Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Il valore delle cose

Lire, euro, carovita… questi discorsi li leggo sui giornali e li sento per la strada, ma ci casco anche io, allibito ogni volta da come quello che anni addietro era un signor stipendio oggi consenta una vita appena dignitosa.

Ieri era il giorno del mio compleanno e per recuperare una giornata che definire pesante è un eufemismo, mi sono concesso del sushi in uno dei ristoranti giapponesi migliori di Roma. L’ho fatto con coscienza, dunque sapendo a cosa andavo incontro. Eppure l’idea di avere nel piatto davanti a me 82mila lire di riso e pesce in si e no quindici “pezzettini” mi ha lasciato ancora una volta la sensazione che questo mondo va a rotoli.

Così penso che l’unica soluzione sarebbe lasciare anche l’euro, ma non per la lira, bensì per una nuova unità di misura: i giorni di lavoro. Sì. Se contassimo in giorni di lavoro la nosra spesa, probabilmente rifiuteremmo una volta per tutte questo sistema.

PS: comunque la cena era ottima ed il pesce freschissimo…


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Uèltroni for President?

da Wittgenstein (e prima da Vanity Fair):

Arrivasse un marziano a Roma e leggesse i giornali, alla ventesima volta che vedesse qualcuno dichiarare “la leadership di Prodi non è in discussione”, gli verrebbe qualche sospetto.

Già. Trovo personalmente Veltroni un gran paravento (mi sono censurato…), piuttosto furbetto ed intelligente, politicamente capace. Non mi fa impazzire, ma condivido ciò che molti pensano e pochi scrivono: sarebbe comunque meglio di Prodi e riscuoterebbe molti più consensi nell’elettorato di centro-sinistra.


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Google, che fai, offendi?

Ho attivato – e ve ne sarete accorti – degli spazi dedicati agli annunci di Google AdSense: non sarà bello ma in periodi di magra… Dicono che gli annunci sono legati al contesto del sito web in cui vengono caricati, hanno cioè un senso logico alla loro maniera. Se così è, perché sono due giorni che compaiono solo annunci “vuoi smettere di fumare?” e “vuoi dimagrire?”

Punto numero uno: no, non voglio smettere di fumare e fatti gli affaracci tuoi!
Punto numero due: chi ha fatto la spia? e comunque ho al massimo un chilo in più attorno alla vita!


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Inizia il pressing (vergognoso)

Castelli, sulla scelta del Quirinale di investire la Consulta sulla natura del potere di grazia, inizia un vergognoso pressing a mezzo stampa, nella speranza – immagino – di influenzare il voto.

Per dire “Quando ci si mette a giocare con la Costituzione si può dar vita alla famosa eterogenesi dei fini” non deve aver dormito la notte, chino sul dizionario dei sinonimi…


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Fantozzi va in pensione

C’era un episodio della saga Fantozzi, in cui al nostro i medici, scambiando le radiografie, gli diagnosticavano una morte molto vicina, ineluttabile. Non avendo più senso la sua vita, si toglieva ogni soddisfazione prima repressa, come ad esempio liberar peti nell’ascensore pieno.

La notizia di oggi, non fosse tragica, sarebbe appunto fantozziana: “Malato di cancro fuma sul bus, accoltellato. La sua risposta: «Ho le ore contate e faccio quello che voglio»”.

PS: ho finito ieri il libro di Terzani sulla sua malattia; leggendo la notizia di cui sopra, mi rendo conto di come siano diverse le persone e di come possano vivere diversamente la propria fine.


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Lezioni di stile

Ho apprezzato molto la presenza di buon’ora del Presidente della Repubblica (e consorte) al seggio referendario, domenica mattina.

Ed apprezzo moltissimo, era ora, il ricorso presentato alla Corte Costituzionale da Ciampi sul conflitto di attribuzioni in essere tra il ruolo di primo cittadino e quello di guardasigilli in materia di grazia.

Stiamo alla finestra ed attendiamo il pronunciamento della Corte. Sperando che sia positivo, risolva una volta per tutte il problema, dia a Ciampi la possibilità di graziare quantomeno Bompressi e… perché no, di porgere in punta di legge, un sonoro ceffone al ministro leghista.


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Io se fossi Dio

Dopo questo referendum, viene in mente la canzone di Gaber, che solo rabbia viene nella mia mente dopo l’esito di questi referendum.

L’idea che tre italiani su quattro si siano astenuti su questioni così importanti, chi seguendo le indicazioni di quelle brutte facce vestite di nero (o bianco!) che da secoli appestano la nostra politica con ingerenze indebite, chi dando ascolto a politicanti da quattro soldi che per ruoli istituzionali mal rivestiti divengono “statisti”, chi perché ancora crede all’unto dal signore (e il minuscolo lo uso scientemente!), chi perché è figlio della Democrazia Cristiana “responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana“, chi perché non capisce che la politica non è solo un diritto ma anche un dovere e l’astensione su un referendum è solo un semplice lavarsi le mani, un ni, non una presa di posizione univoca, chi perché preferisce ustionarsi le palle al mare, la domenica, chi perché ama riempirsi la bocca delle parole “amore” e “vita” salvo poi sputare al semaforo su un immigrato… ecco, se penso a tutto questo, mi viene solo in mente un augurio:

auguro a tutti voi, una futura e totale STERILITA’!

E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in Spagna…


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Cuci e Ricucci…

E’ qualche tempo che si parla ogni giorno di un finanziere dal fiuto geniale, in piena ascesa, con molti capitali. Tal Ricucci (peraltro compagno della Falchi). “Il Sole 24 Ore” gli ha fatto i conti in tasca ed a parte la storiella simpatica della sua laurea presa a San Marino, il resto non fa ridere. 

E’ il sistema Italia. Quel sistema che insegue te se non hai pagato il canone Rai, ma non indaga su chi dichiara nelle interviste di aver guadagnato 6 miliardi (di lire) e nelle dichiarazioni dei redditi 5 milioni (di lire). Quel sistema che presta soldi a chi ha debiti ma molte conoscenze e non, magari, ad un povero cristo che deve comprare casa ed è precario.

Leggete, c’è molto da imparare.