


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VoIP

La notizia che leggo oggi su Punto Informatico è interessante: “Il Garante TLC britannico assegna un prefisso ai servizi telefonici alternativi a quelli tradizionali, servizi che sfruttano Internet. Gli utenti possono acquisire un numero VoIP trasportabile“.

Per il sottoscritto, che ha già sperimentato il VoIP mediante apparato Swyx e che considera la telefonia su IP come il futuro delle telecomunicazioni, vuol dire passare dal miraggio alla realtà, dalle parole ai fatti. La decisione del Garante TLC Britannico, è in realtà prima di tutto un riconoscimento della tecnologia e della maturità cui è giunta. 

Qualche motivo per credere nel VoIP: con un solo cavo e un solo operatore potremo navigare e telefonare, comandare a distanza apparati presenti in casa o in ufficio, risparmiare sulle bollette, toglierci Telecom dalle balle, mantenere un numero unico che ci segue e che prescinde dalla localizzazione geografica, ecc.


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Una buona notizia…

…tra le tante orribili di cui in questi giorni ci stiamo circondando. L’ho saputo ieri sera a cena da Bobo ed oggi sono andato a ricercare la notizia che mi era sfuggita causa ferie e olimpiadi: Adriano Sofri è uscito per un giorno dal carcere. Dopo quattro anni e sette mesi e dopo le polemiche di qualche mese fa per una sua eventuale lettura di Wilde nel Duomo di Milano, finalmente il suo sguardo non ha incontrato – almeno per qualche ora – sbarre, muri, divise. Trovo quantomai poetica la scelta di un bagno in mare e dignitosa l’assenza di telecamere e giornalisti. Come sempre, Sofri.


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Ikea

Se non fosse una notizia drammatica, ci si potrebbe sbizzarrire in battute: “La corsa agli sconti, in un megastore Ikea appena aperto a Riad, si è trasformata in tragedia: tre vittime, oltre a 17 feriti, schiacciate da una folla scomposta che tentava di raggiungere la cassa dove venivano distribuiti buoni acquisto ai primi 50 clienti che si presentavano.” (fonte: Corriere della Sera)


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Ruben Paz e le trote

Per adesso leggo e mi diverto. Presto o tardi simili mail potrebbero anche arrivare al sottoscritto.

Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma
b) perché lo dice la suocera
c) perché il bimbo ha cagato

(…)

Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio.
Il fasciatoio é un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza. Comunque é studiato bene: ha dei cassettini cari e un piano su cui appoggiare il bambino. Far star fermo il bambino su quel piano é come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E’ fondamentale non distrarsi mai.
Il neonato medio non é in grado di girarsi sul fianco, ma é perfettamente in grado, appena ti voliti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell’ombrello: pare che si allenino durante i nove mesi che passano sott’acqua.

(continua)