Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


Lascia un commento

Safari per Windows

Ho scaricato Safari per Windows, per curiosità, per prova, anche se utilizzo Firefox con la massima soddisfazione ormai dalla release 1.0. La pagina Apple che ne parla sul sito italiano e da cui è possibile effettuare il download, parla di un browser nettamente più veloce della concorrenza, sia in avvio che in navigazione. Detto sinceramente, stavolta i dati mi paiono poco veritieri: Firefox è almeno sul mio pc decisamente più veloce.

Oltre a questo, una serie di siti (vedi Ebay) con funzionalità evolute, vengono lette a fatica o in versione light da Safari. L’uscita a volto scoperto da parte di Apple nella guerra dei browser, non è stata un pò precoce forse?


1 Commento

Sri Lanka e la deriva militare

Lo Sri Lanka è un paese meraviglioso. Nonostante la fine della tregua tra i ribelli Tamil e il Governo, è un paese che consiglio ancora ad oggi e che con determinate accortezze, non è affatto pericoloso per un viaggiatore occidentale. Anzi, proprio per questo fa ancora più male notare come il contrasto ai Tamil negli anni si sia trasformato in un continuo rafforzamento dell’organico militare, in un innalzamento delle spese associate all’esercito, in un rafforzamento del potere di quest’ultimo.

Così oggi non stupisce leggere come un’inchiesta del giornalista esperto di difesa Iqbal Athas si sia tramutata nella revoca della scorta assegnatagli precedentemente e in minacce dirette nei confronti del suo traduttore cingalese. Il tutto perché l’inchiesta metteva in luce un acquisto di Mig ucraini di seconda mano da parte del Governo dello Sri Lanka, a prezzi esorbitanti e tramite una compagnia di Londra senza domicilio fiscale. Quantomeno un affare sospetto.

Le pressioni delle associazioni di stampa internazionali serviranno a qualcosa? Sarebbe interessante se il Comune di Roma, che patrocinerà la festa dello Sri Lanka a Roma, il 22 e 23 settembre presso la sede dell’Associazione culturale Makenoise (v. Assisi 113), ci mettesse una buona parola e aiutasse nel suo piccolo un processo di riavvicinamento delle parti fondamentale per garantire stabilità ad una nazione che altrimenti sarebbe ricca e florida.


Lascia un commento

Sbatti il mostro in prima pagina

Personalmente non ho alcun attaccamento morboso alle notizie di cronaca nera. Anzi, da anni ormai le ascolto al tg solo per evitarmi uno zapping in più, con assoluto fastidio e nessun interesse. Sui giornali, le salto al pari degli annunci mortuari. Non c’è nulla da fare però: gira che ti rigira te le sbattono in faccia ogni volta.

Ora provo profondo disagio a seguire il delitto di Garlasco. Non so come interpretare la storia dei fotomontaggi delle cugine “affrante” e truccatissime, su cui tanto e ovunque si è discusso tirando in ballo velinismi, danni generati dalla tv, derive sociali, ecc. D’altronde, girando per le strade, continuo a vedere pubblicità di serate in discoteca con guest star Corona, serate da cui personalmente mi terrei lontano ma che, evidentemente, richiamano pubblico.

Non so come possa apparire normale che di fronte alle case di vittima e indiziato, stazionino da giorni intere troupe televisive, con tanto di telecamere e orde di giornalisti senza scrupoli che incalzano anziani signori vittime di un dolore inimmaginabile e vicino. Che ti verrebbe voglia di prendere anche tu la scopa ed inseguirli, chiedendo un minimo di rispetto e – oddio che parola – umanità. Allo stesso tempo avresti voglia di scrivere al Garante della Privacy e chiedergli perché rompe le scatole su presunti e in alcuni casi risibili vincoli, mentre non detta regole un pò più ferree per violazioni che a me paiono abnormi.

Infine, non capisco come nonostante tutto si continui ad interpretare un avviso di garanzia come un’incriminazione de facto. Così abbiamo ancora una volta un ragazzo che non si sa se sia realmente colpevole o meno, che la legge descrive come innocente fino a prova contraria, sbattuto in prima pagina ovunque, sottoposto ad uno stress psicologico folle, destinato per sfuggire a tutto ciò ad una pur non comminata detenzione, agli arresti domiciliari.

L’estate sta finendo… tra poco dimenticheremo anche questa ed attenderemo il prossimo, agostano mostro.

PS: non capisco nemmeno perché sempre e comunque debba essere intervistato il parroco.


Lascia un commento

Repetita juvant

da La Stampa.it:

Il sogno di Fiorani: “Vorrei farmi una nuova banca”.

Pensieri sparsi: il senso del limite (in alcuni casi diventa anche il senso del ridicolo) ad alcuni è evidentemente sconosciuto; se dagli errori si impara, probabilmente non vedremo stavolta conti correnti intestati a cari estinti né “alleggerimenti” creativi sui vivi, ma non so quanto sia lecito sperare (e rischiare); certo, i sogni aiutano a vivere meglio ma speriamo che stavolta non si realizzino, perché ne va della serietà del nostro sistema bancario.


Lascia un commento

Incendi: una domanda banale

Ieri ho visto un incendio alle porte di Roma. Erano già in corso le operazioni di spegnimento, dunque non è stato necessario telefonare agli “ex-colleghi” (solo 13 mesi nei Vigili del Fuoco e nonostante questo, mi è rimasto molto nel “sangue”) e sono andato dritto per la mia strada. Domandandomi: laddove non esistano motivi economici o ritorsioni di stampo delinquenziale, che motivo ha una persona di appiccare un incendio?

D’accordo, togliamo anche i veri piromani. Ma quanti sono mai costoro? I veri malati intendo… tanti altri saranno emuli, stupidi e vuoti quanto quelli che scagliano pietre sul prossimo. A che pro? In fondo, se riflettessero, fanno male a se stessi, perché distruggono un pò di quel mondo in cui vivono.

Perché debbo sporcare un autobus, se è il mezzo con cui di norma mi sposto?

Ecco, la fiera delle banalità finisce qui. Però sarebbe bello vedere in faccia una di queste persone per chiedergli, semplicemente: “Che cazzo fai?”.


1 Commento

Inquietanti similitudini

Ero a pranzo, in una tavola calda vicino all’ufficio e con occhio svogliato davo un’occhiata al Tg di Sky che dai monitor ogni giorno viene diffuso. Non so se vi è mai capitato di vederlo. A me poche volte e sempre l’ho trovato orribile: ha un gusto americano al 100%, dagli speaker allo studio, ovvero di plastica e finzione.

Comunque passiamo oltre. Un servizio riguardava la vicenda di Don Sante, di cui non sapevo ancora nulla avendo disertato negli ultimi giorni la carta stampata, e che riecheggia trame e film e letteratura dell’Italia anni sessanta. Così tornato in studio, profittando ancora di qualche minuto di pausa pranzo, ho controllato in rete la notizia.

Leggete il Corriere e poi Il Messaggero. Fatelo, fidatevi. Troverete le stesse parole, lo stesso costrutto, lo stesso articolo. Almeno buffo, non trovate? Due testate non legate tra loro che hanno pubblicato lo stesso identico articolo.

PS: piuttosto interessante lo schieramento dei fedeli al fianco del parroco, contro le rigidità ricorrenti della Chiesa cui siamo abituati.


Lascia un commento

Gioie e dolori dei motori di ricerca

Diciamolo, oggi Google detta legge in Internet per le strategie di marketing online. Essere nei primi risultati naturali, avere un ottimo page rank e presenziare nei link sponsorizzati può fare la differenza per un business che in toto o parzialmente fa affidamento alla Rete per trovare clienti.

Da solo, copre mediamente oltre il 50-60% delle ricerche mondiali e lascia agli altri motori, chi più chi meno, le briciole. Merito di algoritmi che hanno dimostrato di fare la differenza ma anche a strategie che solo dieci anni fa sembravano bizzarre: ricordate la mutazione dei Search Engine in portali? Google puntò invece sulla precisione dei risultati e sulla velocità di caricamento delle pagine e dei risultati, bandendo ogni abbellimento grafico superfluo, vincendo la sfida.

Dunque oggi se cerco clienti per la compagnia aerea o per il mio agriturismo, non posso prescindere da Internet, dai motori o da portali che aggregano strutture omogenee. Altri li cercherò con le Pagine Gialle, con il passaparola, con la pubblicità tradizionale, ecc. Però Internet è un canale quasi irrinunciabile e lo sarà sempre di più. Bisogna però capire che gli investimenti sono ormai consistenti in termini di tempo e di denaro, che debbono essere valutati sul medio periodo almeno (Google oggi penalizza i siti “giovani”, relegandoli ad una specie di purgatorio), che i contenuti sono vieppiù importanti, che se non siamo in grado dobbiamo ricorrere a persone skillate e specializzate nel settore, ecc. ecc.

Ci sono poi dei business, fioriti negli ultimi anni, che puntano tutto su Internet: parliamo ad esempio dei circuiti editoriali rappresentati da blog con vere e proprie redazioni che producono contenuti ad hoc, specializzati e verticali. Il ritorno pubblicitario può essere molto elevato per i circuiti migliori (qualcuno parla anche di 200mila euro/anno); allo stesso tempo, fai affidamento su un solo tipo di entrata/canale, con grossi rischi nel momento in cui il numero dei visitatori al tuo circuito/sito crolli per qualsivoglia motivo.

E’ il caso di Master New Media, che qui racconta una storia molto interessante. Viene da pensare che le regole dell’economia sono valide on e off line, da una parte, ma anche che Google ha oggi un ruolo quasi da monopolista (detto con tutta l’ammirazione per BigG).