Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Un'opportunità per l'Italia

Se le voci partite da Reuters fossero vere (e credo lo siano), l’ipotesi di assegnare la compagnia di bandiera Alitalia ad Airone sarebbe una scelta politica e non di mercato. La differenza di prezzo per quota – 0,35 eurocent contro 0,01 – in un Paese normale basterebbe ad assegnare un primato, da mediare coi piani industriali ma che sicuramente darebbe una precedenza nelle trattative.

A sentire poi le dichiarazione di Spinetta, a.d. di Air France, e passando al setaccio la storia del matrimonio con Klm, si comprende come infine, dopo tanto essersi nascosti, i cugini d’oltralpe abbiano presentato una candidatura forte. La mia paura è che la scelta sarà dettata dalla politica e non dall’economia, privilegiando un imprenditore italiano su cui indubbiamente la politica avrebbe maggior voce e potere.

Per una volta, confido però che saremo in grado di decidere con serietà. Il che non vuol necessariamente assegnare ad Air France la compagnia: significa solamente fare valutazioni oggettive e strategiche e non dare peso a discorsi che con i bilanci hanno poco a che fare.

PS: Resta peraltro  il mio dubbio sul fatto che avere eventualmente una sola compagnia su tratte nazionali (o quasi, visto che altre collegano solo pochi aeroporti) sia controproducente per la concorrenza, dunque una sola AirOne probabilmente non farebbe bene al nostro sistema.


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AliFrance, AliOne o AliBabà?

Sono state presentate tre offerte non vincolanti per Alitalia. Attendiamo la prossima settimana per sapere quale sarà prescelta. Per il momento la cordata cosìddetta Baldassarre mi pare quella che garantisce meno in termini di esperienza per il futuro di Alitalia.


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Fiumicino, i bagagli persi e Mr. Lebowsky

Come dicevo nel post precedente, il 10 agosto sono ripartito dalla Namibia alla volta dell’Italia. Il volo dell’ottima Air Namibia ci portava nottetempo fino a Francoforte, dove un volo Alitalia ci attendeva per rientrare Roma. Peccato che il tempo per la coincidenza fosse così esiguo da obbligarci ad una corsa tra i vari terminal dell’aeroporto di Francoforte, chiedendo con un certo imbarazzo a chi era già in fila ai varchi di sicurezza di poter passare avanti (immaginate i tedeschi in fila, quanto possono essere stati elastici…).

Comunque, ce la facciamo e a imbarco già iniziato arriviamo al gate. Una hostess di terra Alitalia ci chiede se avevamo armi nei bagagli. Rido e le spiego che no, non ce n’era nemmeno traccia. Ci spiega che la domanda era solo per evitare problemi nei controlli dei bagagli, col rischio che questi non potessero essere imbarcati per tempo. Bene, si parte, del tutto ignari dei problemi che lo scalo di Fiumicino aveva avuti nei giorni precedenti.

Atterrati, ci dirigiamo verso il molo 9, dove i nostri bagagli sarebbero dovuti arrivare. Abituati ai quasi 30-40 minuti di media che impiegano nelle consegne a Fiumicino, uno scandalo da anni che non vede fine, resto paziente e fiducioso nonostante le migliaia di bagagli accatastati in ogni dove, alla portata di qualunque persona avesse voluto impossessarsene. Scioccato ma fiducioso, dunque. Dopo 1 ora e 15, capisco che è inutile attendere oltre e mi reco al banco reclami, dove sporgo denuncia.

Compilo la denuncia, do i particolari e mi viene consegnata una pratica con tanto di numero da citare al call center nel momento in cui avessi chiesto lumi sul destino dei miei bagagli. Mi dicono che ci sono comunque problemi con le etichette stampate a Windhoek, perché il numero di collo era parziale ed illeggibile. Comprendo, ma faccio presente che sotto c’è un bel codice a barre e che loro hanno dei lettori a pistola con cui verificare il numero; ci provano, demordono subito dicendo che lo strumento non era funzionante. Sconsolato accetto il consiglio di provare a telefonare dopo pranzo, quando un successivo volo da Francoforte sarebbe atterrato.

Chiamo, attendo 20 minuti e finalmente una voce mi dice che non c’erano messaggi relativi alla mia pratica e che non avevano idea di dove fossero le mie valigie. Esterrefatto, decido di andare in aeroporto. Passo il varco della dogana ed arrivo al magazzino, dove persone cortesi ma assolutamente svogliate e con una flemma non giustificabile a fronte dell’arretrato da smaltire consistente in quasi 5mila colli (!), mi dicono di cercare tra tutti i bagagli dentro e fuori il magazzino, di passare tranquillamente ogni divieto di accesso e di cavarmela da solo.

Accetto la sfida, improba, e trovo con una certa fortuna il primo collo. Faccio presente la cosa e mi dicono di prenderlo, tranquillamente. Nel frattempo, noto alcune valigie aperte ed altre che vengono man mano sigillate. A terra, accanto al molo 9, una custodia per il trasporto di fucili, lì, in bella vista e pronta ad essere presa dal primo pazzo di transito. Sono ormai decisamente schifato. Però vado al banco reclami, dove non sanno assolutamente nulla degli altri due colli.

Ad un punto, un colpo di genio: gli dico che forse i codici bagaglio inseriti erano fittizi, perché la mattina mi avevano detto che non riuscivano a leggere i numeri. Non leggendoli, non avevano messo una nota in bell’evidenza, ma si erano inventati dei numeri forse a caso, col risultato che nessuno rintracciava più nulla… Insisto e propongo di leggere il codice sull’unico bagaglio rintracciato e di desumere gli altri due poiché in sequenza diretta. Bingo: sono su un volo Lufthansa che atterra dieci minuti dopo.

Attendo, li recupero e torno a casa. Sono ormai le 20, sono partito alle 19 del giorno prima, sono stanco, sfinito, sconvolto dal malfunzionamento dello scalo romano, dal pressapochismo delle persone, da quanta buona volontà ci devi mettere per risolvere in autonomia il tuo problema.

Bentornato in Italia.


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Vacanze

Da pessimo padrone di casa, mi sono dimenticato di scrivere che dal 28 luglio scorso all’11 agosto, questo blog sarebbe stato fermo, senza aggiornamenti né perle di saggezza (scherzo, chiaramente). D’altronde un pò di ferie me le sono meritate anche quest’anno. Nei prossimi giorni ho da raccontarvi un pò il viaggio in Namibia, un pò il folle rientro in Italia con bagagli dispersi… e poi, per fortuna, rintracciati dal sottoscritto (che se attendevo i potenti mezzi Alitalia).


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Era nell'aria

Che anche AirOne rinunciasse dopo la lenta moria dei pretendenti all’acquisto di Alitalia, era nell’aria. D’altronde sarebbe strano che un imprenditore facesse effettiva beneficenza, senza almeno riscontri fiscali… Prendere oggi la baracca così com’è, con i vincoli attuali inclusi quelli sindacali, sarebbe un rischio d’impresa che nessuna persona sana di mente si accollerebbe.

Dunque, tre strade mi sembrano oggi profilarsi:

  1. Alitalia non viene venduta ma viene rifinanziata dallo Stato italiano, con successiva procedura d’infrazione della Commissione Europea (per cui pagheremmo due volte), nuovo CdA e buco finanziario entro i 24 mesi successivi;
  2. Alitalia non viene rifinanziata, fallisce, qualcuno ne comprerà le spoglie o parte di esse a prezzi fallimentari, tutti noi ne perdiamo un pò;
  3. la politica tira fuori gli attributi, rivede la gara, indica dei paletti strategici (es. presenza di capitale italiano), ma poi si fa da parte e non si intromette nelle scelte né nelle trattative coi sindacati, né chiede alla nuova proprietà piani diversi da quelli che mirano esclusivamente alla profittabilità e dunque sopravvivenza del vettore aereo.

Non credo ci siano molte strade diverse, né tempo in esubero per operare scelte: ad oggi Alitalia perde in Borsa l’8%, non fa volare aerei mancando pezzi di ricambio che non può pagare, mantiene tesi i rapporti col personale che non ha certezze sul futuro, continua a perdere soldi. Fate vobis.


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A noia

Vi saranno venute a noia le mie rimostranze su Alitalia. Questa la aggiungo solo come cronaca: ieri a/r da Roma per Milano Linate, 1 ora di ritardo all’andata per ritardo pulizia aeromobile, 1 ora di ritardo al ritorno per… mica l’ho capito. Il pilota ha fatto riferimento a disposizioni dell’ente volo di Bruxelles su richiesta dell’ente volo di Roma, con supercazzola prematurata ecc ecc. Iniziano ad avere una bella fantasia.