Ieri si sono svolte le prime elezioni libere dopo 40 anni nella Repubblica Democratica del Congo. Elezioni presidenziali e politiche assieme. Dopo l’apparente pacificazione degli ultimi anni, qualche segnale di tensione è venuto alla luce nelle settimane pre-voto, ma sono stati incidenti minori e il voto sembra essersi svolto nella legalità e nella tranquillità, sorvegliato ed organizzato dalle Nazioni Unite. I risultati delle presidenziali saranno ufficializzati il 20 agosto. Se nessuno dei candidati supererà il 50% dei voti, si andrà al ballottaggio il 29 ottobre. Confido che i risultati del 20 agosto siano accolti senza traumi e che la situazione in Congo confermi pace e sicurezza (anche per tutti i volontari presenti in quella terra). Per ora, sono velatamente preoccupato e incrocio le dita.
Archivio autore: lebowsky
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E’ uscito oggi su L’Unità l’articolo a firma Andrea Boraschi che citavo ieri tra le righe. Forse sarebbe stato più giusto pubblicarlo ieri, prima della votazione, ma tanto fa. Eccolo:
Quella storia, pure, continua a tornarmi in mente con insistenza: mi fa pensare a quella parte della coalizione di governo che si mobilita per escludere dal provvedimento d’indulto una serie di fattispecie, tra cui i reati finanziari. Costoro, di fatto, sono pronti ad accettare che di uno sconto di pena si avvalga un omicida, un rapinatore a mano armata, un estorsore. Ma non quel detenuto; che ha commesso un reato ulteriore, non sanzionato dalla legge ma riconosciuto, evidentemente, da una parte consistente dell’opinione pubblica: essere stato condannato per un illecito che lo accomuna a imputati quali Fedele Confalonieri e Callisto Tanzi, Cesare Geronzi e Sergio Cragnotti.
Forse è già tardi, ma conviene tornare a discutere delle buone ragioni che vorremmo all’origine di questa legge. Chi la intende come una forma d’intervento preliminare e ineludibile per una riforma del codice penale – una riforma che depenalizzi e potenzi le misure alternative alla detenzione – vuole porre rimedio all’affollamento penitenziario; e pensa a una giustizia che non colpisca iniquamente quelle forme di delinquenza o, peggio, di devianza, espressione per lo più di disagio ed emarginazione. Non per questo, tuttavia, vuole tirare fuori dalle galere solo immigrati, tossicodipendenti e ladri di mele per lasciarvi qualche ricco finanziere, qualche audace faccendiere. Perché, è questo il punto, crede anche che il carcere debba essere una soluzione estrema, da prevedersi solo per reati di massima gravità; e che, prima di essa, ve ne siano molte altre, più efficaci, altrettanto severe, meno costose. E più rispettose della dignità del condannato, chiunque egli sia.
Stiamo parlando di un provvedimento che non estingue la pena, che non si applica alle pene accessorie e che non annulla gli altri effetti penali della condanna. Prevede l’esclusione di alcune tipologie di reato particolarmente gravi; per il resto, è rivolto a tutta la popolazione detenuta, nelle medesime forme e con gli stessi effetti.
Chi pensa “un usuraio si e Cesare Previti no” forse non vuole l’indulto, forse vuole qualcos’altro. Io propendo per una giustizia in cui quel signore sia uguale a tutti gli altri cittadini, nel bene e nel male. So che se resta “dentro” lui, vi rimarrà anche il tossicodipendente che ha mandato a quel paese il giudice durante il dibattimento (entrambi sono responsabili di un reato contro l’amministrazione della giustizia). E visto che Previti non è uno stragista, un violentatore, un sequestratore, visto che non potrà tornare alla sua professione né in Parlamento, che indulto sia: per lui come per gli altri.
Indulto/2
Oggi è stato approvato. Visti i commenti ricevuti, forse è giusto aggiornare l’argomento su questo blog con l’articolo di Adriano Sofri comparso oggi su L’Unità, qui via Wittgenstein (che riprende alcuni argomenti discussi con Bobo e alla base di un articolo a firma Manconi-Boraschi che mi è capitato di leggere).
Sensi di colpa e ipocrisie internazionali
…che prima ci porteranno a divenir tutti antisemiti.
E' l'Italia che va…
Tempo di saldi per la giustizia sportiva. Interessante l’articolo di Crosetti su La Repubblica, in particolare quando nota come certi personaggi ce li ritroveremo tra poco a capo di qualche altro ente o comitato… Corsi e ricorsi storici.
Indulto
L’ipocrisia impazza, soprattutto a sinistra. Se ne parlava ieri sera con Bobo, notando come nei reati finanziari non siano coinvolti solo Previti & Co. ma anche dei poveri cristi finiti in carcere per un fallimento di 1500 euro (non sparo a casaccio, credetemi). E di come la posizione di Di Pietro e della stampa di sinistra sia capace di mettere in crisi un accordo di cui c’è bisogno, appunto, per un’ipocrisia di fondo. Che il cosiddetto allarme sociale non è superiore per una frode rispetto ad un crimine contro la persona… A me chi detta morale fa paura.
Una questione di credibilità
Torno sul decreto Bersani. Alla fine i taxisti hanno ottenuto l’annacquamento della parte di testo che li riguardava. Al che mi chiedo il perché di certe dichiarazioni del Governo, della serie "mai e poi mai cederemo…". Se certe cose le dici, devi essere pronto allo scontro, altrimenti è più saggio stare zitti.
Col risultato che adesso perfino i panettieri insorgono e parlano di sciopero. D’altronde se cali le braghe, la fila dietro di te impazza…
Pugno duro contro i taxisti
Sono pochi (provate a prendere un taxi a Termini o a Linate nelle ore di punta), costano cari (molto più che all’estero) e rompono anche i maroni… L’Italia delle categorie si riaffaccia dalla finestra e dopo le contestazioni immediate post-decreto Bersani, i taxisti scendono di nuovo in piazza. Per la precisione a Piazza Venezia, creando disagi ben intuibili al traffico ed alla circolazione (già sofferente) della Capitale.
Spero che una volta tanto la politica mostri gli attributi e non si faccia spaventare da una categoria che si sta conquistando la fama di inciviltà; bene contestare in democrazia, ma con delle regole e senza violenza. La prepotenza e la tracotanza non sono contestazioni democratiche. Non lo è prendere a calci e pugni l’auto di Mussi, né aggredire un collega che decide lo stesso di lavorare né tantomeno bloccare una città contravvenendo al codice della strada.
Dunque, spero che inizino a fioccar multe a tutte quelle auto bianche in doppia fila, in mezzo alla strada o che non caricano un cliente (è un servizio pubblico, con tanto di licenza che in alcuni casi considererei adatta alla revoca). E se qualcuno dice che hanno pagato tanti soldi una licenza, dico che mi dispiace ma anche che se il sistema non è stato modificato prima ed è sbagliato, non si può per questo procrastinare all’infinito una situazione di errore o inefficienza.
L’interesse pubblico viene prima di quello singolo o di una categoria. Pugno duro, durissimo… e vediamo se rientra la protesta strumentale e conservativa che stanno portando avanti.
Io vi odio voi romani
Premessa: sono romano, ergo posso permettermi anche le critiche alla città eterna e ai suoi cittadini…
Da qualche settimana fatico a sopportare questa città ed i suoi abitanti, che soprattutto in strada danno il peggio di sé. Sono l’espressione della cafonaggine, dell’arroganza, della violenza civile e sociale, della sbruffonaggine e chi più ne ha più ne metta. L’italiano al volante ha tanti difetti, ma forse in nessuna città è così aggressivo e cattivo. Ad ogni metro pare debba regolare un conto e salvar l’onore (de che?!).
Non sopporto quelli che se c’è fila su una consolare, prendono a tutta velocità la corsia d’emergenza come fosse cosa pacifica e soprattutto con la convinzione di essere più furbi di quei poveracci in rispettosa coda. Gli auguro un giorno di avere un bell’incidente e di non poter essere soccorsi perché l’autoambulanza è bloccata pochi chilometri prima da un loro pari.
Non sopporto quelli che non usano le frecce, convinti forse che siano un optional o che l’azionarle costi qualcosa. No, non sono tassate, state tranquilli. E usate cribbio! Chi vi segue ne trarrà giovamento e – se in moto – magari si salverà anche da una caduta.
Non sopporto quelli che usano il cellulare, gesticolano e con una mano riescono a ondeggiare tra una corsia e l’altra senza alcun senso. Gli auricolari ormai costano poco, fate il bene del prossimo (e vostro) e compratene uno: forse sarete meno deficienti alla guida!
Non sopporto quelli che ancora non sanno chi ha la precedenza nelle rotatorie. Il codice è cambiato, signori, è inutile che vi tuffiate dentro all’arrembaggio e quando sentite il clacson di chi sta per essere speronato, inveite anche contro di lui. Il torto ce l’avete voi, dunque al massimo chiedete scusa e fate pippa.
Non sopporto quelli che se gli suoni il clacson pensano di essere stati offesi e ti mandano a cagare. Il clacson può essere anche e solo un avvertimento, il dire che se non ti fermi (e stai otto metri dopo lo stop!) forse rischi di essere preso in pieno. O che hai fatto una cazzata e dunque devi stare più attento la prossima volta. Non siamo tutti come voi, dunque non è detto che clacson sia uguale ad un vaffanculo. Inutile e fastidioso dunque che iniziate a mostrare i denti, a inveire e a fare gesti inconsulti.
Non sopporto quelli che se c’è traffico intenso, si avvicinano ad un incrocio e sta per scattare il rosso, passano di corsa per restare poi bloccati al centro dell’intersezione. Non solo non passi, ma blocchi anche gli altri e dai il là ad un circolo vizioso e ad un ingorgo infinito. E se ti fermi anche se verde lasciando qualche metro tra te e chi ti precede perché sai già che al rosso resteresti in mezzo alle balle, da dietro ti suonano incazzati! Ma siete dementi? Bisognerebbe fare come all’estero, delle belle diagonali gialle in mezzo alla strada e chi resta lì al rosso, multa diretta ed inappellabile.
Non sopporto quelli che nemmeno fa verde al semaforo che già strombazzano…
Non sopporto quelli che non rispettano i semafori pedonali, gli stop (dovete fermarvi entro la striscia, non oltre…), le precedenze sulle corsie di immissione (c’è un dare la precedenza e se arrivano auto, dovete anche arrestarvi!), le canalizzazioni (ci sono delle frecce per terra, se dovete svoltare a sinistra tenetevi sulla corsia per svoltare, se dovete andare dritti, su quella per andare dritti… no, da noi tutte vanno bene purché si arrivi in testa alla fila, anche bloccando chi magari ha il verde per svoltare e resta bloccato, incazzato e suonante per la vostra pirloneria, vi prendesse un colpo; le canalizzazioni in altre città vengono rispettate…).
Non sopporto gli scooteristi, quelli col casco Momo, belli abbronzati, sparati a razzo nel traffico, senza regole e rispetto per gli altri. Non gli auguro nulla, che appena piove ci pensano da soli a cascare…
Ecco, che fatica vivere qui. Altrove è ben diverso, posso confermare. Ma la cafonaggine non mi sembra pronta a sparire, ahimé, da Roma.
Piccole soddisfazioni
Recupero per intero il post di Giulia, che esprime in modo assai più sintetico e chiaro ciò che potrei descrivere io:
Olé (lo so, son piccole soddisfazioni).