La notizia dell’attentato odierno è devastante. Ci esplode vicino come quella delle Twin Tower. Era il giorno 11 allora; è l’11 oggi. Questo post non vuole però commentare la notizia, esprimere cordoglio o macchiarsi di simpatie verso il movimento indipendentista basco: vuole mettere nero su bianco quanto è passato, per frazioni di secondo, nella mia testa oggi.
Ho pensato ad Aznar e soprattutto alla sua famiglia, da quanto so vicina per simpatie al franchismo. Ho pensato che l’attuale governatore della Galizia è stato ministro del governo Franco. Ho pensato che il partito popolare era sfavorito nelle imminenti elezioni e forse avrebbe perso maggioranza e potere. Ho pensato che la ricerca di un nemico rafforza il potere consolidato e libera le sue mani nella negazione della democrazia e nella repressione. Ho pensato che l’Eta non aveva mai agito così e che non solo non ha rivendicato l’azione, ma l’ha condannata. Il ministro dell’interno ha però subito bollato la cosa come terrorismo interno.
Infine stasera le notizie inquietanti dei ritrovamenti e delle rivendicazioni che legherebbero le esplosioni al terrorismo di matrice araba, a Bin Laden e alla sua Spectre. Non sappiamo ancora nulla. Sento però che tutti questi dubbi che ci vengono in mente, queste fantasie perverse di macchinazioni e disegni stragisti del potere, questo leggere con malizia ogni notizia che ci arriva, questo pensare sempre male e peggio… ecco, è da persone che ne hanno sentite e viste troppe, che hanno perso parte della loro fiducia. Che hanno perso la loro ingenuità.
I misteri svelati o semisvelati, la P2, l’Italicus, Piazza Fontana, il DC9 Itavia, Enrico Mattei, l’omicidio Moro e tutti gli altri “affaire” italici (per limitarci alla nostra terra, che in questo è di certo generosa) ci hanno tolto l’ingenuità, il pensare che “a” sia “a” e “b” sia “b”. La rivorremmo indietro, grazie.
Lo sapevamo già: a breve uscirà
Ho letto giusto ora il