Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


Lascia un commento

Hai quasi voglia di non votare…

Già lo scontro tra candidati è deludente, non fosse per qualche attacco della Bindi a Uòlter Uéltroni. Poi tolti loro e Letta, il resto a partire da Adinolfi fa un pò ridere per inconsistenza/assenza politica. Infine, scopri che il 23enne più ambizioso che abbia mai visto parlare in pubblico si candida a Roma per il Pd, con Veltroni, e mette su un sito in cui si loda e si sbroda, beh, hai voglia di raccogliere vecchi suggerimenti e di passare un weekend al mare!

PS: notare nel sito web: 1) il video, dove tra una dichiarazione e l’altra, alcuni fotogrammi lo ritraggono silente e con un sorriso ebete che è tutto un programma; 2) il blog, con solo uno striminzito post di una riga… come dire, comunicazione giovane; 3) l’agenda! un viavai di cene private e di salotti della Roma “bene”.


Lascia un commento

Acqua sporca

A me il nome Blackwater fa venire in mente solo acqua sporca, nera o – alla romana – zozza. Buffo considerando che è il nome di una compagnia di mercenari (non usato in senso spregiativo, sia ben chiaro) Usa oggi accusata dal governo iracheno di violenza gratuita. Per la prima volta anzi ne viene richiesto l’allontanamento dal suolo iracheno, la consegna di alcuni suoi membri ai tribunali locali e un rimborso economico per le vittime dell’ultima strage.


Lascia un commento

Birmania, voci e immagini

Ci sono persone coraggiose che sfidano la morte, birmane o occidentali, per far conoscere a tutti noi l’orrore che continua a consumarsi ad est. Ogni giorno potete controllare su YouTube per vedere i video catturati magari con un cellulare, semplicemente cercando con la parola Burma. O leggere ovunque, meglio su GoogleNews, cosa succede da voci raccolte da quotidiani e agenzie stampa (come la notizia riportata oggi da Corriere.it sulla cremazione di massa delle vittime della repressione, per validare l’equazione niente corpi niente morti).

Vedere, ascoltare e non dimenticare. Mai. Né accettare, nel momento in cui speriamo prevarrà la democrazia, che gli autori di una strage possano farla franca. Sarebbe una seconda ingiustizia intollerabile (e troppo finora abbiamo tollerato, in un Mondo dove un Pinochet non ha scontato in Cile nemmeno un giorno di prigione).


Lascia un commento

Encantado de consuerte

Il sottoscritto è tornato ieri sera da Santander, Spagna. Come sempre, c’è stato il gradito regalo all’arrivo a Ciampino tanto per rimembrare che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo: la mia auto, di tutto il piazzale, era l’unica completamente ricoperta di cacca di piccione, uno strato unico e senza soluzione di continuità, complice l’unico pino sotto cui mi ero parcheggiato evidentemente ricettacolo di simpatici pennuti.

Santander è una cittadina deliziosa sulla costa cantabrica. Nulla di speciale se andiamo a cercare musei o monumenti, ma con un patrimonio naturale e paesaggistico emozionante. Scogliere e vallate verdi stile Irlanda, spiagge lunghe e dorate sull’oceano. In più, quel piacevole connubio di ordine e vita così naturale nella Spagna che ho finora visitato.

Non una carta per terra, verde pubblico curatissimo, cortesia sempre, autobus nuovissimi e comodi con facoltà di acquistare il biglietto a bordo, nessuna frenesia palpabile, cassonetti dell’immondizia nei quartieri nuovi non su strada ma sotterranei, con la sola bocca di ingresso a livello strada (niente odori, niente cumuli debordanti o pacchi a lato), parcheggi auto esclusivamente sotterranei che liberano da traffico e lamiere la città, ampie zone pedonali o ztl…

Al contempo, grande libertà di costumi, movida serale incredibile alimentata anche da anziani arzilli, con tanto di sigaretta e boccale di birra in mano, sregolatezza in alcuni casi, voglia di divertirsi, tapas a ritmo serrato e locali sempre pieni. Siamo sempre alla solita sensazione, che noi, ormai, siamo rimasti indietro in tante cose e che la guida politica che abbiamo (e che magari ci meritiamo anche, chissà) non offre speranze di recupero e di miglioramento.

PS: se qualcuno volesse dritte per un prossimo viaggio a Santander, può mandarmi una mail.


2 commenti

The sound of silence

Birmania. Dopo il clamore delle immagini e i racconti concitati dei giorni scorsi, ora un silenzio assordante sta mietendo vittime. Il silenzio della repressione senza osservatori internazionali, senza cronaca e senza reporter.

Un’epurazione in pieno stile “regime”: deportazioni, gulag, arresti e morti, terrore. Non so cosa farà l’Onu, l’Ue o i singoli stati. So che nel nostro piccolo possiamo riempire questo silenzio, appoggiando una causa, con parole, pensieri, gesti. Non lasciando il silenzio vincere sui media o nelle nostre teste: ciò che non sentiamo non necessariamente non esiste.


Lascia un commento

Un Paese che cade dal pero

Siamo un Paese ben strano, capace di infuocarsi su singoli casi e mai capace di trovare soluzioni generali e risolutive.

E’ stato così per l’indulto, di cui ancora si discute con fuorvianti statistiche o titoli di giornali sensazionalistici: l’indulto è un provvedimento spot, teso a risolvere un problema contingente ovvero il sovraffollamento delle carceri, ma che non incide sulle linee di tendenza del fenomeno più generale. Serve e serviva solo a guadagnare tempo per una riforma capace di evitare il problema alla fonte, diminuendo il flusso in ingresso e trovando misure alternative alla carcerazione. Chiaramente, nessuna riforma è stata varata, anzi, nemmeno se ne parla più e non è più individuato come problema. Tra dieci anni o forse anche meno, ci troveremo forse ancora a parlare di indulto…

E’ così con il testamento biologico e con la buona morte. Il caso Welby ha fatto sensazione, ha fatto discutere, ha generato un profondo dibattito. Di una legge che metta chiarezza nella materia, però, nessuna traccia. Così, il padre di Eluana Englaro, oggi, assisterà ad una seduta della Cassazione sul destino di sua figlia, da 18 anni in stato vegetativo. Spero di no, ma ho molta paura che si vivrà l’ennesimo nulla di fatto. Mi chiedo anche se sia corretto che un potere dello Stato debba ogni volta sostituirsi, nel bene e nel male, ad un altro preposto invece a indicare la strada mediante la promulgazione di leggi ad hoc. In questo senso, il lavoro di alcune associazioni come quella intitolata a Luca Coscioni o A Buon Diritto, guidata da Luigi Manconi, fanno un lavoro molto importante, rintuzzando continuamente la nostra memoria fallace.


Lascia un commento

Io sono un autarchico

Ho appena pre-acquistato per 4 sterline il nuovo disco dei Radiohead. Ora non mi resta che attendere il 10 ottobre e scaricare in digitale l’intero loro nuovo album. Ero molto tentato anche dal cofanetto speciale, ma ho pensato fosse giusto risparmiare qualcosa che la vita, signora mia, l’è assai cara.

L’esperimento è una piccola bomba nel mondo di mezzo della musica. Le grandi etichette oscillano tra l’accettare le nuove regole imposte dal digitale, vendendo via iTunes o altri portali o sui propri, e negando l’ineluttabilità dei tempi che cambiano, perseguendo i “pirati” o alzando di tanto in tanto la voce coi portali di cui sopra.

I Radiohead hanno fatto di più: hanno autoprodotto il proprio disco e hanno deciso di venderlo direttamente sul web. Non solo: per la versione digitale, hanno lasciato al singolo la possibilità di decidere quale valore attribuire alla propria copia. Offerta libera, avete capito bene.

Ora, come per il sasso lanciato nello stagno, staremo a vedere altezza e lunghezza del moto ondoso.


Lascia un commento

1968-2007, quarant'anni senza sentirli

Signore e signori – questa sera sono qui per parlare un paio di minuti soltanto. Perché…
Ho una notizia molto triste per voi, e credo una notizia triste per tutti i nostri concittadini americani, e per coloro che amano la pace in tutto il mondo. Martin Luther King è statoassassinato questa sera a Memphis, nel Tennessee.

Martin Luther King ha dedicato la sua vita alla causa dell’amore e della giustizia per tutti gli esseri umani, ed è morto proprio a causa di questo suo impegno. In questo momento così difficile per gli Stati Uniti, dovremmo forse chiederci che tipo di nazione rappresentiamo e quali sono i nostri obiettivi.

Può certo esserci amarezza, odio e desiderio di vendetta tra le persone di colore che si trovano tra voi, viste le prove che ci sono dei bianchi tra i responsabili dell’assassinio. Possiamo scegliere di muoverci in questa direzione come nazione, in una ulteriore polarizzazione, dividendoci neri con neri, bianchi con bianchi, pieni di odio gli uni verso gli altri. O possiamo invece fare uno sforzo per capire, come ha fatto Martin Luther King, e sostituire a questa violenza, a questa macchia di sangue che si è allargata a tutto il paese, un tentativo di comprendere attraverso la compassione e l’amore.

A quelli di voi che sono tentati di lasciarsi andare all’odio e alla sfiducia verso i bianchi per l’ingiustizia di quelloche è accaduto, posso soltanto dire che provo i loro stessi sentimenti in fondo al mio cuore. Ho avuto anch’io qualcuno della mia famiglia ucciso, anche se da un uomo bianco come lui. Ma dobbiamo fare uno sforzo negli Stati Uniti, dobbiamo fare uno sforzo per comprendere, per superare questi momenti difficili.

Il mio poeta preferito è Eschilo. Egli scrisse: “Anche mentre dormiamo, il dolore che non
riesce a dimenticare cade goccia a goccia sul nostro cuore fino a quando, pur nella nostra disperazione e persino contro la nostra volontà la saggezza prevale attraverso la grazia di Dio”.

Non abbiamo certo bisogno di divisioni negli Stati Uniti, non abbiamo bisogno di odio, né di violenza o anarchia. Abbiamo invece bisogno di amore e saggezza, compassione gli uni verso gli altri, e di un sentimento di giustizia verso tutti coloro che ancora soffrono
nel nostro paese, siano essi bianchi o neri.

Questa sera vi chiedo quindi di tornare alle vostre case e di dire una preghiera per la famiglia di Martin Luther King. Ma, cosa ancora più importante, vi chiedo di dire una preghiera per il nostro paese che tutti amiamo, una preghiera perché possiamo provare quell’amore e quella compassione di cui parlavo poco fa. Possiamo fare molto nel nostro paese. Ci saranno indubbiamente momenti difficili. Ne abbiamo avuti in passato e ne avremo sicuramente in futuro. Non siamo ancora, purtroppo, alla fine della violenza, dell’anarchia e del disordine.

Ma la grande maggioranza dei bianchi e dei neri di questo paese vuole migliorare la qualità della nostra vita e vuole giustizia per tutti gli esseri umani che vivono nella nostra terra.

Dedichiamoci a perseguire quello che i greci scrissero tanti anni fa: domare la natura selvaggia dell’uomo e rendere gentile la vita in questo nostro mondo
.

Dedichiamoci a questo, e diciamo tutti una preghiera per il nostro paese e per la nostra gente. Grazie.

Discorso del Senatore Robert F. Kennedy in occasione della morte di Martin Luther King (Indianapolis, Indiana, 4 aprile 1968).