Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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8 per mille.. per loro

Sul blog di Popinga, via Antonio Tombolini, un’interessante disamina di dove vanno i vostri soldi con l’8 per mille (la mia scelta l’avevo già esternata qui). Tanto per solleticare la vostra curiosità, alcuni stralci del post:

Molti pensano che, non firmando il modulo nella dichiarazione dei redditi, la quota dell’OPM (otto per mille, ndr) rimanga allo Stato. Falso: quei soldi sono distribuiti in proporzione alle scelte espresse da coloro che firmano. Facciamo un esempio. Se su 100 contribuenti solo 10 firmano il modulo dell’OPM e, di questi, 9 danno il proprio OPM ad un certo soggetto, a quest’ultimo va il 90% delle scelte espresse ma anche il 90% delle scelte non espresse.

Capito? Io non faccio una scelta sulla destinazione dell’OPM? La mia quota viene comunque conteggiata e destinata su base proporzionale ai soggetti che possono beneficiare del contributo. Va da sé che la Chiesa in Italia riceva circa il 35% dei consensi, ma intaschi l’87% della torta. Dunque, la prossima volta, fate uno sforzo e mettete una firma ovunque, ma mettetela.


(…) lo Stato destina il 45% alla conservazione di beni culturali legati al culto cattolico.

Oltre il danno la beffa… D’accordo che siamo pieni di Chiese e monasteri meravigliosi, ma se io metto una firma sulla casella Stato, preferirei che i soldi usciti dalla porta non rientrassero, a beneficio dei soliti, per la finestra!

(…) le Assemblee di Dio in Italia e la Chiesa valdese (fino al 2004) non accettano le quote inespresse e si limitano a prendere quelle esplicitamente assegnate loro dai contribuenti.perché la Chiesa cattolica non segue l’esempio dei protestanti limitandosi ad accettare solo i 300 milioni di € delle quote espresse?

Il comportamento morale è accettare solo le quote "espresse". Dai produttori di Marcinkus, possiamo attenderci moralità?

(…) come spende la Chiesa cattolica il miliardo di € del proprio OPM? Finora la CEI ha presentato il rendiconto delle spese per “opere di carità”, che sono la parte più reclamizzata ma costituiscono appena il 19% del suo OPM. E il restante 81% che fine fa? Ad esempio, dietro i 92 milioni di € di non meglio precisate “iniziative di rilievo nazionale” si nasconde per caso qualche soldino per finanziare la campagna astensionista agli scorsi referendum? Domanda nient’affatto peregrina, visto che è anche materia di interrogazioni parlamentari.

Firmate, firmate, firmate… Ed attenzione a chi lasciate in mano il vostro modello: tempo addietro qualcuno mi racconto di allegri commercialisti che – coscienziosi – si permettevano di aggiungere firme dove mancavano…


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About silence

Non è che in questi giorni abbia una gran voglia di scrivere.
Forse l’umore non è dei migliori, tendo all’incazzatura: meglio allora il silenzio. Sì, perché al naturale commento al più sarcastico o indignato, propendo per la mazza ferrata. Non è bene. E’ sconveniente. Se mi trovo a confidare in un Agca con la mira buona, stavolta, è segno che sono divenuto poco tollerante.

Qualcosa però scriviamolo, che è settimana di Primarie.
Ottimi risultati, pare. Tutti felici e contenti. In fondo tra i candidati, l’unica via percorribile per vincere alla prossime elezioni era Prodi… così alla fine ascolto la sua prima intervista quasi sereno. Dopo un commento serio, si ferma, approccia un sorrisetto sicuro di sé che minchia-se-D’Alema-è-simpatico-al-confronto e tira fuori quella voce salmodiosa: mi chiedo come farò a votarlo!

Ma si vincerà? Io non ne sarei più così convinto. Ma se si vincerà, metterei al primo punto del programma il cambio della legge elettorale, un’altra volta. Per sfizio. Per boutade. Perché tanto che conta se noi ci eravamo espressi con un referendum sul maggioritario? Tu mi cambi la legge a fine legislatura per limitare i danni? E io te la ricambio a inizio legislatura. Tiè.

Influenza aviaria. Arriverà o non arriverà? I dati non sono confortanti ed oggi abbiamo il primo caso in Grecia, dietro casa insomma. Di certo ci sono solo le stime sull’eventuale pandemia: da tremare. Io sono un fatalista pecione: un pò prendo con calma gli eventi, un pò me ne dimentico. Epperò un minimo di preoccupazione dovrei averla che non mi sembra siamo al riparo dalla diffusione del virus se ancora oggi si parla di divieto alla caccia si, divieto alla caccia no (che poi, diciamocelo, andrebbe vietata per altre ragioni). Tutti a dire che siamo al sicuro, che la nostra filiera è controllata. Chi garantisce, Storace? Ah, beh, allora…

Legge sul risparmio. Bella puntata di Report ieri sera. Su Fazio e le scalate estive. Intanto Fiorani è interrogato per la quarta volta, il frusinate religiosissimo resta avvinghiato al suo posto e mentre tutti attendono una legge che regolamenti diversamente il risparmio in Italia (cosa che post Enron in Usa hanno deliberato in pochi mesi), da noi si preferisce impegnare il tempo sulla legge elettorale. Attendiamo a questo punto anche il prossimo crack.

Intanto continuano le tensioni in Corsica. Chiaramente, sempre, solidali.


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Corsica

Qui non c’entra la ragione o il torto. Qui si fanno discorsi irrazionali, legati al fascino di una terra d’adozione. Rimarcando la capacità di serrare i ranghi del popolo corso, dei suoi nazionalisti e dei suoi sindacati locali. E se c’è da dirottare una nave, lo si fa incappucciati e con tanto di mazze chiodate. Seri e determinati. E si bloccano i porti. Popolo fiero. Epperò quantomai amabile con chi ama la loro terra. Sono con voi!


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Passare il limite

Io non ce la faccio.

E’ un periodo che CEI e Chiesa cattolica stanno passando il limite. Intervengono, dibattono e condizionano la vita politica, sociale, etica di uno Stato laico. Complici le vicine elezioni politiche, un retaggio difficile da cancellare e le ambiguità della nostra classe dirigente, finisce che anche ex radicali si svegliano e dichiarano di non votare ai referendum sulla fecondazione assistita… O che un Ruini qualunque venga fischiato a Siena dopo inammissibili dichiarazioni e come risposta si oda a sinistra solo una condanna del gesto di contestazione… O, ultima ma non ultima, che il Senato approvi l’esenzione dall’ICI per edifici della Chiesa, siano essi cliniche, scuole private, chiese, monasteri, ecc.

Siamo in crisi, le finanziarie ogni anno che passa lasciano sul terreno morti e feriti, e qualcuno pensa bene di esentare la Chiesa dal pagamento DOVUTO di circa 300 milioni di Euro. Complimenti! Saranno una goccia nel mare del debito pubblico, ma avrei di gran lunga preferito una redistribuzione di questi soldi sullo stato sociale.

Aggiungo allora che è un atto non dovuto, una regalia di comodo, un favore che qualcuno pensa di ritornare alle elezioni, ad una Chiesa che "occupa" palazzi storici, punti strategici e bellissimi delle nostre città e del nostro Paese e che a questo punto nemmeno paga le tasse, anzi viene ri-pagata con l’8 per mille…

Fangala!


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Senza arte né parte

Ora non abbiamo solo le primarie nel centro-sinistra. Abbiamo anche i candidati senza volto.

Eh no! Io lo voglio vedere bene in faccia il mio candidato, dovessi mai votarlo. Non solo: sono senza volto eppure rompono i cabasisi, come direbbe Montalbano. Occupano la sede dell’Unione e pongono questioni… che a leggerle bene sembrano risibili (ma magari mi perdo qualche pezzo e dò un giudizio affrettato).

L’ammissione alle primarie di un candidato ancora ignoto e senza volto, immagino sia il Luther Blisset della sinistra… l’uno immaginario per il tutti demagogico… mi viene da pensare all’ex giocatore del Milan, non al movimento, e non è certo un bell’augurio. Chi vogliamo candidare alla Presidenza del Consiglio, Paperinik con tanto di mascherina?

Poi il rimestare sulle regole della consultazione: perché limitare la candidatura ai migranti con almeno 3 anni di permanenza in Italia? Io credo perché per ricoprire un ruolo politico in Italia, un minimo di conoscenza del territorio e delle sue dinamiche sia doverosa. E tre anni non sono nemmeno molti mi pare. Giusti.

Poi le cabine per le primarie dovrebbero essere sparse anche nei "luoghi di lotta" (eh? dove? ancora ‘sti termini?) e nelle carceri… quasi giusto in questo secondo caso, non fosse che parliamo di primarie e non di elezioni (dove poi non tutti i carcerati possono votare).

E la boutade dei passamontagna arcobaleno?

Ecco, io dei No Global ne ho un pò le scatole piene. Se voglio schiamazzi passo vicino all’asilo.


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Degustazione ad hoc

Sabato scorso avevo deciso di andare a Bevagna, in Umbria, per cenare all’Enoteca Piazza Onofri. C’ero stato già tempo addietro e la ritengo una delle migliori enoteche in circolazione, con una bella carta dei vini ed ottime portate. Una peculiarità: al bicchiere aprono (quasi) qualsiasi bottiglia si abbia voglia di degustare.

Comunque, telefono per prenotare e mi dicono che no, non era possibile e che la serata era organizzata da Le strade del Sagrantino per la settimana enologica. Provo ad insistere e mi spiegano che la serata degustazione era preparata da Angelo Troiani, chef del ristorante Il Convivio di Roma, uno dei cuochi più giovani e famosi in circolazione, e che durante la serata sarebbero stati serviti i vini locali da sommelier dell’AIS. Prezzo più che onesto, 55 euro. E quattro posti ancora liberi. Miei!

Menu degustazione così composto:

  • Strudel di ricotta e spinaci con funghi porcini, guanciale ed alloro, salsa di pesca, menta ed olio naturale di tartufo bianco
  • Zuppa di ceci di Spello con maltagliati ed olio di Trevi
  • Coscio di maialino da latte al pepe rosa con salsa balsamica
  • Creme brulèe allo zenzero con cannolo di spuma di caffè ed anisetta

In abbinamento, proposte di vini grechetto, rosso di montefalco, sagrantino e sagrantino passito… a fiumi! E tutti ottimi: Colpetrone, Adanti, Arnaldo-Caprai, ecc. Tutti rigorosamente in bicchieri Riedel.

Una serata molto particolare. L’occasione di assaggiare la cucina di Troiani ad un prezzo accessibile. Infine, prima di andare via, una chiacchierata con Angelo Troiani, che conoscevo dalla Trinchetta a Roma e poi a casa (ma non ho guidato io, non era il caso…). Ancora mi lecco i baffi.


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A rotoli

Storace ferma la sperimentazione della pillola abortiva a Torino.
Restiamo così uno dei pochi paesi europei che, grazie ai RuiniRutelli&Co., non adotta una soluzione diversa per un problema reale, legale ed affatto abominevole come l’interruzione di gravidanza. Attendiamo l’introduzione della cintura di castità per le donne, visto l’andazzo.

Siniscalco si dimette da Ministro del Tesoro.
Come suggerisce Grillo, visto che Fazio "è un buon cattolico", perché non lo passiamo al Vaticano e allo Ior (che tanto è abituato bene, con Marcinkus)? Così facciamo contenti Buttiglione e Andreotti, togliamo la patata bollente al Governo, immobile e colpevole, e ci togliamo dalle balle anche colui che – faccia di bronzo – resta al suo posto nonostante la sfiducia del Paese e dei mercati nazionali ed internazionali. Magari prima di andare in bancarotta…
Apprezzo il gesto e le parole dell’ex Ministro, che infine non ha ingoiato l’iningoiabile.
A questo punto, per la prima volta, penso seriamente che un premier serio dovrebbe rimettere il mandato nelle mani di Ciampi. Evidentemente l’esempio tedesco di ieri o quello di Jospin in Francia di qualche anno fa sono troppo distanti per responsabilità istituzionale, signorilità e coraggio, dai vertici del nostro potere.

Continuiamo così, continuiamo a farci del male…