Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Myanmar

In Myanmar (che non si capisce per quale motivo i giornali continuino a chiamare Birmania) è scoccata l’ora del regime, della violenza e della forza brutale ed ingiusta contro chi ha osato protestare. Lo sapevamo anche se tutti, credo, abbiamo confidato in un prologo diverso. E’ venuta l’ora non solo dei monaci, ma anche dei giornalisti ovvero di quell’occhio scomodo capace di testimoniare la follia di una repressione cieca.

All’estero sdegno e parole di condanna. Ma qui, nessuno muoverà un dito. Cina e Russia hanno già fatto ricorso al loro potere in Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dimostrando ancora una volta come tale istituzione e i suoi meccanismi siano non più adatti ai tempi e da rifondare.

La cosa più triste è che oggi, anno 2007, al Mondo si debba assistere ancora a certe immagini. E’ tale il senso di ingiustizia che si percepisce che – se la storia non avesse dimostrato tragicamente il contrario in altre occasioni – ci si augurerebbe una rivoluzione vera e propria, a rimuovere militari e capo dello stato in un sol colpo riportando democrazia e giustizia.


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Telecom Italia, sempre la stessa

Oggi sono incazzato, definitivamente.

Ad agosto, giusto al rientro dalle ferie, mi ero trovato una piacevole bolletta Telecom con al suo interno il traffico degli ultimi (quasi) due anni conguagliato tutto assieme. 438 euro. Dall’attivazione della linea ad oggi. Giusto perché si erano resi conto all’improvviso, grazie a me che avevo chiesto un upgrade di contratto, che questo traffico non era stato fatturato mai.

Ma sapete perché non era mai stato fatturato? Perché il sottoscritto aveva attivato all’inizio del 2006, telefonicamente (ahimé), il servizio Teleconomy No Problem che era una flat voce a prezzi allora assai interessanti. Nelle successive bollette, fino ad agosto 2007, l’importo è rimasto più o meno invariato, euro più euro meno. Mai era citato il traffico telefonico, dunque pari a zero. Per mia sfortuna mai era citato anche Teleconomy No Problem!

Risultato: dicono che non l’ho mai attivato (ed io non ho prove perché non registrai la telefonata con il 187) e che la non fatturazione, che pure è stato un loro errore, non comporta chiaramente un mio esonero dal pagamento di quanto dovuto.

Voi non sareste incazzati? Al momento, oltre alla sensazione che non potrò che pagare, ho solo una certezza: disdire Telecom. Cosa che andrò a fare a brevissimo.


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K2, la scomparsa di Zavka

Ad agosto avevo scritto della spedizione italiana sul K2 e della scomparsa, triste e misteriosa, di Stefano Zavka, l’alpinista ternano mai rientrato al campo base. Avevo esposto i molti dubbi che avevo sui racconti e sull’episodio, anche facendo riferimento a quanto raccolto da altri alpinisti che conoscono bene il K2.

Oggi trovo che molte domande le hanno poste anche sul sito Montagna.tv. Non si tratta di muovere accuse, ma di capire la verità e di fare in modo che certi errori, a prima vista grossolani, non si ripetano più in future spedizioni.


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Liste civiche col bollino

Storcevo il naso già dal momento in cui Grillo pontificava sul suo blog. I motivi sono mille, ma ai capopopolo credo poco così come all’integrità assoluta dell’essere umano: nessuno è perfetto, nessuno può salire sul pulpito e pontificare senza riserve. Era però un ruolo complementare alla sua attività di comico e dava linfa e pubblico ai suoi spettacoli, per cui era comprensibile.

Il passo del V-day mi era però sembrato enorme e pieno di buche logiche, chiamiamole così. Meglio di me ne hanno parlato Wittgenstein, Manteblog o lo stesso Luttazzi. Ho trovato le sue argomentazioni demagogiche, populiste, propagandistiche. Distruggere i partiti? I partiti sono il fulcro di una democrazia! Semmai cambiamo i partiti o i loro rappresentanti, che è cosa diversa, se vogliamo più difficile ma anche più accorta.

Passa qualche giorno e con la scusa di minare il sistema dall’interno, parla di liste civiche col bollino. Due considerazioni rapide: l’idea del bollino è allo stesso tempo presuntuosa (il mio nome è la vostra garanzia) e consunta (non erano la stessa cosa le liste a nome di persona, ben in vista sui loghi dei partiti o delle coalizioni di centro-destra e di centro-sinistra?).

Infine, fa bene all’Italia? Trovo assai più coraggiosa personalmente la candidatura alle primarie del Pd di Enrico Letta. Lavorare dall’interno vuol dire prendere una tessera e fare politica, sporcarsi le mani, cercare di migliorare le nomenklature. Anche sparigliare le carte in alcuni casi. E farlo con la testa alta. Senza avere 70 anni…

Altrimenti si fa cabaret, ma sulle spalle degli italiani.


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V-day per gli automobilisti romani

Del V-day grillesco andrò a dire dopo. Questa mattina però per la prima volta ho subito il traffico romano, al suo meglio dopo la tregua estiva, ed ho pensato che se proprio dobbiamo mandare a quel paese qualcosa o qualcuno, è in primo luogo l’arroganza stupida dell’italiano medio. Senza questo assunto, inutile sperare in liberatori sfoghi comici.

Per l’ennesima volta questa mattina mi è capitato di essere in moto, di attendere al semaforo il segnale verde, nella corretta corsia di canalizzazione e sotto agli occhi di due vigilesse con lo sguardo sveglio di un pesce di profondità e di sentirmi suonare dietro da un’auto che doveva girare a destra, direzione per la quale era già scattatato il semaforo.

Mi faccio un pò avanti, nonostante tutto, e sento la persona che continua a suonare, paonazza in viso e che mi manda a cagare senza interruzione, dandomi del coglione. Inutile far presente che prima di aprire bocca avrebbe dovuto guardare in terra la segnaletica orizzontale: queste persone sono allo stesso tempo stupide ed arroganti, un mix terribile che li fa credere sempre, anche contro l’evidenza più oggettiva, dalla parte della ragione. Le vigilesse, chiaramente, assistevano in silenzio.

La prossima volta, giuro, scendo e utilizzo l’idiota di turno come un pungiball! Evidentemente, spiace dirlo, con certe persone è inutile ragionare. E’ una sconfitta, ma pare sia proprio così. Grazie Roma…


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Internet e la P.A.

Ormai quasi tutte le Pubbliche Amministrazioni hanno un sito web. Alcuni anche ben fatto e ricco di contenuti, un servizio al cittadino a tutti gli effetti. Ci sono piccoli particolari però che la dicono lunga su come sia inteso lo strumento di comunicazione che è Internet dalle PA e come sia immutata la considerazione per il cittadino, davvero.

Ho inviato  una mail all’URP della Regione Umbria lunedì mattina. Il messaggio è stato ricevuto e letto dopo 2 ore (e fin qui, tutto bene). Ad oggi, ancora nessuna risposta. Due giorni interi per non avere una risposta semplice ad una domanda banale: a quale ufficio mi debbo rivolgere per avere questo tipo di informazione?

Tutto qui. D’altronde, al numero verde mi avevano dato un numero di fax invece del numero di telefono dell’ufficio mobilità, che poi mi aveva detto di chiamare l’ufficio demanio, che mi aveva risposto che loro non c’entravano nulla e che era competenza dell’ufficio mobilità…