Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Tzunami marrone (o al lupo al lupo 2)

Uno.
Nella pozza di cacca in cui avrebbe dovuto “navigare” Ferrara è stato lanciato un sasso e l’onda sta sommergendo tutti i media, cosa un pò imbarazzante perché come al solito la dice lunga sullo stato della nostra società e sull’attenzione alle questioni di contorno piuttosto che ai problemi reali.

Due.
Il fatto che le parole non sono pietre ma nemmeno aria, è avvalorato dal numero di commenti accidiosi, volgari, violenti e stupidi che via via si stanno assommando in blog e giornali. Luttazzi ha lanciato parole, gli altri si preparano a scagliar pietre. Facendo peraltro un pessimo servizio al loro “assistito”.

Tre.
In una società civile la libertà non è infinita ma si misura sul rispetto delle regole di convivenza e non solo delle leggi. Ovvero, ci sono leggi non scritte, legate al buon senso, al rispetto reciproco e alle abitudini acquisite, parimenti importanti. Insomma, non è sufficiente inneggiare ai Tribunali come come bilancia del giusto/consentito.

Quattro.
In una società privata, un editore è libero di scegliere la linea del proprio giornale o canale televisivo, con buona pace di tutti. Ne risponderà sugli ascolti, magari.  Dire che non può mi sembra contrastare col concetto di mercato cui dobbiamo, volenti o nolenti, confrontarci.

Cinque.
Complottismo sempre e comunque, oscuri disegni e giochi di potere… che palle! Ma una volta provare a leggere la realtà senza ideologie o preconcetti? Se Ferrara vi sta antipatico, non necessariamente un’offesa alla sua persona , se tale è,  deve essere difesa a spada tratta. Si può anche riconoscere un errore del proprio “beniamino” senza per questo sostenere la “vittima”. Ho letto addirittura che dietro questa cacciata c’è stato il lavoro della Chiesa, tanto attaccata (ed a ragione) da Luttazzi. Bene, benissimo: se così è, male ha fatto Luttazzi a dare motivo alla rete di sospenderlo, a fornirne il pretesto.

Sei.
Mi sono così stancato a leggerne, che mi pare un pò assurdo essere arrivato fino al punto sei. Magari di cose da dire ce ne sarebbero ancora tante, certo, ma alimentare ulteriormente la polemica forse è inutile. Ecco, forse che Luttazzi in trasmissione da Ferrara dovrebbe andarci, dimostrando coraggio e idee oltre che aprirsi al confronto con uno dei suoi  bersagli prediletti.


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Al lupo al lupo

Apprezzo Daniele Luttazzi, mi piace ciò che scrive e ritengo che sia uno di quei comici originali e quasi unici nel nostro panorama nazionale. L’unicità è data in alcuni casi anche dagli eccessi verbali, dalle provocazioni. Però, quando questi paiono gratuiti, volgari senza esser comici, vuoti di reale significato, bisogna prendere atto che non parliamo più di satira o comunque che si è esagerato, che i limiti sono stati passati.

Gridare alla censura mi pare eccessivo. Se io editore ti assegno uno spazio libero, ma tu ne abusi e peraltro ledi l’immagine di altre persone della stessa rete, forse sarai chiamato a doverne render conto. Poi possiamo parlare di sospensione e richiesta di chiarimenti o scuse, piuttosto che di chiusura di un programma. Ma anche in questo caso non ci trovo nulla di scandaloso né di censorio.

Mi pare equilibrata questa analisi. Il coro dei colleghi scandalizzati mi pare sinceramente stonato invece. Il video che ho visto e le parole che ho sentito non sono giustificabili, né mi hanno fatto ridere. Gridare alla censura mi sembra la solita scorciatoia, facile ma parziale.

Update: anche le parole di Aldo Grasso sul Corriere della Sera mi paiono condivisibili dalla prima all’ultima e rispecchiano quanto penso e quanto ho espresso sopra.


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Strappati il cilicio

Bella prova anche ieri in Parlamento. Tocca ringraziare ancora una volta Cossiga, cari miei. E complimenti ancora una volta alla Binetti che si è rifiutata di votare una norma che condanna atti discriminatori anche in relazione al genere della persona (gay o etero, ad esempio). Le famose larghe vedute di alcuni cattolici, la tolleranza e l’amore per il prossimo tanto decantati. Se un giorno la incontrerò, spero porgerà l’altra guancia…


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Ma li m…

Ho letto ieri dello spot natalizio di Redbull censurato, con proditorio intervento di un fantomatico parroco di provincia che scandalizzato dal nulla (in cerca di notorietà?) ha preso carta penna e calamaio (Fede e Spaltro docet) ed ha scritto alla sede italiana della bibita energizzante. Risultato, per evitar guai lo spot è stato ritirato.

Tanto per intendersi, eccolo:

Io non voglio ogni volta scagliarmi contro l’ingerenza cattolica in Italia, giuro… non voglio necessariamente passar per ateo… non per forza debbo avercela con un prete… però, stavolta, glielo direi: “ma li m… tua! ma pensa a cose più importanti, piccolo insulso omuncolo lontano da Dio”.


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Gli anni passano e ci si commuove anche per una "catena"

Ricevuta stasera da un amico via mail:

Noi che la penitenza era ‘dire fare baciare lettera testamento’.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco DellaVittoria e Viale Dei Giardini’.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi labella della bella.
Noi che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.
Noi che ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda colori’.
Noi che giocavamo a ‘Merda’ con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, Daitan3, Gundam, Astro-Robot e Daltanious.
Noi che ‘Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piuforte di Hollye Mark Lenders’
Noi che guardavamo ‘La Casa Nella Prateria’ anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un italiano.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che il ‘Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che per๒ sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c’era Happy Days.
Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween.
Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
Noi che all’oratorio le caramelle costavano 50 lire.
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, laLotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!
Noi che la merenda era la girella e il Billy all’arancia.
Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!
Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.
Noi che giocavamo col Super Tele.
Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e.. ‘stai sicuro che questo nonvola…’
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c’erano le Nike Legend e le Clarck azzurre.
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile (insomma, ndr).
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine.
Noi che le vacanze estive non finivano mai.
Noi che si usciva da scuola alle quattro e mezza e si andava a giocare a casa dell’amico del cuore.
Noi che a Carnevale ci mascheravamo sempre (e qualche volta anche ora).
Noi che quando eravamo in macchina guardavamo sempre fuori dal finestrino.
Noi che ci innamoravamo di una ragazza e non le dicevamo mai nulla.
Noi delle figurine nelle gomme americane (Volpi non ce l’aveva nessuno)
Noi di Ritorno al Futuro e Indiana Jones, di Guerre stellari, Ken il Guerriero e Doraimon.
Noi che avevamo il compagno di classe che non ci parlavamo neppure da quanto ci era antipatico. Ma quando perse il
papà siamo diventanti migliori amici per sempre.
Noi dei pantaloni della Coucou e Pickwick,della tuta dell’Adidas con i bottoni laterali.
Noi delle partite in piazza che torni a casa tutto sudato.
Noi dei delle prese in giro sulla lavagna.
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino.
Noi che se eri bocciato in 3a media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra truccato ed eri un figo della Madonna!!!
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO.
NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!