Ieri su La Repubblica, nel riquadro di critica tv oltre a parlare di Salemme, nelle ultime righe il giornalista più o meno diceva che Max Pezzali in vesione XXL (riferendosi ai chili messi su dal cantante) convinceva parecchio. E, sempre più o meno, anche una cosa del genere: “finalmente ha ucciso l’Uomo Ragno. Se l’è mangiato.” Apperò…
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La moltiplicazione dei pani, dei pesci e dei corpi di Polizia
Quali cavolo sono i compiti della Polizia Provinciale?
London, UK
Non c’è verso. Mi ero ripromesso quest’anno di scribacchiare qualcosa tutti i giorni, salvo al massimo i week-end. Scorrendo infatti indietro il calendario, avevo notato come questo blog si era un pò perso e come non potevo annotare più di tre o quattro interventi al mese. Una miseria. Tanto varrebbe, forse, chiudere.
Eppure non sono riuscito a mantenere la parola nemmeno per due settimane!
Vuoi un giorno perché dalla mattina alla sera sei stato al telefono/al computer/al lavoro e non hai avuto dunque materialmente la possibilità di scrivere (e quando torni a casa, col cavolo che riaccendi il notebook!). Vuoi perché l’unica connessione che hai a disposizione quel giorno è gprs ed eviti dunque l’esaurimento nervoso rinviando i post al giorno successivo. Vuoi perché quel giorno hai l’umore storto. Vuoi perché, infine, magari, non hai un cacchio da dire! Insomma, in un modo o nell’altro finisci per far passare una settimana in pieno silenzio, rinunciando ai buoni propositi.
Epperò stavolta il silenzio è dovuto anche ad una trasferta londinese. Dunque è più che giustificato…
Premessa: per anni, ho sempre viaggiato in paesi francofoni per questioni di lingua, perché posso parlare tranquillamente francese ma con l’inglese mi impicco; per anni ho prediletto Parigi, quasi una città d’adozione, visitata e conosciuta a fondo (almeno 14 viaggi) e dunque, di rimando, Londra mi stava un pò sulle balle (come un fiorentino ad un senese, ecc.).
Invece sono andato a Londra e l’ho trovata meravigliosa. Dieci cose che mi hanno colpito (anche rispetto all’Italia):
- non solo metropolitana e bus funzionano, ma le persone fanno la fila per salire sull’autobus e si fanno da parte quando i passeggeri della metro debbono scendere… da noi c’è la corsa all’oro e una guerra all’ultimo colpo per arrivare prima (i soliti furbetti)
- c’è traffico ma in centro, forse grazie anche al ticket, è tutto scorrevole e ordinato… insomma, non vedi quelle scene da film "L’ingorgo", surreali se non fossero quotidiane qui a Roma
- hanno la mania di segnalare tutto: dal look left e look right scritto per terra ad ogni attraversamento pedonale o incrocio, alla voce che ripete mind the gap nelle stazioni metro con dislivello tra vagone e marciapiedi
- la Tate Modern è meravigliosa e i musei sono gratuiti, sì, gratuiti! Paghi le mostre temporanee mentre le installazioni permanenti sono libere (suggeriscono una donazione di £ 3 ma fai poi come vuoi senza che nessuno ti guardi male)… un bel concetto della cultura e dell’arte, veramente a disposizione di tutti
- il sushi, buonissimo, costa molto meno che a Roma (consigliato il ristorante giapponese in Hanover Str., traversa di Regent Str.)
- gli inglesi (quei pochi che si incrociano) sono meno stronzi di quanto immaginassi, almeno io con il mio ìnglissh maccheronico sono sopravvissuto tranquillamente, senza problemi o incomprensioni
- nelle reception degli alberghi sono tutti indiani
- i saldi sono veri saldi e trovi jeans di marca a £ 15.99 o scarpe Clarks a 29.99… insomma puoi rifarti il guardaroba tornando e facendo la boccaccia al negoziante sotto casa che per un inverno vendeva un capo a 100 euro, per poi alzarlo a 150 il giorno prima dei saldi e scontarlo a 99 dicendoti pure che hai risparmiato 51 euro… lo stronzo
- la polizia presidia nel vero senso della parola la città, spuntano ovunque
- offre un senso di apertura e dinamismo che le nostre città non offrono (poi sono meravigliose ed hanno tante altre belle cose, per carità)
Ecco, questo un sunto privo di mille altre cose ma che raccoglie le prime dieci che mi sono venute in mente.
Pipa Club o Circolo Barney
Sabato mattina il fido Bobo mi ha accompagnato in uno storico negozio di Roma che da cinquant’anni (Giorgio, lo abbiamo capito, inutile che ce lo ripeti come Novello Novelli in Ad Ovest di Paperino, quando in cucina guardava la Cenci e Nuti esclamando a ripetizione "quarant’anni alla sip!") vende e produce pipe.
Bobo fu fumatore di pipa, per poi passare alle sigarette fai da té. Io ho sempre fumato solo sigari e non so come mai, ultimamente avevo voglia di provarla, per qualche fumata casalinga, in chiusura di giornata. Così armati di pazienza, ci siamo fatti raccontare un pò di cose ed abbiamo osservato parecchi pezzi. Ho scelto una Peterson, infine, questa:
Nera, con un solo anello in argento, la trovo sinceramente bellissima. Si fuma anche molto bene, almeno a mio parere, quello di un neofita che è riuscito ieri a non farla mai spegnere per tutto il tempo di una fumata. Così si è aperto un nuovo mondo, molto rituale e ricco. Ora che ho convinto il Bobo a riprendere di nuovo questa felice attività (e ne sono più che felice), dovremo scoprire nuovi tabacchi, imparare tecniche, capirne un pò di più.
Chiaramente, toccherà fissare un incontro settimanale del nuovo Pipa Club o Circolo Barney…
No alla cultura della morte?
Sarà, ma quando lo dice questo tipo qui a me tutto passa in mente tranne che la cultura della Vita… Eppoi che pugnetta con questa storia della sessualità: vivetela e godetevela in santa pace! Con preservativi, contraccettivi e qualsiasi altro strumento di piacere.
A.A.A.
Di norma detesto leggere Il Messaggero. Non mi è mai piaciuto per articoli, grafica e impaginazione. Oggi però era l’unica copia a mia disposizione per cercare un cinema e mi sono imbattutto in spassosissimi annunci, tutti alla luce del sole e pubblicati su un quotidiano nazionale. Ah, che ipocrisie…
A.A.A.A.A.A.A.A.A.A. ALTRUI 18enne ex letterina chiamami
E chi è… la Canalis? Da Striscia alla strada…
A.A.A.A.A. SALARIA 348b Venere telefonami
Addirittura l’indirizzo, che poi io, vecchio come sono, ero rimasto all’ultimo domicilio di Venere: Monte Olimpo, Grecia.
A.A.A.A. MONTESACRO affascinantissima bionda divoratrice settima contattami
Forse c’ha tanta fame…
A.A.A.A. NOMENTANA bellissima novita’ diciannovenne, suono il flauto fino all’ultima nota chiamami
No comment…
A.A.A. CIRCONV.GIANICOLENSE biondissima sesta completissima chiamami
Fortuna che è completa: pensavo gli mancasse una gamba…
A. CENTOCELLE Argentina gola profonda succulentissima pornostar senza chiamami
Prendiamo le misure?
GREGORIO.VII nuovissima volgare giovane signora bocca supercompletissima
Non fine, volgare. Per palati aristocratici… (e dice che c’ha pure i denti!)
ZONA.BOLOGNA novità sexy simbol 20enne completissima chiamami
Se lo dice da sola o ha vinto un titolo?
Questione morale 2 o il bue che dice cornuto all'asino
L’incipit del mio blog è stato per lungo tempo una frase di Marco Paolini recitata in un suo monologo: "Tiente largo ma datte ‘n limite!".
Ecco, quando poi leggi un’uscita come questa ti rendi conto che nessuno rispetta questa pur minima regola di buon senso e che le facce di bronzo non han proprio pudore.
Questione morale
Non si riesce a star tranquilli un giorno in questo Paese (e in questa sinistra).
Ora esce fuori l’intercettazione di Piero Fassino che parla al telefono con Consorte di Unipol ed è tutto un fiorire di commenti politici, accuse, distinguo. La Margherita gongola, considerate le pulci che è sempre disposta a fare ai Ds per l’egemonia nel centro-sinistra. La destra se la gode, senza freni. Ed io sono qui a chiedermi: perché quando venivano pubblicate intercettazioni di esponenti invisi o di opposta fazione scagliavate pietre ed ora che vi riguarda da vicino, invece, è uno scandalo e una lesione dei propri diritti, una campagna diffamatoria? Non mi interessa in questo momento se siano o meno vere le accuse, quale sia il testo ed il significato delle trascrizioni, quale sia stata la via di fuga degli atti secretati… qui si tratta di misura e faccia.
Se sei in buona fede previeni simili rischi, rendi per primo pubblici i rapporti intrattenuti con persone coinvolte in affari poco chiari e ti tiri in qualche modo fuori; oltreciò eviti di tirar pietre su chi invece viene colto in fallo prima di te. Non puoi usare due pesi e due misure anche se è umano farlo. Altrimenti quale credibilità ti rimane? Detto questo, non si è colpevoli sino a prova contraria, a destra come a sinistra (il garantismo o è biunivoco e senza eccezioni o non è tale), dunque diamo fiducia a Piero Fassino e seguiamo la notizia. Che sia notizia e non fuffa, chiaro (avere un conto o un leasing su una banca coinvolta nello scandalo non può essere un sigillo o una colpa).
Epperò, ragazzi miei, basta con la sindrome di Tafazzi!
Buon Natale…
No, non è un augurio a scoppio ritardato. E’ semplicemente sarcasmo allo stato puro… Io il Natale non lo sopporto più tanto, e giuro non è una formula di trito anticonformismo: mi piacerebbe godere di queste abitudini, di questi riti perché sono assai rassicuranti.
Ho iniziato questo Natale perdendo un aereo, il 23 mattina. Non mi sono proprio svegliato e così sono dovuto rientrare a Roma nel pomeriggio invece che la mattina, sputtanandomi subito cento euro e una mezza giornata in cui volevo esaurire lo shopping.
Il 24 mattina ho cercato di recuperare, ma l’umore per altri motivi era andato a farsi benedire. Vedere poi persone attorno con la frenesia da regalo, lo sguardo finto-buono-natalizio e un traffico che ammazza, rende il moto centripeto delle balle ancor più veloce. Comunque soddisfatta la necessità, mi sono preparato al pranzo di Natale, ormai tradizionale, con Bobo e Pardo. Regali, tre bottiglie di rosso per annegare i pensieri e un menu da saturazione lipidica del fegato…
Il pomeriggio sono sceso sperando di trovare un tabacchi ancora aperto alle 18.30. Avevo finito i sigari e stavo entrando in astinenza. Chiaramente il tabaccaio stava chiudendo la saracinesca proprio in quel momento, dunque, inutile implorare. Vedo il self service e penso: "Bon, compro un pacchetto di sigarette e fumo quelle". Ma avevo solo tre euro spicci e di media costano tutte di più. Due o tre marche costavano 3 euro tondi tondi; la mia scelta cade su un pacchetto che sembrava in foto marrone scuro, nella speranza di non ritrovarmi tra le mani delle light (le cose o si fanno bene o non si fanno affatto). Le Club. Le sigarette più fine e leggere che siano vendute, credo, nel mondo! Il presepe è stato omaggiato con simpatiche espressioni popolari, nel percorso dal tabacchi a casa.
Il 24 sera la cena in famiglia… durata poco o nulla, perché non avevo voglia di parlare. Alla fine, sono montato in auto e ho coperto duecento chilometri in un’ora e venti: neanche un intero traino di renne avrebbe retto il passo del sottoscritto Babbo Natale. La mattina dopo sono ripartito per il mega pranzo di famiglia, altri duecento chilometri a passo di carica… fino al GRA. Uno stuolo di auto tra me e casa… Un’ora e dieci fino al raccordo, altre due ore per fare si e no quindici chilometri! Avessi avuto il bazooka, avrei allegramente santificato il Natale con una strage.
Pranzo di famiglia con cadavere: una questione vecchia di soldi mi divide con un parente. C’è quasi scappato un ciao, ma è stato fin troppo. Anche perché mi ha talmente esacerbato che lo considero fuori della mia vita per sempre. Alla fine grande abbuffata e discreta noia: eppure mi ricordo dei bei pranzi tanti anni fa, in cui eri felice di passare con i parenti i giorni di festa. Sarò io: sarò ormai diventato una bestia, non so.
Per addolcire il carattere, decidiamo con Pardo di andare al cinema, un’idea davvero orginale nei giorni di festa. Film scelto: "A history of violence" di Cronenberg. Veramente bello. Ultraviolento e angosciante come pochi però… un allegro film di Natale insomma. Tanto per rassenerarsi l’animo.
Infine, questa mattina: per venire in ufficio ho dovuto "scartare" in auto uno stuolo di obnubilati da panettone, evidentemente. Tutti coi riflessi rallentati, l’occhio vitreo e una guida di merda. Appunto, la merda: entro in ufficio e sento una puzza inconfondibile… L’ho pestata! ‘Fanculo al Natale!
Guerra e Pregiudizio
Ieri si è svolto a Roma un convegno organizzato da A Buon Diritto associazione per libertà e Ugei, su Islamofobia e Antisemitismo. Buon risvolto mediatico e copertura della stampa (ad es. oggi ne parla il Corriere), un discreto svolgimento del dibattito, su un argomento quanto mai attuale e con cui – volenti o nolenti – la nostra società dovrà prima o poi fare i conti seriamente, ricercando vie di convivenza ed integrazione che la storia, in alcune aree, ha conosciuto nel passato ma che oggi, post 11 settembre 2001, sembrano utopia.
Il "nostro" Andrea Boraschi ha introdotto la serata, col piglio serioso di chi vuol dimostrare la propria – appunto – serietà. Sembrava incazzato, invece… Gadi Luzzatto Voghera ha presentato la prima relazione, che ho personalmente gradito per spunti e dialettica, sull’islamofobia, lui storico dell’ebraismo (e qui stavava il gioco della serata, il rappresentare l’altro).
A seguire, Khaled Fouad Allam, musulmano sull’antisemitismo; discreta noia, discorso a braccio senza capo né coda o quasi, un fare un pò sostenuto. Terminati gli interventi "scientifici", si passava al dibattito politico, mediato da Tobia Zevi, presidente dei giovani ebrei d’Italia, insopportabile con la sua faccetta da furbetto del quartierino…
Prima Piero Fassino, che noia che barba che barba che noia, poi Gianfranco Fini, vivace, arguto e quasi di sinistra per le posizioni che ormai professa da tempo, hanno dimostrato più punti di contatto che di differenza. Piccola nota: Fini ha commentato con gesti o espressioni ogni relazione ed ogni affermazione… piuttosto buffo.
Divertente e tonico infine l’intervento di Gennaro Malgieri, direttore de l’indipendente; mi ha fatto ricredere molto sul giudizio che nutrivo nei suoi confronti. Mi spiace non aver potuto assistere all’intervento di Luigi Manconi, in coda, per ragioni di orario.
Ma una cronaca più seria e meno umorale la troverete altrove.