No, non sto andando a mangiare. E’ che questa mattina sono capitato per caso sul sito del Mensa e mi sono messo a fare un test di valutazione del QI (non da il risultato classico del punteggio ma in qualche modo si avvicina ai test reali). Risultato nel tempo previsto, 24 risposte esatte su 33. Beh, pensavo peggio dei miei neuroni. Se volete cimentarvi anche voi nel test, fatemi sapere poi come è andata.
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Facce da culo
“Il ministro dell’Economia: l’aumento dei prezzi colpa della moneta «malfatta» del presidente della Commissione Ue”. Continua lo scaricabarile sul caro vita legato all’introduzione dell’Euro. Ma ora siamo in campagna elettorale.
Ottoemezzo
Ieri sera una bella puntata di Ottoemezzo, innestata sul suicidio di Pantani e allargata alla psicologia ed alla casistica dei suicidi e degli omicidi. Forse l’unica trasmissione televisiva rispettosa di una vita spenta. Per il resto, Aldo Grasso sul Corriere.
Le scelte razionali
Domenica ho annunciato a Bobo un’idea che ogni tanto, negli ultimi tempi, mi frulla per la testa. Io accudisco con molto amore due mezzi a due ruote: una Vespa PX 125 ed una Honda Four 500. Con la prima ho scoperto la Corsica ed ho passato momenti indimenticabili, ho affrontato il deserto des Agriates e mi ha accompagnato ogni giorno nei miei spostamenti, senza mai mollarmi a piedi e dimostrando tutta la sua affidabilità. La seconda è un acquisto recente, della scorsa primavera: bellissima, divertente, un motore generoso e dal suono graffiante, un mezzo del 1973 che sa ancora dare le sue soddisfazioni e con cui impari a guidare una moto d’epoca. Mi chiedo però se non sarebbe una scelta razionale, per la prima volta, vendere tutto e acquistare una cosa del genere. Le buche sarebbero meno profonde, la schiena più riposata e dovrei preoccuparmi di una sola assicurazione, di un solo bollo, di una sola revisione e di un solo bollino blu. E tutti i giorni avrei il culo su una moto! Bobo ripete che sarebbe un’idea ammirevole e saggia (del gruppo, forse, la prima). Io sono in forte dubbio, anche perché dovrei vendere al meglio i miei gioielli e rinunciare alla Vespa e a tutti i ricordi che porta con sé. Bah…
Poste, la falsa rivoluzione
Sono reduce da un’ora di fila alle Poste, il tutto per una raccomandata urgente scappata all’improvviso tra le mani per sbadataggine del commercialista. Evvabé. Comunque, un’ora esilarante.
Nell’ordine: sui tavoli troverete sempre una miriade di moduli, ma mai, mai, il cartoncino della ricevuta di ritorno; gli sportelli non saranno mai, mai, tutti aperti, anche se in coda ci sono orde disumane di persone spazientite, al meglio; agli sportelli ci sarà sempre, al massimo, una sola persona mediamente sveglia e veloce; non avranno mai, o quasi, il resto da darvi preciso e saranno sempre costretti a chiederlo al vicino di cassa o a lamentarsi con voi che non andate coi soldi contati (e perché dovrei sapere quanto mi costa in anticipo?); le persone in fila o litigheranno tra loro per il posto o irrideranno il sistema, la nazione, le poste o gli sportellisti, con ghigni degni del peggior D’Alema; il responsabile di turno, che arriverà di rado e su richiesta di qualche dipendente alle prese con un computer non funzionante, sarà sempre di un grigio, ma di un grigio, che Fantozzi al confronto è un figo. Insomma, care Poste, ancora qualche passo in avanti lo dovete fare per confrontarvi normalmente con la concorrenza europea.
Per ora noto che la posta prioritaria funziona: continuo a chiedermi però per quale motivo ho dovuto pagare di più una qualità che doveva essere garantita già dal servizio ordinario.
Avanti il prossimo…
Duccio e Siena
Ieri mi sono lasciato trascinare a Siena per vedere la mostra dedicata a Duccio di Buoninsegna. E per fortuna! La mostra è molto bella e merita una scampagnata fuori porta. Di più: l’allestimento e lo spazio espositivo è forse uno dei migliori che ricordo degli ultimi anni. Poiché la cripta, di recente scoperta, sembra essere il piatto forte della mostra, consiglio di prenotare i biglietti.
Teatro Italia
Ciò che segue è copiato pari pari da Minimamoralia. Il sottoscritto, che ha visto Paolini a teatro, freme dalla voglia di vedere il nuovo spettacolo.
Marco Paolini e l’esser vivi
“..ci sono stati degli anni nei quali i più autorevoli quotidiani mi chiamavano per commentare ogni singola catastrofe che avveniva nel nostro Paese, addirittura mi scrisse l’Università di Yale per partecipare ad un congresso sulle disgrazie in Italia e la lettera d’invito faceva più o meno così:
visto che voi Italiani siete fra tutti gli Europei quelli che avete subito il maggior numero di tragedie, naturali o causate (e giù una sfilza impressionante di nomi dal terremoto in Friuli alla bomba alla stazione di Bologna), e visto la sua esperienza in materia, vorremo invitarla a dibattere della questione, ma una domanda ci preme farvela:
con tutte queste catastrofi, come fate ad essere ancora vivi?”
Già, se uno ci pensa e fa due conti come fa a non domandarselo? ma tant’è, che siamo ancora siamo qui, e Marco Paolini sembra l’unico che di tanto in tanto ci ricorda questa domanda, che sta alla base del suo recente lavoro teatrale, “Aprile ’74 e 5” da me visto ieri sera. Nonostante queste premesse, e’ sicuramente il Paolini più leggero e spensierato mai sentito fin’ora, insomma c’è il rischio di ridere dall’inizio alla fine ascoltando per due ore il suo privato intrecciarsi con il pubblico italiano, partendo dalla strage dell’Italicus (1974), il terremoto di Gemona, la sua avventurosa partenza per gli Stati Uniti per fare l’attore alle prese con lavanderie sconosciute e giacche di Woody Allen, fino a giungere all’84 (morte di Berlinguer) dove il nostro dovrà allestire uno spettacolo con quel tipetto niente male che era il grandissimo Carmelo Bene.
Lui, Paolini, è come sempre in polo e jeans neri su un palco scarno, con la solita fisicità eccezionale anche perchè su quel palco non calpesterà più di un metro quadrato, ed un eloquio affabulatorio da far invidia a chiunque.
Certo il racconto sul Vajont era altra cosa, ma questo spettacolo merita molto, anche se probabilmente come facciamo ancora ad esser ancora vivi, non ce lo spiegherà mai nessuno.
Incontrada per caso
Da Macchianera le dichiarazioni di Vanessa Incontrada, che non si farebbe mai fotografare tutta nuda. Ma soprattutto delle foto che non destituiscono di fondamento le dichiarazioni, pur se mostrano tante belle cose. Come direbbe Moretti: pensavo peggio… Voto: 8.
Kerry più simpatico
Oggi la notizia ripresa da Repubblica che il candidato democratico alle prossime presidenziali Usa abbia una relazione segreta. Sapete cosa vi dico? Ma magari! Aveva una faccia da ebete, ora mi sta già più simpatico! (e basta con le ipocrisie modello tetta della Jackson)
Windows amari
“Microsoft: violato codice sorgente di Windows […] Laccesso al codice sorgente può permettere agli hacker di sfruttare il sistema operativo e attaccare i computer che usano Windows”. Tempo di passare al buon Mac?