Una cosa che non sopporto nei telegiornali e nei mezzi di informazione in genere è il valore del tutto variabile della vita umana. Se muore un soldato italiano la sua vita pesa 100; se muoiono 100 civili iracheni, le loro vite sommate assieme non varranno più di 50.
Così venerdì me ne stavo bello bello sul divano ad ascoltare il Tg quando un servizio mi ha indignato e fatto girare i cabasisi: un incidente stradale, causato da “un padre troppo premuroso” che nella concitazione del momento, la moglie stava partorendo e doveva essere condotta in ospedale, non ha rispettato un semaforo rosso. Risultato: ha investito un motociclista e lo ha ridotto – “premurosamente” – in fin di vita. Il servizio però concludeva tralasciando questo particolare evidentemente secondario e, con voce del cazzo, annunciava che fortunatamente il bambino era nato nell’ambulanza accorsa sul posto.
Dunque: il motociclista, che non so se sia ancora vivo o meno, senza alcuna colpa se non di circolare su una moto e di rispettare il codice della strada, vale meno di un bambino appena nato. Il padre non è un omicida, semmai, ma una persona “premurosa”. Ecco, quando sento queste cose mi viene il vomito. Che razza di giornalisti abbiamo? Che razza di morale abbiamo?
