Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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I vostri consigli

Tra chi mi legge qualche amante di computer c’è, dunque ne approfitto. Alcuni di voi sono del partito della Mela e immagino contesteranno le mie scelte; tenete però conto che lavoro su Lan PC e che gestisco in remoto server Win2K mediante Terminal.

Dopo il furto di pochi mesi fa, dovetti riacquistare “al volo” un notebook, scegliendo un Acer Tm660 (ottimo in rapporto configurazione/prezzo). Ogni giorno lo prendo e lo porto via con me, per motivi di sicurezza e per lavoro. Sono quei 2,5kg sulle spalle che dopo qualche minuto non sono più così leggeri.

L’idea, non so quanto sana, è quella di passare ora ad un ultraportatile, perdendo forse in performance ma guadagnando in comodità. Tra i modelli selezionati, questi:

  1. Toshiba Portège R100
  2. Asus S5600NBP
  3. Asus M5600NBP

Ci sarebbero anche Acer Tm370 e Ibm X40, ma in termini di dimensioni e peso sono meno “portabili” degli altri. Pecca principale, il monitor 12 pollici, che mi obbligherebbe ad un monitor esterno LCD 17″ sulla scrivania. Dunque se faccio questa scelta miro al peso ed alle dimensioni ed i modelli selezionati mi sembrano i migliori.

Qualche appunto. Il Toshiba è il più leggero in assoluto; costa molto; va rinforzato con ulteriore ram; ha solo 32mb di memoria video ma gestisce anche su lcd interno 16milioni di colori. Gli Asus sono competitivi nel prezzo; il modello M contiene anche un’unità ottica DVD-RW per pochi etti in più; il processore è più potente; il video è gestito dal chipset con 64mb di memoria dedicata ma su monitor interno non va oltre i 256K colori (su esterno 16milioni); l’unità ottica e la borsa sono incluse nel prezzo.

Vi domando: voi che fareste? Grazie mille per le risposte che saprete darmi!

PS: Rudy, lo so: gli Apple sono più belli ; - )


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Venerdì/2

In quanto venerdì, ultimi minuti di fancazzismo più che leciti. Dunque piccoli ritocchi sul blog, quelle cose che durante la settimana non avrei mai il tempo di fare.

Se date un’occhiata alla spalla sinistra ho mio malgrado tolto il link al blog di Bobo: cosa dolorosissima ma dovuta, viste le sue scelte di suicidio virtuale. Per fortuna continuerà a scrivere fandonie “anonime” nei miei commenti (in attesa di un nuovo blog, spero). New entry: Spike. Che tanto lo leggevo e dunque era solo mia pigrizia metter mano al codice. Infine spostato Tombolini, piacevolissima lettura che non si sa perché era tra le “cose mie” e non tra i blog. Ecco, tutto qua.


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Venerdì

Oggi è venerdì. La settimana è stata pesante e la prossima inizierà anche peggio. Il fine settimana sarà votato allo sbraco, dunque forse anche al blog. Oggi sporco i vostri schermi con le forze residue.

PS: tra poco debbo andare con il Bobo a vedere un PX150 usato, in sostituzione del suo 125 oramai provato dai troppi incidenti… vado sennò il pirla becca la sòla…


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Fassino e il derby

Negli ultimi giorni ho avuto poco tempo per deliziarmi con il blog, dunque anche di sfogare quelle reazioni indignate che ancora – nonostante tutto – riservo ad alcune notizie.

Le prime immagini che mi hanno lasciato a bocca aperta sono state quelle che una certa sinistra ci ha saputo regalare sabato scorso, alla manifestazione per la pace. L’ennesimo autogol subito prima delle europee: et voilà, un bell’assist al centrodestra ed al suo sbandierare la frammentazione politica dell’Ulivo. La contestazione nei confronti di Fassino era fuori luogo, così come è fuori luogo decidere chi può e chi non può partecipare ad una manifestazione per la pace. O essere violenti nello stesso contesto, un’abitudine per quei poveri sfigati dei “disobbedienti” che evidentemente proprio non ci arrivano (altrimenti farebbero politica invece che limitarsi al teppismo da strada). Le immagini passate su Blob e sui tg erano ributtanti, squadrismo strisciante in seno al proprio schieramento. Pari all’idiozia di chi inneggiava alla resistenza irachena (non rompetemi per favore le palle: io ero contrario all’intervento, dunque lasciate stare commenti “senza se e senza ma”). Peggio di loro, quelle figure inutili e stantie di Diliberto e Pecoraro Scanio, che il giorno dopo hanno giustificato l’azione di piazza. Perché ce li dobbiamo portare ancora appresso? Meglio perdere, forse, ma con dignità. E alle prossime elezioni Fassino si sarà guadagnato il mio voto, almeno lui.

Il derby romano: non se ne può più, diciamolo. La violenza è quasi sempre ingiustificata, però nello sport non dovrebbe trovare alcuno spazio fertile. Sono anni invece che la domenica sera dobbiamo fare i conti con feriti, morti e devastazioni. Possibile che non si riescano ad isolare i colpevoli? I gruppi ultras sono noti, a tutti, società sportive comprese. Le telecamere sono dappertutto e gli stadi sono blindati. Siamo tutti d’accordo che è uno scandalo. In tv propinano lacrime e facili soluzioni. Alla fine però siamo sempre al palo.
Molto ingenuamente penso che: dovrebbero girare meno soldi attorno al calcio; giocatori, dirigenti e giornalisti dovrebbero mettere meno enfasi in una partita e in ciò che le gira attorno; le società di calcio non dovrebbero avere rapporti subordinati con le tifoserie; dopo un evento del genere si dovrebbe giocare a porte chiuse; i tifosi non dovrebbero poter accedere al campo da gioco senza essere fermati da nessuno; se la polizia deve sfogare la propria violenza, lo faccia con gli ultras e non nelle scuole genovesi, senza freni e limiti. Sono delinquenti, né tifosi né uomini, non meritano pietà.


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Meno neuroni per tutti

Da qualche giorno (le elezioni si avvicinano) la mia città è tappezzata di cartelloni recanti l’immagine del Berlusca e dati statistici su quanto sia bravo, bello e buono. Di questi uno mi ha colpito: -40% di immigrati clandestini. Come si fa a presentare per dato certo, numerico, scientifico e provato, un valore che è invece legato ad un fenomeno che può conoscersi solo per grandi linee e con enormi margini d’errore?

Se sono clandestini vuol dire che non bussano alle dogane chiedendo di entrare, non risultano come contribuenti e non sono iscritti all’Inps; non sono in parole povere registrati. Lo Stato ne calcola il numero su altri indicatori, su quanti vengono individuati dalle forze dell’ordine, su quanti si rivolgono alle Ong o alla Caritas, ecc. ecc. Parliamo però di dati di tendenza, non di censimenti.

Ecco: come faccio a stampare un bel numerone ad effetto così, senza un minimo di vergogna, senza rendermi conto che sto dicendo una verità contestabile già solo sulla base del metodo? PS: questo non è un post politico; mi venne il mal di pancia anche al vedere i manifesti della Margherita che ironizzavano sul lifting del premier.


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I dieci comandamenti

Rubo a piene mani da Massimo Morelli il decalogo dello scooterista (odio gli scooter, ma vale la proprietà transitiva con vespisti e motociclisti):

  1. i taxisti cercano di ucciderti
  2. diffida dei motorini con maschi adolescenti: stanno guidando gli ormoni
  3. i cicloturisti (quelli colorati) sono effettivamente i padroni della strada. Pare l’abbiano comprata anni fa
  4. occhio quando sorpassi un autobus: quelli che gli attraversano la strada davanti non sono ancora stati schiacciati tutti
  5. i taxisti cercano di ucciderti
  6. per rimarcare che hanno la precedenza i signori anziani con i baffi possono metterci anche un’ora ad attraversare sulle striscie
  7. gli automobilisti non mettono la freccia. Amenoché non se la siano dimenticata ottanta chilometri prima
  8. ricordati che quando piove non ci vedi. Molti pedoni ancora non sanno cosa li ha colpiti
  9. ricordati che lo scooter sul bagnato ha la stessa tenuta di strada delle scarpe dei giocatori di giochi senza frontiere sul tapis roulant insaponato
  10. i taxisti cercano di ucciderti

Anche oggi l’ho sfangata.

Aggiungerei personalmente:

11. attento alle donne in auto: molte guidano meglio di te, ma altre aprono lo sportello sempre mentre stai passando a 100Kmh e sono anche capaci di rimanerci male se te lo porti a casa come souvenir
12. attento agli incroci: c’è sempre l’idiota che pensa di stare a Monza e si ferma regolarmente due metri dopo la linea bianca. Molti motociclisti debbono ancora riatterrare
13. ricordati che molti scooteristi non hanno mai guidato una due ruote prima di ora. Dunque sono ragazzini su missili fuori controllo: schivali per tempo e in curva, caro vespista, fagli il culo! Così comprendono di non esser poi così fichi e tornano a più miti consigli

Dimenticavo: anche oggi l’ho sfangata.


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Quando l'elefantino vola alto

Bordata di Giuliano Ferrara alla maggioranza e a Berlusconi:

“Il voto ad personam della destra parlamentare contro Adriano Sofri mostra chiaramente il carattere cialtrone della coalizione che governa questo paese. I suoi partiti, la maggioranza dei suoi deputati, il suo leader Silvio Berlusconi, uno che sa distrarsi come pochi altri quando non si tratti degli affari suoi, hanno dato una prova miserabile.

Berlusconi aveva detto e scritto in coscienza, e si tratta della vita di un uomo e di un caso civile di evidente valore, che ‘sono maturi i tempi per la grazia a Sofri’. Da un anno e mezzo si è fatto prendere in giro da un manipolo di vecchi missini riciclati e dal capociurma delle tifoserie varesotte della Lega, e dopo avere ceduto a questi inflessibili garantisti, a questi combattenti strenui per la libertà e il diritto, ma solo in casa propria e a proprio vantaggio, dopo aver rinunciato a esercitare dignitosamente le sue prerogative di guida, ha pensato bene di dare lo squillo di tromba della ritirata: il Cav. non vuole grane prima delle elezioni, e la legge Boato vada a farsi fottere, e con la legge tutto, coscienza personale e ragionevolezza politica e civile di una soluzione umanitaria alla quale si frapponeva solo l’idiosincrasia per gli intellettuali del burocrate che fa le funzioni di Guardasigilli e di quattro mozzorecchi forcaioli.

Noi sul caso Sofri non abbiamo mai fatto, da sedici anni a questa parte, cioè da un tempo in cui Berlusconi si occupava solo del Milan e delle sue tv, una battaglia ideologica o anche solo politica. Abbiamo detto quel che pensavamo nell’ordalia dei processi, abbiamo chinato il capo e messo la più rigorosa sordina al nostro convinto innocentismo di fronte ai verdetti finali, abbiamo chiesto un provvedimento di grazia per un prigioniero esemplare, che era stato un imputato esemplare dal punto di vista del funzionamento dello stato di diritto in una democrazia moderna. Ci è stato detto che avevamo ragione, che la nostra richiesta era condivisa, e alla fine che la soluzione Boato era ‘ragionevole’. Poi è stata tradita vergognosamente la parola data, e con un voto gaglioffo una legge che autorizzava il presidente della Repubblica a esercitare un potere che la Costituzione gli garantisce in via esclusiva è stata colpita e affondata per paura delle ‘pernacchie’, come ha detto Er Pecora, uno degli statisti della Casa delle libertà e della galera.

Questo giornale è nato da un patto d’amicizia non servile con Berlusconi, ora dovrebbe chiudere all’istante, insieme con un’amicizia consumata. Essendo un giornale minimamente utile, andiamo avanti nella più assoluta libertà, senza più illusioni e senza rancori, finche la proprietà editoriale non deciderà di cacciarci. Poi ne faremo un altro, se possibile ancora più bello”.