Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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M.o.i.g.e.

Movimento Onanista Italiano di Garrula Espressione? Ah no, il Moige è il movimento dei genitori! Filippo Facci, via Wittgenstein:

“Siete genitori? Siete cattolici? Siete genitori cattolici? Allora andate al sito del Movimento Italiano Genitori (Moige, www.genitori.it) e diteci se vi sentite rappresentati: c’è gente che parla anche a vostro nome. In caso contrario potrete dir loro che non vi rappresentano manco per niente e che da un punto di vista strettamente democratico – nostra opinione – non rappresentano una cippa in generale, fuorchè un circolo oratoriale di garrulli bacchettoni che investe i giornali di scomuniche e ultimatum.
Ultima impresa del Movimento: aver favorito l’eliminazione del concorrente Roberto da Crema dal reality show la Fattoria per via di una bestemmia sfuggitagli durante una diretta in tarda serata (credeva che i microfoni fossero chiusi) col risultato di farsi odiare da milioni di persone: il Moige, non Roberto da Crema. Metodo di pressione già sperimentato in passato: far leva affinchè gli inserzionisti pubblicitari ritirino gli spot. Rappresentatività del Moige: zero, in quanto non hanno iscritti ma solo un numero ridicolo di contatti via internet.
Altre memorabili campagne del Moige: contro lo spot Vigorsol-Air Action” (“erection leggendolo in inglese, cioè erezione”) e contro lo Spot Oransoda (“Degradante l’immagine di questo ragazzo che muove la testa a ritmo del debordante seno che ha davanti”) e altro medioevo”.
[Il Giornale]
 


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E la chiamano estate

Leggo su Attentialcane che lo legge da Giuda Maccablog e mi dico che pensavo ciò proprio ieri sera, quando in Vespa mi muovevo verso il cinema tra le strade di Roma: ci sono indizi incontrovertibili che l’estate è in arrivo.

“Ti accorgi che è arrivata quando sulle strade compaiono i manifesti 20×10 della collezione Parah, e tu rischi l’osso del collo perché guardi Federica Fontana invece del semaforo.”


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Evviva la concorrenza! /2

Il precedente è qui.

Oggi caso ha voluto che – sopra le forze e vincendo una pigrizia infinita – decidessi di usare la pausa pranzo per un tuffo in piscina. Torno negli spogliatoi e chi ti trovo sotto la doccia? Tà-tà! Ma loro, gli agenti immobiliari! Estratto dalle loro conversazioni:

“aho, tòo dico io: a quella je piacciono manici e manicotti”
“mò chiamo er criente e je dico che o firma o se ne vaf…”
“ammazza, bona Cinzia… certo che però na donna che te dice “aho””
“me devo da comprà n’ completo gessato, molto fico”
“stasera jo butto ‘n c…”

Aggiungo che il tipo, oltre ad osservarsi insistentemente le parti basse, si è poi vestito con canotta della salute e slip… Ad ognuno i suoi gusti ma gli slip li trovo non tristi solo indosso a persone over 60, che sono dunque di un’altra generazione e di altre abitudini.

Ora, delle due l’una: o io lavoro in una zona particolarmente degradata e l’agenzia presente nel mio palazzo ne ricalca lo “stile” o la categoria di cui sopra è una categoria inferiore. Non ci son santi. O l’una o l’altra.

Sarà un blog snob il mio…


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Ragionevoli dubbi

Sono quelli espressi da più parti sull’ultimo filmato degli ostaggi italiani. Io con reticenza ho parlato dei fatti precedenti, se non saltando di commento in commento su altri blog. Dunque qui utilizzerò le parole di Rudy che mi paiono sufficienti, chiare, precise:

E’ la domanda che ci siamo posti in molti, ieri sera, guardando l’ultimo filmato dei tre ostaggi italiani. Una domanda che il Foglio rilancia questa mattina in un editoriale dove spiega come “qualcosa non torna” nell’intera vicenda. L’impressione è che in questa storia sia insomma troppo legata all’agenda politica italiana, dal che – scrive Ferrara – si deduce che “bisognerebbe guardare nell’ampio sottobosco” che è stato legato a Saddam ed al suo regime. Gli amici italiani dell’Iraq, quelli che si sono candidati a fare da mediatori, quelli “nel libro paga”, del dittatore, di cui si parlò per qualche giorno mesi fa. Certo è che Umberto Cupertino ha recitato in italiano il suo messaggio. Parole evidentemente concordate da qualcuno che oltre a conoscere l’italiano conosce a fondo le dinamiche politiche del nostro Paese. Un dettaglio che darebbe forza alla tesi secondo cui il sequestro è ormai parte di un un preciso piano politico supportato da strettisimi legami con l’Italia.

Detto questo, altri dubbi in tema Iraq e terrorismo: scandalo in vista per il programma Onu “Oil for Food”; molte ombre ancora sull’attentato di ieri a Damasco.


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Ultim'ora

DERNIERE MINUTE : 20h45 – Série d’explosions à Damas Des explosions et des fusillades nourries se sont produites mardi soir dans le quartier abritant les ambassades à Damas, la capitale de la Syrie. L’agence officielle syrienne Sana indique qu’il s’agit d’une attaque “d’un groupe terroriste”. Un immeuble abritant des bureaux des Nations unies à Damas est en feu selon l’AFP. Aucun bilan n’est encore disponible, mais des témoins font état de victimes (AFP, Reuters, AP)


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Evviva la concorrenza!

Questa mattina ho assistito ad una scena tristissima. Tre pupazzetti di un’agenzia immobiliare con sede nel mio palazzo, appena usciti dal bar per il primo caffé della giornata hanno notato su un palo della luce un cartello della concorrenza.
Ah! Misfatto! All’armi! Così il più alto si è dato da fare fin quando non ha rimosso l’odiato vessillo dell’invasore. La cosa dà da pensare:

  1. saper accettare la concorrenza è la base se non del successo, di una vita lavorativa serena (e – secondo Kotler – la concorrenza è anche molla vitale per la ricerca e lo sviluppo all’interno di un’azienda)
  2. il togliere qualcosa d’altri senza investitura di legge è un atto a mio parere violento, censorio e arrogante; avrei voluto vedere una scena inversa e la reazione che i tre pirla avrebbero avuto nel caso in cui fosse stata un’altra agenzia a rimuovere il loro cartello (questo discorso vale in generale, sempre ed anche in politica)
  3. ma soprattutto: avete presente i classici agenti immobiliari giovani e rampanti? Scarpa di colore improbabile con punta squadrata ma lunghissima (tipo scarpa da clown), pantalone stretto alla caviglia modello “spadaccino”, giacca stretta ed avvitata, cravatta con cuciture in evidenza a mò di imbastitura e nodo di dimensione 1mt per 1 mt, occhiali da sole modello “aho’ quanto so’ fico”, capelli ingelatinati che nascondono circa 500gr di materia grigia, in gran parte sprecata. Argomenti preferiti al bar: calcio, motori, f… (non è filosofia).

Magari capitassero agenti immobiliari come la Stefania Rocca di “L’amore è eterno finché dura“… evidentemente sono solo film.


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Via i baffi!

Verrebbe da prendere il calendario e, partendo dal 1 gennaio senza saltare un giorno, “inneggiare” come Roberto Da Crema ai vari santi e santoni lì meticolosamente ricordati. Tutto perché nell’inutile ma seguito ultimo reality, La Fattoria, il baffo più famoso d’Italia ha perso il posto per aver profferito in diretta una sonora bestemmia.
Gesto esecrabile, forse, ma in linea con un personaggio a mio parere più vero di altri: il sangue gli va alla testa, perde le staffe (visto che parliam di fattoria) e urla il suo malcontento e la sua delusione come fosse in strada. Salvo poi quietarsi, capire dove ha sbagliato e chiedere perdono (anche questo al contrario di altri, vedi miss “porto il cane a spasso” Vento).

Come ha scritto Luca Sofri: anche quelli di Mediaset tornano nel 1870 e bollano Roberto Da Crema con la lettera scarlatta. La cosa che puzza al sottoscritto è che tale decisione sia venuta a seguito delle polemiche sollevate il giorno dopo sui giornali, immagino su spinta delle varie e inutili associazioni di genitori, mamme, bigotti, ipocriti, porporati e chi più ne ha più ne metta. Insomma, un’Italia di Santi…