Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Internet uguale pedofilia

Ci risiamo: arrestato in Italia un ragazzo di 26 anni per apologia dei reati di pedofilia. Ora che si possa parlare di “pedofilia culturale” e difenderla mi sembra a dir poco ributtante, dunque non starò qui a difendere la persona e le sue gesta; l’arresto mi sembra però una misura preoccupante, abnorme, cieca.

In primo luogo questo ragazzo si limitava, sul proprio sito web, a istigare e giustificare la commissione di reati di violenza sessuale sui bambini. Una cosa orribile, ça va sans dire. Però la polizia non ha trovato né filmati, né foto, tantomeno prove di reato. Dunque il reato ascritto è quello di apologia, puro e semplice.

Come giustamente fa notare Antonio Tombolini,

La notizia essendo di grande rilievo ed estremamente preoccupante, viene confinata dalla stampa nelle ultime pagine di cronaca, quando c’è.

Ed è vero: io l’ho trovata con un pò di difficoltà su Repubblica, mentre questa mattina all’alba l’avevo sentita leggere in radio (dal giornale City). Chiaramente essendoci di mezzo Internet la lettura giornalistica del fatto punta su due dei grandi mostri del terzo millennio: la pedofilia e Internet (per fortuna Bin Laden non è stato tirato per le vesti, stavolta). Sempre Tombolini:

Ora uno (e io tra questi) può avere in odio la pedofilia quanto vuole. Salvo che quanto più l’ha in odio, tanto più dovrebbe informarsi, e sapere che più del 95% dei casi di pedofilia ha a che fare non con internet, né col mostro perverso, ma con le persone e gli ambienti più familiari al bambino (scuole, oratori, collegi, e soprattutto la famiglia stessa).

Ecco: io ho paura di questo vuoto garantista, di una giustizia poco razionale, della ricerca del nemico della società, del mostro; del giornalismo strabico, che perde alcune notizie e ne distorce altre; di chi pensa che simili notizie siano svolte storiche in positivo.


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New entry in Vespablog

Ufficialmente iscritto Antonio Tombolini nella community Vespablog, che stenta a decollare ma che vanta persone speciali nelle sue fila. Dunque, un benvenuto da tutti i partecipanti!

Vespablog vuole essere una comunità virtuale di blogger che hanno una Vespa, di qualsiasi tipo e periodo, con cui hanno possibilimente viaggiato un poco e che sono in grado di passare sopra alle scomodità del mezzo per apprezzarne invece tutte le indubbie qualità. Per quelli che uno scooterone farebbero fatica a girarci sopra; per quelli che una volta nella vita hanno caricato i portapacchi con tenda e sacco ed hanno macinato chilometri; per quelli che vorrebbero incontrarsi non solo sul web e che una passeggiata su due ruote in compagnia la farebbero volentieri; per quelli che hanno un posto libero per il banner. Insomma, per tutti voi.

Per chi invece ancora non fosse iscritto, può farlo molto semplicemente qui.


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Sua Eminenza, l'Ipocrisia

Ho letto giusto ora il post di Tombolini su come si è miseramente conclusa la vicenda dell’invito a Sofri nel Duomo di Milano. Si è conclusa male, nel peggiore dei modi, con cecità ed ipocrisia. Con speranze tradite (anche nostre). L’articolo è particolarmente bello, per cui tentare di replicarne le motivazioni qui sarebbe esercizio destinato al fallimento. Vi invito però, poiché ordinar non posso, a leggere il pezzo
Spero vi faccia star male come sono stato io.


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Banzai

Ieri sera sono uscito a cena. Ho pagato una tangente in sushi e sashimi, con molto piacere visto che personalmente – oddio come sono banale – adoro la cucina giapponese. Questa volta ho optato per uno dei due ristoranti più rinomati sulla piazza di Roma, Hasekura.

Pesce delizioso, freschissimo, ottimo. Va di moda il sushi, questa è l’unica cosa che mi lascia contrariato; tanto di moda che il locale, minuscolo, era pieno di “vip”. C’era un attorucolo visto in una fiction tv, una pseudo modella, Pamela Prati e lei.
Lei è mooooltoo carina…


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Il peso dell'estetica

L’estetica guida molte mie scelte. Il gusto, l’aspetto, la bellezza entrano in lotta spesso con la funzionalità quando mi accingo a scegliere ed acquistare un oggetto. Questa lotta spesso porta ad ottimi compromessi, altre volte penso invece comporti l’acquisto di prodotti più costosi o meno funzionali.

Impossibile però muoversi diversamente, se la bellezza è una delle leve che ci muovono. Questo discorso mi è tornato alla mente (ne avevamo già parlato con  Leopardo una mattina a Firenze) negli utimi giorni: mi sto accingendo ad un trasloco e per la nuova casa mi sono accorto di non esser capace di acquistare oggetti brutti, ma economici. A partire dalla cucina, una Silverbox di Ernesto Meda. Al frigorifero, completamente in acciaio inox. Al letto, un futon giapponese. Un salto da Mondo Covenienza ed avrei risparmiato tanti bei soldini. Avrei però vissuto in un ambiente meno accogliente, meno bello.

Altro caso (tendi le orecchie Rudy): da un mese circa ho dovuto riacquistare il notebook con cui lavoro, a seguito del furto subito una notte in ufficio. Per questioni di urgenza e di economie alla fine ho preso un ottimo Acer, funzionalmente ineccepibile. Ora mi trovo a doverne acquistare un secondo, in sostituzione dell’altro pc rubato nella stessa sfortunata notte. E mi chiedo se non prendere uno più bello, sostituendo ancora una volta il mio. Magari meno performante ma più bello. Bella idiozia, no? E così il complesso di inferiorità di un utente Pc nei confronti di un utente Mac è riesploso. L’unica cosa che mi salverà dal grande salto sarà forse il prezzo, ancora molto alto dei notebook Apple, la minor facilità nel reperimento del software (che peraltro mi sembra costare anche di più), l’annoso problema delle compatibilità con il mondo Pc (poiché lavoriamo in reti di soli Pc, sia client che server) e la pigrizia nel dover reimpararne la gestione.

Ho l’impressione però che prima o poi cadrò nella rete. Perché alla bellezza non resisto…


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Il signore degli orpelli

Questo fine settimana grande abbuffata di cinema: ho iniziato venerdì con “Sotto falso nome“, proseguito sabato con “L’amore è eterno finché dura” e domenica con una maratona de “Il sognore degli anelli”, prima e seconda parte. La terza questa settimana.

Il primo è interessante, con ottime recitazioni (adoro Auteil da Un cuore in inverno), una trama non banale, scenografie e musiche (Ludovico Einaudi) quasi perfette. Qualche vuoto ogni tanto. Riempito a dovere da Anna Mouglalis.

Verdone è stata una scelta fatta quasi per caso, nella convinzione del solito filmetto banale degli ultimi anni del regista. Invece mi è piaciuto: ha ritmo, battute intelligenti, soggetto tipico di questo periodo ma non banale. Soprattutto ritmo. Nessun vuoto e nessuna noia durante la proeiezione.

Infine “panzata” del Signore degli anelli. Continuo a non comprendere il perché del caso. Attendo il terzo episodio per ricredermi o pensare che sia un inaudito polpettone…


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Attualità cercasi

Dopo gli ultimi post polemici, ironici e canzonatori ma lontani dalla cronaca, Lebowsky ha bisogno di tornare all’attualità. Scendo di casa, monto in Vespa e me ne vò tranquillo tranquillo verso l’ufficio. Su un muro un nugolo di manifesti attaccati nottetempo. Due nomi campeggiano in alto, Sofri-Priebke; più sotto data, luogo e ora di una specie di raduno; ancora più piccolo, forse per vergogna dovuta, una frase del tipo “per una giustizia uguale per tutti”.

Ma siamo scemi?


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Ho trovato il Mullah Omar

Non ci ho dormito: ad esser buono e corretto proprio non ci riesco. Così questa mattina mi rovino definitivamente la reputazione con il Mullah Omar, che non ha affatto gradito i miei due post “Pirla74 cerca Idiota69” (qui e qui) e per questo mi ha scritto un paio di mail, gentili ma esternanti – a dir suo – un forte disagio.

Ho risposto sempre in privato, per correttezza. Però non so proprio tratteneremi dal divulgare la querelle, cui ho pensato ieri sera dopo l’ultima sua risposta. Ecco dunque la discussione svelata: in primo luogo il Mullah ha subito messo in chiaro che no, lui non ha mai inserito un annuncio su certi siti, però si trova in disaccordo con me che irrido chi lo ha fatto. Avete presente la persona che ti dice: “sai, ho un amico che ha fatto questa cazzata; secondo te cosa dovrebbe fare?”. Ecco, al 99% dei casi quello che ti parla è l’attore principale della vicenda, l’autore della cazzata. Dunque il dubbio che tra gli annunci derisi dal sottoscritto fosse presente sotto falso nome il Mullah è più che lecito.

Un suo consiglio dispensato generosamente: se non ti piace quel mondo non lo frequentare. E perché? In fondo non ho citato nick precisi, non ho messo alla gogna nessun singolo: semmai una moda, una realtà nuova che posso liberamente ed in autonomia non condividere. Con questo ragionamento allora non potrei nemmeno vedere Sanremo in tv, se poi finisco per criticarlo.

Mi viene rimproverata una mancanza d’affetto verso le persone che inseriscono i propri annunci su Incontri o Match o simil siti. Affetto? Ci ho mai cenato assieme? Gli debbo qualcosa? No. Il buonismo fa danni caro Mullah. Meglio un pò di sano cinismo, dammi retta. Preferisco le mie battute, di cattivo o buon gusto, al grigiore del non commento, del non prunciarsi, dell’ok ci va bene più o meno tutto.

Infine viene criticata la mia attenzione eccessiva alla grammatica, che dovrei – secondo lui – rinfacciare solo a chi dovrebbe saperla. Cioè? Chi scrive annunci è dispensato dalla conoscenza dell’italiano o è una persona di serie B? Ecco, forse il tuo giudizio è presuntuoso, non il mio. Per la grammatica ti rimando a questo post di Giulia, secondo paragrafo.

Infine, please, il parallelismo tra un blog ed un annuncio non regge. Datti pace, ma proprio non regge. E nemmeno lo argomento.

Dunque, a dispetto di tali appunti mossi nei miei confronti, e tenuto conto dell’incitamento sincero di Lelina e Attentialcane, di Mattonella e Spike, sarò ancora più motivato al terzo episodio della saga. Arriverà succulento, prima o poi.

Ahhh… Adesso sì che mi sento più leggero e tranquillo. So che te la prenderai, pazienza; io sono finalmente tornato nei ranghi, bastardo quanto basta per piacermi.