Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Diamo i numeri

Questa sera, finalmente, incrocio dopo almeno dieci giorni (e son tanti, vista la media) il poro Bobo, ex blog cugino. Nonostante la notizia sia piacevole, l’aver passato tutto il giorno su previsionali e prime note, piani industriali a tre anni e piani di pagamento mi ha messo di pessimo umore.
Ci vuole un antidoto. Forse una poesia.

¡Si me llamaras, sí;
si me llamaras!
Lo dejaría todo,
todo lo tiraría:
los precios, los catálogos,
el azul del océano en los mapas,
los días y sus noches,
los telegramas viejos
y un amor.
Tú, que no eres mi amor,
¡si me llamaras!
Y aún espero tu voz:
telescopios abajo,
desde la estrella,
por espejos, por túneles,
por los años bisiestos
puede venir. No sé por dónde.
Desde el prodigio, siempre.
Porque si tú me llamas
«¡si me llamaras, sí, si me llamaras!»
será desde un milagro,
incógnito, sin verlo.
Nunca desde los labios que te beso,
nunca
desde la voz que dice: «No te vayas».

Pedro Salinas, La voz a ti debita (versos 102 a 126)

PS: la traduzione qui, ma vi consiglio l’intera opera in edizione Einaudi (mi sembra).


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E son botte…

Marcenaro pesante sul Foglio (via Luca Sofri). Prima col Giornale: 

Tutto il rispetto del mondo per Mario Giordano, editorialista e direttore. Se va pazzo per gli ergastoli, è un suo diritto. Odia Sofri? Comprensibile. La cosa non ci piace, eppure è comprensibile. Importante è capire. Giordano ha terribilmente sofferto la sinistra. Era piccolino, vivacetto, tanta voglia di emergere. Gli capitò tra capo e collo quel disinteressato di Gad Lerner. La televisione, il palcoscenico, Milano-Italia. E che fece di Giordano il grande Lerner? Lo prese , lo mise in bicicletta, gli disse. “Adesso fammi il circo”. Lui lo fece, girò, rigirò, si adattò e sotto le telecamere, con un discreto share, e meditò la vendetta. Lerner era amico di Sofri. Il giovane ciclista scrive sul Giornale. Due più due fa finalmente quattro. Troppo poco maudit.

Tutto il rispetto del mondo per Marcello Veneziani, editorialista del Giornale e consigliere Rai. Veneziani va veramente scusato, se ce l’ha con Sofri. Si mette lacipria, si mette i foularini, parla come Flores, scrive come Flores, pensa su molte cose come la pensa Flores, indossa le Tod’s e dicono che è fascista. Molto fascista. O trova il modo di fare il fascista da qualche parte, o passa per una checca di San Francisco. Non conoscendo bene Lerner, prova a fare il fascista con Sofri. E, bisogna ammettere, ci riesce.

Poi con l’Indipendente (di)/(e con) Giordano Bruno Guerri:

Ma che coraggio, ma che autoironia, ma che prova di spiritosa audacia, di impavida autoirrisione, di spregiudicata baldanza, di canzonatoria prodezza. Chi? Ma come chi? Ma l’Indipendente, cari, il quotidiano nuovo uscito il 1° aprile, non a caso nel giorno degli scherzi, diretto dal Pitigrilli dei piccoli il quale, come lancio per l’esordio, si è scelto la seguente: “Indipendente fino all’ultima riga”. Fino all’ultima riga. Come se qui la partenza fosse stata: “Esce il Foglio, grasso che cola”. Non abbiamo avuto fegato. Loro lo hanno avuto. Chapeau. Ma davanti a un simile coraggio e a tanto humour, scappa di dare una mano al Pitigrilli. Contributo alle prossime campagne: “Indipendente, non si perde una pista”. “Indipendente, tanta farina e tutta del suo sacco”. “Indipendente, il quotidiano che vi dà la polvere”. “Indipendente, la cipria sulle notizie”. “Indipendente, il giornale che fiuta e rifiuta”. “Indipendente, dove mai il commento si ritira, piuttosto tira”. E altre ancora ce ne sarebbero. “Indipendente, per una destra ad alta tiratura”, per esempio. Ma poi perché, provando a ripensarci, insistere con Indipen-dente? E chiamarlo Indipe-naso?

Alè.


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TicketOne… e One resterà

Piccolo sfogo personale. Ho acquistato due biglietti per il prossimo concerto a Roma di Vasco Rossi e per risparmiare tempo ho scelto di utilizzare il sito TicketOne. Tutto bene, fino a quando – mea culpa – decido di leggere meglio cosa vuol dire ritirare i biglietti al botteghino: il ritiro è possibile solo un’ora prima del concerto (mentre i cancelli apriranno 5 ore prima!).

A questo punto decido che vale la pena aggiungere qualche euro al costo del biglietto e usufruire del corriere espresso per averli prima in mano ed accedere quando voglio alla curva. Conscio del mio errore nel non aver letto con la dovuta attenzione le condizioni d’acquisto, scrivo al customer care di TicketOne chiedendo se, dietro pagamento anticipato della differenza, posso modificare la SOLA modalità di consegna dei biglietti. Non chiedo un diverso settore, un altro biglietto o la rinuncia al medesimo; chiedo solo la spedizione del titolo, due mesi prima dell’evento.

Qual’è la risposta di TicketOne? Che ho accettato le norme e che queste prevedono transazioni definitive e non modificabili, con tanto di citazione dell’articolo contrattuale e della legge che non prevede diritto di recesso. Recesso? Ma io non voglio recedere! Voglio solo che tale biglietto sia consegnato al corriere piuttosto che al botteghino. Pago. Pago anche il doppio se c’è una penale, no problem. Non si può invece. Le regole sono regole…

Compare come per magia sul sito anche il seguente avviso:

“Informiamo tutti coloro che hanno effettuato degli acquisti on line o tramite call center, che NON E’ POSSIBILE VARIARE LE MODALITA’ DI RITIRO/SPEDIZIONE.”

Ho capito, ho sbagliato. Ma ci vuole tanto ad accontentare un cliente che chiede solo una variazione minima del suo ordine? Io non penso. Io penso che sia un pessimo esempio di relazione azienda-cliente. Penso sia il modo migliore per chiudere futuri rapporti e farsi una pessima pubblicità. Penso sia il mio primo acquisto su TicketOne. E penso sarà l’ultimo.


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Uno sguardo lucido al passato

Adriano SofriQuello di Adriano Sofri oggi sul Corriere. Merita una lettura, come sempre. Alcuni stralci per ingolosire i più pigri:

“Tutto partì da Piazza Fontana. Poi lanciammo la prima pietra (…) Noi oggi ci comportiamo nei confronti del racconto di piazza Fontana come se allora fossimo stati degli innocenti che dunque avevano il diritto di tirare la loro prima pietra. (…) Poi quando l’hai scagliata non sei più innocente. E non a caso poi ne tiri un’altra e un’altra ancora. Fino a divenire un lanciatore di pietre. Quasi un lapidatore: persino a noi successe. (…) Lo choc della strage per noi fu fortissimo (…): ma tuttavia eravamo militanti politici con una grande voglia di fare la rivoluzione da tanti anni. Questo rende contraddittoria e parziale quella definizione di innocenza (…)”

Intanto la polemica istituzionale monta: dopo la pubblicazione della lettera inviata da Ciampi al ministro “Saltelli”, quest’ultimo ha risposto che istruirà la pratica “per cortesia” ma che giammai la controfirmerà. A leggere il Corriere ci regala anche un’insopportabile pezzo da operetta: prima smentisce di aver ricevuto la lettera, poi – messo alle strette – dichiara di aver trovato OGGI la lettera in ufficio. Complimenti.


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L'ermo Colle…

Ricordo ancora la lettura dell’accorato post di Antonio Tombolini, l’editoriale dell’Elefantino, poi ho seguito l’appello di Marco Pannella, infine ecco che s’odon lievi segnali dal Colle:

“Caro ministro, in adesione alla richiesta di conoscere la conclusione di tutte le istruttorie in materia di grazia, da me rivoltale con lettera del 15 ottobre 2003, Ella mi ha inviato le relazioni concernenti 26 casi ad esito negativo. Tra queste relazioni è compresa quella concernente le istanze di grazia in favore di Ovidio Bompressi, che hanno seguito un iter molto complesso, nel corso del quale sono maturate, tra l’altro, conclusioni non univoche dell’Ufficio ministeriale competente.

Ritengo, pertanto, necessario un approfondimento del caso e, a tal fine, le chiedo di volermi trasmettere i fascicoli delle istruttorie condotte. Nel contempo, tenuto conto che la posizione processuale di Ovidio Bompressi è connessa a quella di Adriano Sofri – per il quale, come è noto, è stata ed è tuttora da più parti sollecitata la concessione di un atto di clemenza – la prego di farmi conoscere se Ella abbia fatto svolgere sul punto attività istruttorie e, in caso positivo, di inviarmi, con la notizia del loro esito, la completa documentazione. Nell’ipotesi che sul caso Sofri non ci sia stata istruttoria, la invito ad aprire la procedura prevista dall’art.681 del Codice di procedura penale e, alla conclusione della stessa, inviarmi il relativo fascicolo.

Concludo questa mia lettera rilevando che dall’ottobre scorso non sono stato informato della negativa conclusione di altre istruttorie relative ad istanze di grazia. Debbo ritenere che nessun altro provvedimento in materia sia stato da lei adottato dopo quella data. In caso contrario, le sarò grato se vorrà disporre per la trasmissione alla Presidenza della Repubblica della relativa documentazione.

Con viva cordialità. Carlo Azeglio Ciampi”.

Il Ministro “Saltelli” mostra la solita apertura, intelligenza e rispetto delle Istituzioni (ndr, potrei essere ironico).


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Blob

Ieri sera a Blob un filmato dell’Istituto Luce che presentava il Duce a torso nudo (e pantaloni ascellari modello Fantozzi) mentre, in piena autarchia, di fronte ad una folla di contadini, mieteva il grano. La voce narrava le eroiche gesta ed infine… “in cinque ore di lavoro ininterrotto, il Duce ha riempito 35 sacchi di grano!”. Ecco, mi ha ricordato Fascisti su Marte:

Sopra un prototipo di missile tedesco
con sei gallette cadauno come desco
i nostri eroi van dritti al cuor della marziana
le verdi antenne al nostro duce piegherai

fascisti su marte!
Rosso pianeta bolscevico e traditor
fascisti su marte!
con un moschetto e un “me ne frego” dentro al cuor!
siamo incredibili!
siam sommergibili!
siamo gli ignifughi
irrevocabili
conquistator!
del sangue ecco l’odor
ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem!
Fascisti su marte!
Pianeta rosso aspetta che veniam da te
Fascisti su marte!
noi ti daremo un altro duce e un altro re!

PS: mi ha ricordato anche il Tg di Fede, ça va sans dire…


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Fratelli d'Italia

Poco fa in tv, undici giocatori della nazionale simulavano il canto del nostro inno consci che le telecamere li stavano riprendendo e che ogni volta che non lo fanno riparte una sterile quanto feroce polemica. Una domanda: chi ha deciso che se non canto l’inno vuol dire che me ne catafotto della “patria”? Magari sono solo stonato. O ermetico. Ecco, continuiamo coi falsi problemi, così dimentichiamo quelli seri e…


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Nuovi mentori…

Ho trovato oggi a pranzo il mio nuovo guru: una lattina di chinotto. Su di essa questi pensieri:

Chi segue gli altri non arriva mai primo
(Anonimo)

Prendi la direzione opposta all’abitudine e quasi sempre farai bene
(J.J. Rousseau)

Non aderisco all’opinione di nessun uomo: ne ho alcune per conto mio (I. Turgenev)

Ogni volta che la gente è d’accordo con me provo la sensazione di avere torto (O. Wilde)

Ecco, la prossima volta non aprirò un libro di filosofia, ma proverò a bere una Fanta.  I tempi cambiano e bisogna aggiornarsi, evidentemente…