Questo me lo piazzo qui, così appena ho dieci minuti di pace vado a leggermi gli scritti di Moro, delle Br e delle Commissioni parlamentari. Grazie a Luca Sofri per la segnalazione diffusa via Wittgenstein.
Una lezione impartita agli alchimisti
Spagna, vincono i socialisti. I popolari non possono che accusare il colpo, anche se una dichiarazione mostra una lettura del voto a senso unico; è quella di Zaplana, portavoce del governo uscente: “ci sono state delle circostanze che hanno generato una commozione nella società spagnola in questi ultimi tempi”. Come a dire che forse l’attentato stesso ha generato questo voto. Le reazioni del Polo in Italia paiono dare valore a questa tesi: secondo Selva addirittura saremmo di fronte ad una vittoria elettorale del terrorismo.
Penso che i popolari abbiano perso per vari motivi e che i socialisti abbiano vinto per altri, numerosi motivi. E’ la politica. E’ la democrazia. Dare giudizi netti sullo scollamento dell’elettorato, ostaggio di Bin Laden, mi sembra solo carenza di cultura democratica. Quali dati reali abbiamo in mano? Nessun dato statistico elaborato, certo e valido, al momento. Possiamo dire ragionevolmente che l’11 marzo ha pesato sul risultato, ma non sappiamo quanto. Forse di più ha pesato l’atteggiamento del governo spagnolo, incapace di gestire il dramma o (perché c’è una bella differenza, quella che passa tra la buona e la cattiva fede) di essere sincero con i propri elettori.
Io so poco della Spagna e poco della sua vita politica. Eppure già alla prima smentita ufficiale dell’Eta ho pensato che, forse, gli indipendentisti baschi non erano colpevoli del massacro. Non come Eta, almeno. Ho pensato semmai a “fuoriusciti” in disaccordo con la base, decisi a dare vita ad una nuova sigla ed a mostrare in modo eclatante il salto di qualità dello scontro. Che senso avrebbe avuto altrimenti rivendicare la propria innocenza? Ho pensato in alternativa ad un terrorismo internazionale, ad Al Queda (per utilizzare la sigla tristemente famosa). Ripeto: io non so nulla.
La fretta del governo, che molto invece dovrebbe conoscere, di addossare la colpa ai baschi senza quei ragionevoli dubbi che sarebbero stati leciti in un primo momento, ha quantomeno regalato cattivi pensieri a tutti noi. Abbiamo pensato che nella migliore ipotesi fossero non all’altezza del compito. Con più malizia che volessero nel breve volgere a proprio favore la disgrazia. In un caso come nell’altro, non hanno conquistato la nostra simpatia, il nostro rispetto e – in Spagna – il voto dei propri cittadini.
Questa è a mio parere una lezione che tutti i politici dovranno in futuro tenere a mente. Per il presente e se la matrice internazionale dovesse essere confermata (come sembra), a noi restano ancora più paure, più angosce e più dubbi. Tutti siamo a rischio, in Spagna come in Italia; tutti siamo responsabili del nostro futuro e dobbiamo respingere la politica che porta odio e incomunicabilità tra i popoli, che arma la mano di assassini alleati (poi nemici), che è sorda al dialogo. Non penso che il terrorismo possa essere sconfitto con la sola violenza.
Ridateci la nostra ingenuità
La notizia dell’attentato odierno è devastante. Ci esplode vicino come quella delle Twin Tower. Era il giorno 11 allora; è l’11 oggi. Questo post non vuole però commentare la notizia, esprimere cordoglio o macchiarsi di simpatie verso il movimento indipendentista basco: vuole mettere nero su bianco quanto è passato, per frazioni di secondo, nella mia testa oggi.
Ho pensato ad Aznar e soprattutto alla sua famiglia, da quanto so vicina per simpatie al franchismo. Ho pensato che l’attuale governatore della Galizia è stato ministro del governo Franco. Ho pensato che il partito popolare era sfavorito nelle imminenti elezioni e forse avrebbe perso maggioranza e potere. Ho pensato che la ricerca di un nemico rafforza il potere consolidato e libera le sue mani nella negazione della democrazia e nella repressione. Ho pensato che l’Eta non aveva mai agito così e che non solo non ha rivendicato l’azione, ma l’ha condannata. Il ministro dell’interno ha però subito bollato la cosa come terrorismo interno.
Infine stasera le notizie inquietanti dei ritrovamenti e delle rivendicazioni che legherebbero le esplosioni al terrorismo di matrice araba, a Bin Laden e alla sua Spectre. Non sappiamo ancora nulla. Sento però che tutti questi dubbi che ci vengono in mente, queste fantasie perverse di macchinazioni e disegni stragisti del potere, questo leggere con malizia ogni notizia che ci arriva, questo pensare sempre male e peggio… ecco, è da persone che ne hanno sentite e viste troppe, che hanno perso parte della loro fiducia. Che hanno perso la loro ingenuità.
I misteri svelati o semisvelati, la P2, l’Italicus, Piazza Fontana, il DC9 Itavia, Enrico Mattei, l’omicidio Moro e tutti gli altri “affaire” italici (per limitarci alla nostra terra, che in questo è di certo generosa) ci hanno tolto l’ingenuità, il pensare che “a” sia “a” e “b” sia “b”. La rivorremmo indietro, grazie.
Addio Boboblog
Torno da una giornata di merda, in attesa di una riunione di lavoro pessima presso il principale operatore di telefonia mobile italiano (inizia per T, se proprio non ci arrivate), che per l’ennesima volta – con totale disprezzo del lavoro e del tempo altrui e logica feudale – ci ha fatto attendere ore per poi riceverci cinque minuti e buttare in aria per la quarta volta il lavoro grafico fin qui portato avanti.
Torno ed oltre a questo trovo un amico che mi ha intasato la mail con 6mb di nudi (immagino, visto che sto ancora finendo il download) e un altro che chiude forse definitivamente il suo blog. Bobo, perché fai così? La tua sarà un’assenza ingombrante: in questi mesi ci siamo divertiti, spalleggiati, provocati via blog.
Addio allora. Anzi, arrivederci nel mondo reale, dove per fortuna continuiamo ad incontrarci e a gongolarci della nostra balorda essenza.
Il tempo che scorre
Lo sapevamo già: a breve uscirà Starsky e Hutch in versione film. Per noi “vecchietti”, cresciuti davanti alla tv guardando le gesta della coppia di sbirri più simpatica di tutti i tempi, la notizia fa piacere e dispiacere assieme.
Ben Stiller e Owen Wilson al posto di Paul MIchael Glaser e David Soul non promettono nulla di buono: sarà una versione più “comica” e scanzonata di quanto non fosse la seria tv. Ma tanto lo andremo a vedere lo stesso, per pura nostalgia. Nostalgia moltiplicata dalla visione della foto qui a sinistra.
Piccolo gioco: a voi, chi dei due era più simpatico?
La vera storia del soldato John
“Il senatore democratico Kerry racconta la sua guerra, la morte dei compagni, la conversione al pacifismo“.
John Kerry, candidato democratico alla Presidenza USA, parla del “suo” Vietnam. Io non sono un fine conoscitore della politica e della società americana; sono stato solo una volta a New York per un viaggio e parlo anche male l’inglese. La cosa che però mi colpisce sempre è come gli Stati Uniti non abbiano mai ancora fatto pace con il proprio passato, quanto sia presente il fantasma Vietnam (senza però incidere sulle linee di politica estera) e quanto sia importante per un candidato essere stato in guerra, “servendo” la propria nazione. C’è un che di retorica, ma anche molta ingenuità contro cui è difficile scagliarsi.
Internet uguale pedofilia
Ci risiamo: arrestato in Italia un ragazzo di 26 anni per apologia dei reati di pedofilia. Ora che si possa parlare di “pedofilia culturale” e difenderla mi sembra a dir poco ributtante, dunque non starò qui a difendere la persona e le sue gesta; l’arresto mi sembra però una misura preoccupante, abnorme, cieca.
In primo luogo questo ragazzo si limitava, sul proprio sito web, a istigare e giustificare la commissione di reati di violenza sessuale sui bambini. Una cosa orribile, ça va sans dire. Però la polizia non ha trovato né filmati, né foto, tantomeno prove di reato. Dunque il reato ascritto è quello di apologia, puro e semplice.
Come giustamente fa notare Antonio Tombolini,
La notizia essendo di grande rilievo ed estremamente preoccupante, viene confinata dalla stampa nelle ultime pagine di cronaca, quando c’è.
Ed è vero: io l’ho trovata con un pò di difficoltà su Repubblica, mentre questa mattina all’alba l’avevo sentita leggere in radio (dal giornale City). Chiaramente essendoci di mezzo Internet la lettura giornalistica del fatto punta su due dei grandi mostri del terzo millennio: la pedofilia e Internet (per fortuna Bin Laden non è stato tirato per le vesti, stavolta). Sempre Tombolini:
Ora uno (e io tra questi) può avere in odio la pedofilia quanto vuole. Salvo che quanto più l’ha in odio, tanto più dovrebbe informarsi, e sapere che più del 95% dei casi di pedofilia ha a che fare non con internet, né col mostro perverso, ma con le persone e gli ambienti più familiari al bambino (scuole, oratori, collegi, e soprattutto la famiglia stessa).
Ecco: io ho paura di questo vuoto garantista, di una giustizia poco razionale, della ricerca del nemico della società, del mostro; del giornalismo strabico, che perde alcune notizie e ne distorce altre; di chi pensa che simili notizie siano svolte storiche in positivo.
New entry in Vespablog
Ufficialmente iscritto Antonio Tombolini nella community Vespablog, che stenta a decollare ma che vanta persone speciali nelle sue fila. Dunque, un benvenuto da tutti i partecipanti!
Vespablog vuole essere una comunità virtuale di blogger che hanno una Vespa, di qualsiasi tipo e periodo, con cui hanno possibilimente viaggiato un poco e che sono in grado di passare sopra alle scomodità del mezzo per apprezzarne invece tutte le indubbie qualità. Per quelli che uno scooterone farebbero fatica a girarci sopra; per quelli che una volta nella vita hanno caricato i portapacchi con tenda e sacco ed hanno macinato chilometri; per quelli che vorrebbero incontrarsi non solo sul web e che una passeggiata su due ruote in compagnia la farebbero volentieri; per quelli che hanno un posto libero per il banner. Insomma, per tutti voi.
Per chi invece ancora non fosse iscritto, può farlo molto semplicemente qui.
Sua Eminenza, l'Ipocrisia
Ho letto giusto ora il post di Tombolini su come si è miseramente conclusa la vicenda dell’invito a Sofri nel Duomo di Milano. Si è conclusa male, nel peggiore dei modi, con cecità ed ipocrisia. Con speranze tradite (anche nostre). L’articolo è particolarmente bello, per cui tentare di replicarne le motivazioni qui sarebbe esercizio destinato al fallimento. Vi invito però, poiché ordinar non posso, a leggere il pezzo.
Spero vi faccia star male come sono stato io.
Banzai
Ieri sera sono uscito a cena. Ho pagato una tangente in sushi e sashimi, con molto piacere visto che personalmente – oddio come sono banale – adoro la cucina giapponese. Questa volta ho optato per uno dei due ristoranti più rinomati sulla piazza di Roma, Hasekura.
Pesce delizioso, freschissimo, ottimo. Va di moda il sushi, questa è l’unica cosa che mi lascia contrariato; tanto di moda che il locale, minuscolo, era pieno di “vip”. C’era un attorucolo visto in una fiction tv, una pseudo modella, Pamela Prati e lei.
Lei è mooooltoo carina…