In questi giorni si parla molto di connazionali che versano in situazioni di pericolo in giro per il mondo. Il Ministero degli Esteri con le sue unità di crisi e le sue rappresentanze diplomatiche è preposto proprio alla risoluzione di questi casi ed alla tutela dei nostri concittadini. Tanto che, per offire un servizio più puntuale, ha pensato di realizzare un sito web dove poter segnalare i propri viaggi all’estero: http://www.dovesiamonelmondo.it/
In questo modo sarà possibile monitorare la presenza di italiani all’estero con maggior precisione e tempestività, demandando una parte del lavoro agli stessi cittadini che debbono inviare le segnalazioni. Tutto bello? Non saprei. Io qualche dubbio ce l’ho ed è stato rafforzato da un episodio occorso a volontari italiani presenti in Congo nei giorni degli scontri post risultati elettorali.
Queste persone, presenti a nome di un’organizzazione no profit italo-congolese, non solo avevano seguito le trafile classiche per un viaggio di questo tipo, ma avevano anche incontrato l’ambasciatore italiano nella Rep. Dem. del Congo, lasciandogli nell’occasione la lista dei nomi e dei riferimenti (indirizzi e cellulari) dove essere raggiungibili. Allo scoppio dei disordini qualche giorno dopo, chiusi nella sede dell’associazione, sentendo sparare fuori e colpire le porte con forza hanno spento luci, fatto silenzio e chiamato il numero di crisi della locale ambasciata.
Spiegato ciò che stava accadendo, chi ha risposto ha chiesto: "ma sono armati?". Comprendo che questo avrebbe fatto capire se erano militari/paramilitari o semplici ladri in cerca di facile bottino, ma se cercano di sfondare la porta io che faccio, apro e chiedo chi sono e come sono attrezzati? O mi chiudo dentro?
Seconda chicca: chiede di nuovo la lista dei nomi e dei cellulari perché non la trova più. Infine, dopo il consiglio di restare chiusi dentro, a luci spente, in pieno silenzio, non si fa più sentire né la notte stessa né l’indomani. Una linea di contatto avrebbe consentito eventualmente di organizzare un recupero o una sorveglianza con le forse Eurofor e ONU numerose presenti sul territorio.
Dunque, bene che ci sia un sito, ma forse certi funzionari dovrebbero essere rimossi tout court perché la loro presenza non ci garantisce affatto ed allora aivoglia a siti web…
Ieri sera mi sono fatto forza e da solo sono andato all’Isola Tiberina dove Ascanio Celestini presentava il suo libro/cofanetto "Storie di uno scemo di guerra", sorta di diario che segna le tappe della nascita del suo spettacolo, oltre a testo e dvd. Anche se penso sinceramente che l’oralità ricca e appassionante di Celestini vada vissuta in presa diretta dalla sua voce e non letta. La platea era vastissima, segno che Celestini è ormai conosciutissimo ed apprezzato anche dal grande pubblico.