Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Florence & Hussein

Florence e HusseinLa reporter di Libé e la sua guida, sono in ostaggio dal 5 gennaio. Sono tanti, troppi giorni. Così tanti che lasciano dubbi sulle reali speranze di rivederli sulla prima pagina di un giornale sorridenti e liberi. Sul giornale francese, un dossier sempre aggiornato sul caso e sulle manifestazioni a sostegno dei due rapiti.

Due notazioni: quando rapirono la Sgrena, solo allora, nelle nostre piazze comparvero i volti di Florence e Hussein. Liberata lei, liberati tutti, un vizio tipicamente italico. Secondo: oggi l’Iraq in sé, non fa più notizia; il ruolino di marcia delle esplosioni e delle vittime ha reso “normale” le notizie di attentati, sofferenza ed occupazione militare. Personalmente passo oltre e quasi non leggo più che i titoli. Follie del nostro tempo.

Assuefazione.


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Fumo passivo

Citazione dal film Eccomi qua, di Giacomo Ciarrapico, di cui ho casualmente rivisto un trailer:

“Tu lo sai cos’è il fumo passivo? Un terzo delle sigarette che ti fumi tu, me le fumo anche io”
“Se permetti girano i coglioni a me! Perché un terzo delle sigarette che mi compro io te le devi fumare tu?!”


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Le comari

Ieri sera sono uscito a cena con Bobo. Un’enoteca carina, zona Trastevere, tavolini all’aperto e l’idea di scambiare qualche chiacchiera davanti ad un piatto. Vuoi per gli accadimenti personali di questo periodo, vuoi per le ultime polemiche sull’euro, vuoi infine per frustrazioni comuni sulla vita da condurre, è la seconda volta che ci ritroviamo a discorrer come due comari al mercato. “Signora mia, ma ha visto quanto costano ormai le zucchine?”. Il passo era quello.

Però abbiamo ragione, con buona pace dell’Istat e del nostro Premier, che ha infatti poco da preoccuparsi visto che ha investito sul mattone, unica – sembra – certezza di questo decennio (Maldive, Sardegna, ecc.). Una rapida disamina di alcuni annunci su giornali di settore ci ha lasciati a bocca aperta: due stanze, cucina e bagno in zona centrale, 900mila euro. Mi faceva notare Bobo che se scrivono “centrale”, di sicuro non è Piazza di Spagna… e che se ogni stanza fosse grande come un campo di calcio, anche qui, probabilmente, lo avrebbero detto. Un appartemento da single sfiora i due, dico due, miliardi di vecchie lire. Sarà un prezzo da pazzi, un annuncio sopra le righe, ma vi assicuro che il mercato immobiliare romano cresce a vista d’occhio e rasenta la follia.

Da qui mi viene in mente la pubblicità di molte banche che oggi consentono l’accensione di mutui con un anticipo del 5% o addirittura senza anticipo, quando ricordo invece bene che anni fa dovevi necessariamente partecipare in misura maggiore all’acquisto di una casa. E’ cioè evidente che oggi una persona “normale” non può permettersi nemmeno l’anticipo di un’abitazione!

Veniamo alle banche. Il mio primo libretto di risparmio era in una filiale Cariplo a Roma. Ricordo ancora che misi centomila lire e che a fine anno, tolte le spese, avevo qualche migliaio di lire in più sul conto, i cari vecchi interessi. Bene, oggi quasi tutte le banche si stanno adeguando ad un altro concetto: non sono loro a doverti ringraziare per i soldi che gli affidi ed a pagarti di conseguenza, ma siamo noi a doverle pagare con “convenientissimi” canoni mensili! Insomma, metti i soldi in banca e dopo un anno te ne trovi meno, molti meno.

Ne hai meno anche se utilizzi carte di credito o carte di consumo oppure rateizzi gli acquisti: in ogni caso stai intaccando le tue disponibilità future, indebitandoti con qualcuno e non sarai libero al momento che vorrai di lasciare tutto e cambiare vita. Il sistema ti avrà conquistato. Considerati però gli stipendi di oggi (e molti nemmeno li hanno, disoccupati o randagi del lavoro che si scrive “flessibile” ma si legge “sfruttamento”), forse non ci sono altre strade per arrivare a fine mese.

Ultima considerazione. Ricordo ancora quando uno stipendio da 3 milioni di lire era un signor stipendio. Beh, oggi con millecinquecento euro, campicchi, togliendoti qualche sfizio ma non mettendo da parte nulla. Parola.

Tutto questo fa incazzare ed oggi paiono ridicoli i detrattori dell’ultim’ora della moneta unica (leggasi Maroni & co.). Il problema non è l’euro in sé, ma come è stato gestito in Italia, con quali controlli, con quali accortezze. Se penso che l’Istat sta ancora “studiando” in quale punto della filiera agroalimentare si siano impennati i prezzi delle zucchine… ho poca speranza in un miglioramento. Anzi, percepisco sempre di più la follia del nostro oggi.


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Non tener le fascine

A tutti noi, è sempre stato consigliato di riflettere molto prima di parlare, anzi, di contare fino a dieci (o a cento, dipende dall’impulsività di ognuno) prima di profferir motto. Ecco, possibile che nessuno abbia insegnato tale regola ai cari amici dell’Ulivo-Unione-o-come-cavolo-si-chiamerà-nel-2006?

E a Rutelli, che non ne manca una per dimostrarsi camaleontico, anche sui referendum, pur di raccoglier voti?

Rutelli gondoliere


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Referendum

Personalmente, mi sto documentando. Tanti sono i motivi che mi spingono verso il “si”, ma uno rafforza più di tutti le mie convinzioni. C’è stata una vera e propria invasione di pubblicità su riviste, giornali e manifesti distribuiti capillarmente sui muri della città, un’overdose della parola “vita” sprecata senza ritegno e senza evidenze scientifiche, strumentalmente; una potenza/violenza mediatica dal sapore “vagamente” cattolico.

PS: vista l’ingerenza della Chiesa nella vita politica di uno Stato laico, suggerirei di non destinargli l’8 per mille sulle prossime dichiarazioni dei redditi… io ho sempre preferito lo Stato italiano, dovendo proprio mettere una firma, e dunque sarò coerente anche stavolta. Voi, pensateci.


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Cercarsele

Vivaddio ogni tanto qualche dossier “segretissimo” esce allo scoperto e fotte chi aveva deciso di non diffondere per interessi i risultati di indagini od esperimenti. E’ il caso del mais transgenico della Monsanto che dagli esperimenti condotti su topi e farfalle ha dimostrato di essere non solo pericoloso ma provatamente dannoso. La Monsanto minimizza al limite del ridicolo: “ Le anomalie nei topi (…) non hanno significato e rispecchiano le normali variazioni all’interno di un gruppo di tale entità”.

Io penso che la storia non ha insegnato nulla all’uomo. E resto spaventato dagli interessi economici, primo ed unico motore dell’etica a quanto pare di multinazionali e industrie.

PS: lo so, da me certi moralismi paiono eccessivi…


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Il pensiero debole

Pare che un’intervista di Gianni Vattimo su Vanity Fair (ah, però…) abbia fatto scalpore. Tra le righe si legge una confessione di Vattimo che si dice innamorato, e troppo tiepidamente ricambiato, di un ventenne “cubista”.

Che fosse gay tutti lo sapevano, ma dichiarare la propria passione per una persona che ha 49 anni di meno ma soprattutto lavora come “cubista” in una discoteca, anche alla sinistra più illuminata dev’esser parsa una schifezza.

A me, sinceramente e detta fuor dei denti, “frega ‘na sega”. Saran pure fatti loro. A me preoccupa più il fatto che le idee politiche di Vattimo negli ultimi anni siano inascoltabili!


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Di tutto un pò

Oggi non pensavo di scrivere. In qesto periodo ho molti impegni di lavoro, tali e tanti che sconfinano sempre più spesso negli orari e nei pensieri di solito dedicati al “privato”. Il blog è la prima vittima, come lo è Internet nei momenti di crisi economica per le aziende. Però poi ho letto un pò di cose in giro, ne ho ascoltate altre e – ma guarda un pò – proprio non ce l’ho fatta a tacere.

La dichiarazione di Berlusconi post elezioni di Catania è incredibile. Dire che se si impegna direttamente ed in prima persona per una campagna elettorale, allora vince, non tiene conto del fatto che Catania viene dopo una carrellata di insuccessi quasi infinita né del suo impegno per le regionali nel Lazio, che c’è stato (senza successo). Soprattutto però mostra quanto sia pieno di sé, arrogante nei confronti della sua stessa maggioranza, già pronto a farla “pagare” alla fronda centrista.

Un’arroganza che ieri ho sentito anche dalla Prestigiacomo presente a Ballarò e che nei primi minuti è stata quasi insopportabile, a prescindere da come la si pensi politicamente, o oggi nell’intervista a Scapagnini, neo sindaco di Catania, sul Corriere: evidentemente un imprinting che danno ai forzisti.

Lunedì sono stato all’Auditorium di Roma per ascoltare Francesco Guccini parlare di sé, intervistato da Castaldo e Assante. Io non ho miti né eroi ma da Francesco, pur simpatico, mi attendevo di più. Molto di più anche dai due giornalisti tanto osannati in Italia e che hanno condotto un’intervista a dir poco banale. A Francesco solo un appunto per non aver saputo resistere a qualche battuta politica scontata, che ha fatto contenti solo i no global presenti. La chiamerei la sindrome di Tafazzi della sinistra, l’autocompiacimento, la conventicola. Ecchepalle! Intendiamoci, Guccini è intelligente, spiritoso, lucido e “spesso”. Pretendevo di più.

Infine, leggo e condivido un paio di interventi di Beppe Grillo sul suo blog, qui e qui. La nostra informazione fa discretamente schifo.

Ieri per lavoro ho pranzato con altre persone in un posto mal frequentato: Palombini all’Eur. E’ un bar con tavola calda ma se la tira come fosse la Casa Bianca. Per ordinare un caffé abbiamo dovuto chiedere a tre camerieri diversi, ognuno differentemente vestito, tutti a risponderci che no, dovevamo chiedere al cameriere, non certo a loro. E loro, camerieri, chi erano? Bon, chiediamo infine a quello giusto che li porta e poi dice con tono algido e senza guardarci in viso: “Però dovete ordinare ad un solo cameriere, altrimenti li preparano due volte”. E scocciato andarsene. Ero lì per lavoro, dunque ho assecondato il silenzio basito dei commensali. Ma giuro, fossi stato solo mi sarei alzato, avrei preso la sedia e l’avrei ben assestata sul viso del pirla. Occorre iniziare ad educare le persone…


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Alitalia.it ko/2

Sono senza parole. Dopo la notizia che ieri il sito Alitalia.it era irraggiungibile via Internet, ho provato per il resto della giornata a controllare e anche questa mattina ho fatto continue verifiche anche da punti diversi della Rete. Risultato: il sito dove poter controllare gli orari, acquistare biglietti e verificare l’accredito delle proprie miglia, è irraggiungibile! La cosa già mi lascia interdetto: come è possibile che una compagnia aerea grande resti irraggiungibile per così tanto tempo? Soprattutto quando stanno facendo pubblicità a tutto spiano sulla convenienza di usare il web per le proprie prenotazioni?

Così telefono al call center, assistenza web. E capisco tutto… La risposta dell’addetto è a dir poco spiazzante: “Beh, veramente il sistema web di Alitalia non ha mai funzionato bene”… “Riprovi più tardi comunque…”…

Strabuzzo gli occhi. E penso che un fallimento potrebbe essere cosa buona e giusta.

Aggiornamento: nel pomeriggio è tornato tutto a posto, salvo mancare ogni riferimento al problema e presentare qualche piccolo cambiamento grafico…


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Porto d'armi

Questa mattina giro placido con la mia Vespa per venire in ufficio. Sento alle calcagna un isterico “giovanotto” su uno scooter che al semaforo continua a sgasare, non si capisce bene perché, e a dare segni d’impazienza. Pirla, è rosso, dove cazzo vuoi andare?

Non contento, appena fa verde scatta come fosse a Monza (qui ci starebbe bene la citazione di Califano: “pare de stà a Monza, la gente fa a gara a chi è più str…”).

Nello stesso momento, in piena traiettoria, un signore anziano e sicuramente poco “a posto”, sembra rinunciare all’attraversamento che si fa pericoloso, e indeciso resta a metà della strada, annunciando un rientro sul marciapiedi. Dove rischia però di non giungere mai: il pirla non ha alcuna intenzione di rallentare e lo liscia di nulla, pochi centimetri in cui si vede la giacca del poveretto maltrattata dallo scooter.

Insomma, ho quasi assistito ad un investimento in piena regola. Scioccante. Scioccante che il pirla in fondo avesse anche da ridire: sì, il signore non era molto lucido ed era in mezzo alla strada, ma tutte le persone normali avrebbero rallentato ed evitato di puntarlo al corpo. Un cretino, insomma. Come molti scooteristi che non si rendono conto di avere sotto al culo un’arma, di vivere in una città fatta anche di pedoni e di non essere, miei cari, dei motociclisti. Se lo foste, sapreste guidare, forse.

Che il pirla si schianti da solo contro un palo, al più presto.