Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Un mondo effimero

Social Media, Social Networks, buzz, viral, geotag, ecc.

Diciamocelo: è qualche anno che siamo assediati da mode digitali, con i loro termini, i loro fan, i loro flop. Ma ormai la strada è segnata, questi ambienti virtuali ed in alcuni casi effimeri, sono presenti nelle nostre vite quotidiane, aiutano buone cause a diffondersi, smascherano qualche “cattiva” azienda, e qualche volta ci propongono dei consigli utili vengono tirati per la giacchetta dai media tradizionali, criticati dagli editori impauriti, ecc. Insomma, sono parte del nostro mondo e bisogna tenerne conto. Continua a leggere


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Scalfarotto e Vendola, parte seconda

Dopo il post della scorsa settimana, in assenza di una risposta da parte di Nichi Vendola (che attenderemo comunque, qualora lo vorrà) e nell’impossibilità dunque di strutturare un confronto diretto con Ivan Scalfarotto, ho deciso di dare un seguito alla disponibilità e celerità di quest’ultimo proponendo un’intervista.

Motivo del contendere della scorsa settimana, le dichiarazioni rese a Le Iene da Vendola ed inerenti i diritti civili ed individuali da riconoscere a gay e lesbiche in Italia. Vista la non risposta di Vendola alla mia richiesta via Twitter e la mia passata esperienza nella comunicazione politica via web (nel 2001 seguii la realizzazione dei siti web per Francesco Rutelli e Vincenzo Visco), la prima domanda verte proprio su Internet:

  1. Il media digitale entra sempre più nella comunicazione dei partiti e dei singoli parlamentari/sindaci; l’impressione quasi sempre è però che adottino Internet senza conoscerla e capirla, semplicemente perché è di moda e perché – a basso costo (qui ci sarebbe da discutere parecchio, purtroppo) – gli garantisce un’ulteriore cassa di risonanza. Non rispondere è dunque la norma. Ho visto che ti muovi sul web con disinvoltura ormai da diverso tempo, puoi dirmi a valle di questa esperienza cosa ne pensi, se è funzionale ed utile allo scopo e come vedi e giudichi i colleghi che oggi sono presenti sul web?
  2. Torniamo al tema principale. La tua critica a Vendola era di aver fornito risposte “diplomatiche” e di estrema moderazione sui diritti che garantirebbe qualora Premier a gay e lesbiche. Una moderazione che sottolineavi potesse far intendere la volontà di intercettare quel voto moderato-cattolico così ambito nel nostro Paese. C’è stato un chiarimento successivo con lui?
  3. Quali sono le tue indicazioni in merito e cosa auspicheresti per la nostra legislazione (per chi non avesse letto il tuo libro)? Quali diritti, da subito, andrebbero riconosciuti alle coppie gay e lesbiche?
  4. Concordo con te che l’Italia resta assolutamente arretrata sui temi dei diritti delle coppie. Aggiungo io che ciò è vero anche nel caso di coppie etero. Che siano Pacs, Dico o XYZ, sono ormai un’urgenza. Da questo punto di vista il Pd stesso non sembra in grado di formulare una proposta unica. Sarà mai possibile secondo te garantire a tutti pari diritti (e doveri)?
  5. Stiamo assistendo, prima a sinistra poi a destra, ad una frantumazione politica in controtendenza alla scelta  maggioritaria indicata da un referendum. Il Pd ha rappresentato forse un’illusione più che una speranza per molti suoi elettori della prima ora, ma alcune uscite potrebbero avergli giovato in termini di coerenza (Rutelli & Co.). C’è chi come te, Marino, Serracchiani, Civati, Renzi ed altri si spende ogni giorno all’interno del Partito per affermare una sua visione più nuova, costruttiva, moderna. Pensi sia possibile vincere le resistenze interne di un apparato ormai “vecchio” ma ingombrante?
  6. Ultima domanda: convinci un elettore deluso dal Pd degli ultimi anni a votarlo… Lo so, è la domanda più difficile 😉


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Breadcrumb: Scalfarotto e Vendola

Uso il termine “briciole di pane” che tanto è importante per Google e per i Motori di Ricerca in ottica SEO, perché ho sempre più l’impressione che con i social network ed Internet si stia profondamente modificando l’uso della lingua e la capacità di comunicare/ascoltare di ognuno di noi. E’ cambiato il livello di attenzione.

In poche righe occorre condensare un significato. Questo è vero con Twitter ma in fondo, vedo che anche su Facebook il tempo speso nella gestazione delle idee non è poi così diverso (si condividono cose scritte da altri, si veicolano contenuti provenienti da altri SN come FriendFeed o Twitter stesso, da software come Gowalla o Foursquare, o si lasciano stati d’animo che ancora mi chiedo fino in fondo a chi possano interessare).

Allo stesso modo, questa “frantumazione” del contenuto provoca una crescita impetuosa e non lineare dei contenuti stessi, piccoli, brevi, meno ponderati forse, ma in in numero sorprendente. Starci dietro, tra Feed e Social Network vari, è un’impresa. E si fanno anche degli errori. Così, con un panegirico incredibile, arrivo al dunque.

Venerdì ho fatto un semplice retweet di quanto scritto da Ivan Scalfarotto sul proprio blog e sintetizzato sul suo canale Twitter (@ivanscalfarotto), senza approfondire e senza andare a leggere eventuali altre fonti se non quella del blog dell’interessato. Cosa diceva Scalfarotto:

CENTROSINISTRA: SCALFAROTTO “SE RINNOVAMENTO È VENDOLA SIAMO NEI GUAI”
ROMA (ITALPRESS) – “Se il rinnovamento che la sinistra offre all’Italia e’ il Nichi Vendola che nega a lesbiche e gay italiani quei diritti che sarebbero riconosciuti loro in larghe parti dell’Europa, anche mediterranea, allora siamo davvero nei guai”.
E’ il commento di Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD, alle parole con cui Nichi Vendola, intervistato dalle “Iene”, ha manifestato la sua contrarieta’ a estendere il matrimonio e l’adozione alle coppie omosessuali. “Presentarsi come il modernizzatore del centrosinistra e del Paese e non allineare l’Italia alla pattuglia dei paesi piu’ avanzati in materia di diritti civili sono due atteggiamenti che fanno evidentemente a pugni”.
“Dato che non posso nemmeno pensare che Nichi Vendola consideri le persone omosessuali come cittadini a diritti diminuiti – ha proseguito Scalfarotto – deve trattarsi di una mossa politica volta a non perdere il consenso dei conservatori. E’ la piu’ trita abitudine della vecchia politica: anteporre cio’ che crediamo ci sia utile a cio’ che oggettivamente e’ giusto, anche a costo di tenere in vita antiche e irragionevoli discriminazioni”.
“Vendola dice che la sua politica sarebbe capace di ‘riconnettersi alla vita’? Credo sarebbe davvero una beffa arrivare alle elezioni con Vendola candidato premier e scoprire un’Italia ancora incapace di ‘riconnettersi alla vita’ di milioni di famiglie gay e lesbiche e dei loro bambini”, ha concluso Scalfarotto.
(ITALPRESS).
gca/com 23-Set-10 17:10 NNNN

Così via Buzz mi sono visto rispondere da Riccardo Tomaselli (lo dico, c’è un conflitto di interessi: è mio cugino, prima che lo scopriate voialtri) che, simpatizzando per Vendola, mi faceva notare che:

Non è corretto il post ed è “diversamente disambigua” (mi passi il termine?) quello di cui si accusa Vendola.
Domanda: “Sei favorevole ai matrimoni gay?” risposta “Son favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto”, che è senza dubbio un’opzione all-inclusive e sicuramente più estesa e mi sembra anche importante! si alle coppie, qualunque sia il genere.
Domanda: “Sei favorevole alle adozioni per i gay?” risposta “Sono favorevole alle adozioni per i single”, anche questa opzione è inclusiva del genere single, etero e così via!!!
mi spiace un pò per Scalfarotto… constato che la dietrologia e la voglia di salotto radical-chic ha sommerso oramai tutto il centrosinistra, forse si salvano in pochi….. e danno fastidio quando dicono grandi verità o illuminano le voragini propositive del PD (leggi Veltroni oltre che Vendola)…… le parole di Vendola sono importanti e invece di polemiche dovrebbero accendere uno spirito riformista e progressista, non restauratore (o diversamente progressista?)

A questo punto, sarebbe bello un confronto vero e diretto tra Scalfarotto e Vendola. Io li invito via Twitter, vediamo se la Rete è utilizzata strumentalmente o funzionalmente.


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Cinque morti assieme

Cinque morti assieme non fanno uno vivo“. Beppe Grillo ad Anno Zero ieri sera.

Beppe Grillo non lo sopporto molto, negli ultimi anni. La sua concezione della politica ha il sapore del populismo e del qualunquismo. Però oggi concordo con Il Post: il suo intervento di ieri sera ad Anno Zero è stata una delle poche cose interessanti, vive, di contenuto che ci sia stata. E la frase citata in alto, estrapolata dall’intervista, dà il senso di cosa la nostra politica, governo ed opposizione, sia oggi. Può sembrare quest’affermazione stessa populista e qualunquista, ma tutti i soggetti che si muovono sul proscenio non hanno idee, non hanno bussole (capito Walter?), non hanno più una dignità da spendere. Sono morti. E’ un dato di fatto.

Per guadagnare credibilità avrebbero dovuto molti anni fa dare il buon esempio. Togliersi una pensione meritata con parte di una legislatura; solo a quel punto chiedere un pari innalzamento dell’età pensionabile al resto degli italiani. Eliminare il circolo vizioso degli stipendi vincolati di parlamentari, magistrati & co., scusa eccezionale per non ritoccare mai al ribasso i propri emolumenti; poi chiedere sacrifici agli italiani. Il concetto di esempio è però fumoso anche per gli italiani stessi, dunque da questo punto di vista sono assai meno ottimista di Grillo. Ancora oggi mi sento dire da alcuni che Tinto Bass, il nostro Premier, è al di sopra di ogni sospetto perché così ricco che non ha bisogno di fare il proprio interesse…

Ma di che stiamo parlando?

#sfogomattutinodiunitalianodisilluso


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Sudan, una storia africana

Sembra quasi di parlare sempre della stessa cosa: Sudan, Darfur, Africa, guerre, ecc.

La storia del Sudan è però quasi emblematica. Il Paese africano più vasto è diviso tra Nord e Sud, tra Islam e Cristiani Animisti, tra governo militare imposto e zone proclamatesi autonome o rette da milizie di “liberazione”. Dal 1982 ci sono combattimenti, guerriglie e atrocità. Anche nel Sud Sudan, meno esposto del Darfur, un caro amico di VSFG dovette fuggire nel bel mezzo di un attacco armato. Continua a leggere


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Cambio vestito

Ogni tanto per convincersi occorre qualche piccolo artificio, qualche piccola cosa che ci aiuti a vincere una pigrizia che è un tutt’uno con noi (laddove possa chiamarsi pigrizia una cronica mancanza di tempo).

Ecco allora che oggi questo blog cambia vestito!
Tema minimal, via i fronzoli. Si rinizia a scrivere, stavolta ci riuscirò (cazzo, cazzo, cazzo… come direbbe Barney). Ora serve ancora qualche aggiustamento, qualche ritocco e poi si parte. Mancano ancora i link e i tasti a Twitter e ai Feed, ma in settimana ci metterò mano.
Stay tuned!


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Alemanno a cena da Berlusconi

Questa sera Alemanno, sindaco di Roma ed esponente di spicco della fu An, era a cena con Berlusconi. Il Pdl ormai racchiude in sé forza di governo e opposizione (quella vera fa assai meno rumore e scalpore) e dunque tutti i giornalisti scalpitano per sapere cosa si siano detti e come sia andata. Tutti vogliono il sangue, lo scontro Fini – Berlusconi…

A mezzanotte Francesco Verderami del Corriere della Sera e un altro giornalista del Messaggero, continuano a chiamare sul cellulare l’ufficio stampa del Sindaco. Il Sindaco è però ormai ad una festa di compleanno (il suo medico?). Chi tiene in suo cellulare riceve istruzioni da chi ha parlato con i giornalisti. Finita la festa e prima del successivo impegno in programma (ma non dorme?), Alemanno potrebbe richiamare Verderami rilasciando una dichiarazione.

Il tutto dona la sensazione che nello scenario attuale, solo notizie interne al Pdl potrebbero riempire la prima pagina. Il Pd continua a marginalizzarsi in gran parte da solo. E’ tardi, è ora che io vada a letto. Domani leggeremo i giornali. Buona notte.


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Foursquare, Gowalla & co.

E’ da un po’ che volevo scriverne, ma di tempo per il blog ne ho assai poco. Leggendo però l’articolo di Massimo Mantellini, ho deciso questa mattina di pubblicare questo post. Foursquare e Gowalla sono due software e due progetti che, utilizzando i nuovi telefoni con gps e la loro capacità di geolocalizzarsi e di navigare su Internet, consentono a chiunque di dire agli amici (e/o al mondo) dove ci si trova e cosa si sta facendo. Di base e con alcune forti distinzioni.

Foursquare è oggi il più diffuso, con numeri non paragonabili al concorrente diretto e forse per questo nel mirino di Facebook per un accordo commerciale o per un’acquisizione. Consente di individuare Luoghi di interesse attorno a sé (Places) o di crearne uno e di dire che ci si trova lì, allegare una foto o una recensione al luogo visitato. Possiamo così sapere se un amico si trova in zona o leggere quale ristorante preferisce o – questo sì molto interessante lato marketing/aziende – inviare promozioni o messaggi (Tips) a chi si trova nelle vicinanze ed è iscritto a 4sq.

Sono stati molto furbi nell’organizzare un meccanismo di gratificazioni all’ego del singolo user che hanno forse fatto il successo dell’applicazione: chi fa check-in più volte in luogo ne diviene Sindaco; più check-in si operano, più punti si accumulano e si può primeggiare nelle classifiche settimanali che mettono a confronti gli amici. Come sempre il successo su Internet viene dalle cose meno utili…

Cosa non mi piace di Foursquare: la possibilità di fakes è altissima. L’ho testato personalmente facendo check-in al Porto di Piombino pur essendo realmente in auto e sull’Aurelia (in corsa, non fermo) ed in altre occasioni. Dunque il check-in non corrisponde all’essere realmente in quel posto.

Gowalla è un ottimo software prodotto in Texas, graficamente molto piacevole e usabile. I suoi numeri sono però bassi, molto più bassi di 4sq, cosa che in qualche modo ne decreta una crescita sempre più bassa anche per il futuro (nei social, conta il numero degli iscritti, la massa critica che porta gli altri utenti ad iscriversi).

Consente anch’esso di verificare i luoghi d’interesse vicini (Spots), l’attività dei propri amici (Activity) e la propria (Passport). Al posto dei Nearby Tips ha i Trips: tour organizzati che ti guidano in una città o in un posto (es. puoi visitare Firenze con Florence sightseeing by Michela Simoncini, o i pub di Londra e mille altre attrattive). Questa è una funzione invece che trovo molto interessante e che potrebbe essere integrata in guide turistiche su device mobili.

Non consente molti fakes, perché il raggio dello Spots può essere impostato (via web) ed in genere è più corto rispetto a 4sq.

Entrambi consentono poi di pubblicare su Facebook e Twitter il proprio check-in.

Fatta questa piccola premessa, concordo con Mantellini che forse buona parte del clamore suscitato da questi software (e per numeri, da 4sq in particolare) è fuffa. Fuffa alimentata dall’ego delle persone, dalla loro volontà di mettersi in mostra e di primeggiare. In barba alla privacy, sulla quale le stesse persone fino a qualche anno fa avevano insistito e battagliato, e che con l’avvento dei social network pare un valore primitivo e non più utile.

Allo stesso tempo ritengo che la strada sia segnata, almeno per il momento. Facebook con i suoi 500 milioni di iscritti è una realtà. Realtà che trovo imperfetta, poco usabile e poco completa, che forse nemmeno amo tanto (e uso poco, pochissimo) ma con cui, volenti o nolenti, ci si deve confrontare. Se Foursquare crescerà ancora (e tale crescita potrebbe essere drogata da un accordo con Facebook), non potremo limitarci a snobbarlo.

Come sempre poi, la fuffa verrà setacciata negli anni (non solari sul web, che corre) e resterà a galla solo ciò che vale di più (non è il caso di SecondLife 😉


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Informazione e giornalismo

Dopo lo scoop di pochi giorni fa del Washington Post che pubblicava in Rete e su carta il dossier Top Secret America, ecco che altre testate, tutte assieme e contemporaneamente, pubblicano 92.000 documenti segreti sulla guerra in Afghanistan messi a disposizione da Wikileaks.

Sono il New York Times, il Guardian e lo Spiegel. Forse stavolta se ne parlerà anche sui Tg italiani, che di Top Secret America se ne erano beatamente fregati. Le reazioni delle istituzioni americane non si sono fatte attendere e le rivelazioni numerose ed in alcuni casi eclatanti spero saranno riprese per molto tempo dai media, anche italiani.

Qui un paio di estratti freschi freschi: ilPostCorriere.it.