Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Brividi

Ho appena installato in una pausa caffé il nuovo WordPress 2.5. Ero rimasto indietro di qualche versione… Da bravo scolaro ho fatto tutti i backup del caso e poi ho caricato i nuovi files. Primo risultato, pagina bianca. Carica di qua, cambia di là, alla fine qualcosa è uscito fuori anche se sulle colonne manca qualche pezzo e qualche altra cosa dovrò sistemarla.

Ammetto in ogni caso che il pannello di gestione è notevole. Ora speriamo non si autodistrugga tutto nel giro di qualche minuto.

PS: ora debbo capire come muovermi tra categorie e tags, visto che fino a poco fa usavo le prime per dare un ambito ai post, ora vedo che nella nuova versione del software i tags paiono esser migliorati. Se qualcuno ha consigli, pléaz, si faccia sotto.


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Altro che Waterloo

Kevan Gosper e la pessima uscita sulla stampaIn confronto al manager Tim che ribalta la storia a suo piacimento, chi deve veramente vergognarsi è Kevan Gosper, responsabile delle comunicazioni del Cio (Comitato Olimpico Internazionale).

Cito dal Corriere.it di ieri:

“Queste persone non fanno altro che riversare il proprio odio su qualunque questione sia in voga e tutto questo odio contro il Paese ospitante ora si riversa sulla torcia”.

E ancora, ha definito i manifestanti “guastafeste professionistiche non hanno alcun rispetto per gli sforzi compiuti dalla Cina per organizzare i Giochi.

“Gli organizzatori dell’Olimpiade cinese hanno dovuto affrontare un mucchio di problemi per mettere in piedi una delle più grandi Olimpiadi di tutti i tempi e questi guastafeste sono troppo pieni di odio e di rancore per preoccuparsene”.

Personalmente di queste affermazioni mi vergognerei. Allo stesso tempo non mi interessa quali sforzi la Cina ha compiuto a livello organizzativo se non risponde allo spirito olimpico. Con questo concetto allora il colonialismo è stato ineccepibile, visti gli sforzi che i colonizzatori hanno compiuto nel costruire strade e ferrovie…

Il signore qui sopra forse rappresenta fin troppo bene col suo ghigno il peso degli interessi economici che hanno portato alla scelta di Pechino per le Olimpiadi 2008 e quanto questi siano e saranno sempre superiori agli interessi umanitari che da mezzo mondo in questi giorni stanno rivendicando la fine delle violenze in Tibet.

Forse sperano che col fischio d’inizio tutto venga dimenticato. Io ancora ho nello stomaco e nella testa le immagini della Birmania, dove nulla è cambiato. Per ora.


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No future

La rottura dei sindacati con AirFrance-Klm mi ha portato ieri sera a pensare due cose.

Primo: in un paese normale i sindacati coinvolti si sarebbero dovuti accollare la responsabilità di ciò che comporta una rottura come questa. In Italia, probabilmente, nessuno gliene chiederà mai conto incalzandoli seriamente (bravo Ivan Scalfarotto oggi, parole assai condivisibili) e come sempre continueranno in questo gioco al massacro ancora ed ancora.

Secondo:  sul declino di questo Paese, i sindacati hanno un peso importante. Hanno ingessato, bloccato, annichilito ogni ricerca di ricambio/modernizzazione, difendendo in maniera cieca ed egocentrica i soli interessi consolidati. In pratica, hanno sempre (o quasi) difeso negli ultimi dieci/quindici anni interessi corporativi e particolari, traducibili in tessere e adesioni sicure. Non l’interesse di una nazione. Poco l’interesse di un precario. Ad esser difese sono sempre quelle categorie fidelizzate.

Vedremo se il risultato di evitare n esuberi non comporti per contro una dismissione totale. Epperò, se così sarà, vorrei che pagassero il prezzo di una scelta cieca come quella operata.


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Vicissitudini

Se oggi Kafka fosse vivo, scriverebbe romanzi sui labirinti della burocrazia, sia essa pubblica che privata. L’11 febbraio scorso (quasi due mesi fa) sono andato presso un centro Tim per chiedere la number portability da Vodafone e scegliere uno dei contratti TuttoCompreso del primo operatore mobile nazionale. Pratica completata con tanto di carta di credito e sim card fornita dal negoziante, pronta all’uso secondo lui nel giro di 7-10 giorni.

Da allora ad oggi il balletto è stato questo, quasi settimanale:

  • chiamo Vodafone che non ne sa nulla, non essendogli pervenuta alcuna richiesta
  • chiamo il 119 che non ne sa nulla e non vede nulla, anche se provvedere ad appuntarsi i miei reclami
  • passo in negozio, dove chiamiamo un help desk diverso di Tim che vede eccome la pratica, anzi ci apre un ticket preciso, assicurando una rapida soluzione della cosa e dicendo anche che il 119 la pratica deve vederla

Quanto è passato? Quasi due mesi. La solfa è la stessa… Due giorni fa ho inviato anche un fax. Oggi un altro, non avendo avuto alcuna risposta e non vedendo il 119 nemmeno oggi la pratica a video. Insomma, pare proprio che la mia richiesta fluttui in un purgatorio inaccessibile. Nel frattempo, le offerte passano e così ho perso il secondo telefonino incluso a costo zero (scaduta il 2/3/2008) o la scelta di un Blackberry a costo zero (ora vogliono un entry ticket).

Bello no? Ma soprattutto: possibile che nessuno sappia indicarmi una soluzione definitiva o garantire ciò che promette? Resto basito…


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Africa: carteggio blu in un panno rosso

Mostra Amani e Buon Pastore Dal 28 al 30 marzo a Roma, in Piazza di Porta San Giovanni n.10 presso gli spazi dell’Associazione TraleVolte, si terrà una mostra fotografica che testimonia un’esperienza di volontariato in Africa, più precisamente in Kenya.

Cito dal comunicato della mostra: “Una serie di ritratti di donne e bambini africani. I loro sorrisi, gesti e sguardi sullo sfondo di un cielo e di una terra dai colori vivi e decisi. Un’esperienza di volontariato documentata in 35 millimetri.

Le organizzazioni rappresentate sono due:

  • Amani for Africa, un’associazione laica, una ONG riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, fondata nel 1996 tra gli altri dal missionario comboniano Renato Kizito Sesana.
  • le Suore del Buon Pastore, una Congregazione dal 1997 riconosciuta ONG dalle Nazioni Unite e diffusa in 72 paesi con più di 4,000 membri che lavorano con le popolazioni in difficoltà per promuovere la dignità delle donne, la giustizia economica e la pace.

L’inaugurazione della mostra è fissata per venerdì 28 marzo alle ore 18.00. L’apertura è prevista dalle 16.00 alle 20.00 fino alla domenica.

La mostra non è da considerarsi mostra d’arte ma momento per conoscere da vicino le due associazioni, capire come operano, dove, sostenerle nei progetti o acquistare il materiale che proviene dai loro progetti. Poi chiaramente ci sarà anche il piacere di vedere i volti di persone “ricche” di vita, come è sempre nei visi dei bambini e delle donne africani.

Insomma, io ci sarò, quasi fisso. Chi volesse farsi vedere sarà in assoluto il benvenuto. Se non potete venire ma avete voglia di contribuire, potete postare la notizia sui vostri blog. Ciao


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Ingenuo

A New York è scoppiato un gran casino, è proprio il caso di dirlo. Io sono ingenuo o malizioso, non so, ma trovo sempre e comunque incomprensibile lo scalpore (e gli effetti) che ha avuto la notizia del governatore Spitzer alle prese con una squillo.

Lui ha pagato con soldi suoi per una prestazione afferente la vita privata. Non ha arrecato danno all’erario né all’amministrazione. La prostituzione può non essere legale, ma lo scandalo mi pare eccessivo e trattasi – ripeto – di vita privata. Il resto è pruderie e ipocrisia, mi pare.

PS per attrarre critiche femminili: almeno Spitzer ha gusto, al contrario di Bill Clienton… la ragazza è molto carina.