Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Referendum

Personalmente, mi sto documentando. Tanti sono i motivi che mi spingono verso il “si”, ma uno rafforza più di tutti le mie convinzioni. C’è stata una vera e propria invasione di pubblicità su riviste, giornali e manifesti distribuiti capillarmente sui muri della città, un’overdose della parola “vita” sprecata senza ritegno e senza evidenze scientifiche, strumentalmente; una potenza/violenza mediatica dal sapore “vagamente” cattolico.

PS: vista l’ingerenza della Chiesa nella vita politica di uno Stato laico, suggerirei di non destinargli l’8 per mille sulle prossime dichiarazioni dei redditi… io ho sempre preferito lo Stato italiano, dovendo proprio mettere una firma, e dunque sarò coerente anche stavolta. Voi, pensateci.


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Cercarsele

Vivaddio ogni tanto qualche dossier “segretissimo” esce allo scoperto e fotte chi aveva deciso di non diffondere per interessi i risultati di indagini od esperimenti. E’ il caso del mais transgenico della Monsanto che dagli esperimenti condotti su topi e farfalle ha dimostrato di essere non solo pericoloso ma provatamente dannoso. La Monsanto minimizza al limite del ridicolo: “ Le anomalie nei topi (…) non hanno significato e rispecchiano le normali variazioni all’interno di un gruppo di tale entità”.

Io penso che la storia non ha insegnato nulla all’uomo. E resto spaventato dagli interessi economici, primo ed unico motore dell’etica a quanto pare di multinazionali e industrie.

PS: lo so, da me certi moralismi paiono eccessivi…


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Il pensiero debole

Pare che un’intervista di Gianni Vattimo su Vanity Fair (ah, però…) abbia fatto scalpore. Tra le righe si legge una confessione di Vattimo che si dice innamorato, e troppo tiepidamente ricambiato, di un ventenne “cubista”.

Che fosse gay tutti lo sapevano, ma dichiarare la propria passione per una persona che ha 49 anni di meno ma soprattutto lavora come “cubista” in una discoteca, anche alla sinistra più illuminata dev’esser parsa una schifezza.

A me, sinceramente e detta fuor dei denti, “frega ‘na sega”. Saran pure fatti loro. A me preoccupa più il fatto che le idee politiche di Vattimo negli ultimi anni siano inascoltabili!


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Di tutto un pò

Oggi non pensavo di scrivere. In qesto periodo ho molti impegni di lavoro, tali e tanti che sconfinano sempre più spesso negli orari e nei pensieri di solito dedicati al “privato”. Il blog è la prima vittima, come lo è Internet nei momenti di crisi economica per le aziende. Però poi ho letto un pò di cose in giro, ne ho ascoltate altre e – ma guarda un pò – proprio non ce l’ho fatta a tacere.

La dichiarazione di Berlusconi post elezioni di Catania è incredibile. Dire che se si impegna direttamente ed in prima persona per una campagna elettorale, allora vince, non tiene conto del fatto che Catania viene dopo una carrellata di insuccessi quasi infinita né del suo impegno per le regionali nel Lazio, che c’è stato (senza successo). Soprattutto però mostra quanto sia pieno di sé, arrogante nei confronti della sua stessa maggioranza, già pronto a farla “pagare” alla fronda centrista.

Un’arroganza che ieri ho sentito anche dalla Prestigiacomo presente a Ballarò e che nei primi minuti è stata quasi insopportabile, a prescindere da come la si pensi politicamente, o oggi nell’intervista a Scapagnini, neo sindaco di Catania, sul Corriere: evidentemente un imprinting che danno ai forzisti.

Lunedì sono stato all’Auditorium di Roma per ascoltare Francesco Guccini parlare di sé, intervistato da Castaldo e Assante. Io non ho miti né eroi ma da Francesco, pur simpatico, mi attendevo di più. Molto di più anche dai due giornalisti tanto osannati in Italia e che hanno condotto un’intervista a dir poco banale. A Francesco solo un appunto per non aver saputo resistere a qualche battuta politica scontata, che ha fatto contenti solo i no global presenti. La chiamerei la sindrome di Tafazzi della sinistra, l’autocompiacimento, la conventicola. Ecchepalle! Intendiamoci, Guccini è intelligente, spiritoso, lucido e “spesso”. Pretendevo di più.

Infine, leggo e condivido un paio di interventi di Beppe Grillo sul suo blog, qui e qui. La nostra informazione fa discretamente schifo.

Ieri per lavoro ho pranzato con altre persone in un posto mal frequentato: Palombini all’Eur. E’ un bar con tavola calda ma se la tira come fosse la Casa Bianca. Per ordinare un caffé abbiamo dovuto chiedere a tre camerieri diversi, ognuno differentemente vestito, tutti a risponderci che no, dovevamo chiedere al cameriere, non certo a loro. E loro, camerieri, chi erano? Bon, chiediamo infine a quello giusto che li porta e poi dice con tono algido e senza guardarci in viso: “Però dovete ordinare ad un solo cameriere, altrimenti li preparano due volte”. E scocciato andarsene. Ero lì per lavoro, dunque ho assecondato il silenzio basito dei commensali. Ma giuro, fossi stato solo mi sarei alzato, avrei preso la sedia e l’avrei ben assestata sul viso del pirla. Occorre iniziare ad educare le persone…


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Porto d'armi

Questa mattina giro placido con la mia Vespa per venire in ufficio. Sento alle calcagna un isterico “giovanotto” su uno scooter che al semaforo continua a sgasare, non si capisce bene perché, e a dare segni d’impazienza. Pirla, è rosso, dove cazzo vuoi andare?

Non contento, appena fa verde scatta come fosse a Monza (qui ci starebbe bene la citazione di Califano: “pare de stà a Monza, la gente fa a gara a chi è più str…”).

Nello stesso momento, in piena traiettoria, un signore anziano e sicuramente poco “a posto”, sembra rinunciare all’attraversamento che si fa pericoloso, e indeciso resta a metà della strada, annunciando un rientro sul marciapiedi. Dove rischia però di non giungere mai: il pirla non ha alcuna intenzione di rallentare e lo liscia di nulla, pochi centimetri in cui si vede la giacca del poveretto maltrattata dallo scooter.

Insomma, ho quasi assistito ad un investimento in piena regola. Scioccante. Scioccante che il pirla in fondo avesse anche da ridire: sì, il signore non era molto lucido ed era in mezzo alla strada, ma tutte le persone normali avrebbero rallentato ed evitato di puntarlo al corpo. Un cretino, insomma. Come molti scooteristi che non si rendono conto di avere sotto al culo un’arma, di vivere in una città fatta anche di pedoni e di non essere, miei cari, dei motociclisti. Se lo foste, sapreste guidare, forse.

Che il pirla si schianti da solo contro un palo, al più presto.