Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Rumori di fondo

Ci sono fatti che vengono raccontati sui giornali, dai politici, da chi in ogni modo fa comunicazione, partendo dal capo e non dalla coda. E’ più facile, meno oneroso e a volte risponde anche a logiche di comodo. Così, sull’affaire Telecom, dopo veline, arresti, intercettazioni e signor rossi che si dimettono, arriviamo alle proposte di acquisto da parte di operatori stranieri e scoppia un gran polverone.

Peccato che spesso nel polverone, sia difficile scorgere i particolari. Il rumore di fondo è così assordante che i sussurri, i cinguettii, spariscono. Ci sono, restano, ma non li sentiamo. Dunque tutti a interrogarsi sulla vendibilità di una Telecom e – per la prima volta (!) – di neutralità della Rete (cosa che ho sempre sentito ma solo in convegni e tra persone addette al settore ICT).

Un interessante articolo di Quintarelli
(ex i.Net per intenderci, poi a capo dell’Aiip, ecc. ecc.) punta i riflettori su questioni primigenie rispetto alle questioni di finanza che trovano così largo spazio sui giornali. Con un pò di pazienza, merita una lettura.


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Spunti di riflessione

Da qualche giorno i commenti ad un mio vecchio post sono essi stessi più interessanti (e spunto di nuove riflessioni) del post medesimo. Per cui, linko di nuovo il post, per l’interesse di tutti e per alimentare nuovi dibattiti, ben sapendo che parlare di certe cose è mille volte meglio che “far finta” di non saperle.

Repetita juvant? O è semplicemente diabolico?


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Cod. della Strada, rev. 8934568373

Ci risiamo. Un’altra revisione al Codice della Strada.

D’altronde, come dice il Corriere questa mattina “Dall’inizio dell’anno sono morti sulla strada più giovani italiani (138) che in tutte le missioni militari dal 1945 in poi (106)“… che viene da pensare a come al giornalista sia potuto venire in mente questo parallelismo idiota. Se infatti è vero che abbiamo mandato militari 106 volte in missioni a rischio, è anche vero che il numero complessivo dei medesimi è risibile rispetto al numero di persone che ogni giorno circolano su ruota (parecchi milioni).

Comunque, andiamo avanti. I morti sono tanti, gli automobilisti italiani sono indisciplinati, i controlli per attuare le norme vigenti insufficienti a garantirne il rispetto puntuale. Già ci fossero controlli, la normativa attuale sarebbe sufficiente a ridurre drasticamente il numero dei morti. Il solito annoso problema, risolto con la verbosità del legislatore e con l’idea che cambiare i soli strumenti risolva magicamente i problemi (vedi legge elettorale).

Visto che le multe non bastano, si affianca ad esse anche l’arresto. Sei mesi a chi guida in stato di ebbrezza. Sarebbe giusto, lo ammetto. La cosa che mi spaventa un poco e che mezza Italia dovrebbe finire in galera nel primo sabato sera disponibile. Bastano infatti un paio di bicchieri di vino pieni, per farci stare mediamente sopra i limiti stabiliti per legge. Spero che le nuove norme distinguano per livelli di gravità, l’assegnazione delle sanzioni, altrimenti le strade resteranno solcate dei soli astemi.

Poi le multe di 12mila euro. Sembrano utili più alle casse dello Stato ed alla propaganda, che al fine che si prefiggono. Chi è ricco pagherà una simile multa folle, chi non lo è… finirà ancora una volta in galera per non aver potuto pagare la multa…

Insomma, non ci resta che attendere il decreto per capire veramente cosa ci attende oltre ai proclami iniziali. Con un pò di pessimismo, ormai.


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Riflessioni a voce alta

Leggevo un articolo sulle votazioni alla Camera per il rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero. Nel testo, il nome di Caruso. Spontaneo un pensiero: ma è mai possibile che prenda uno stipendio da parlamentare, che ne abbia tutti i privilegi e che se perdura nel ruolo ancora qualche anno si prenda una bella e ricca pensione da onorevole? Questa cosa mi ha parecchio innervosito…


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Rutel's nu Tiùb

Grazie Leibniz. La segnalazione e il tuo commento mi hanno messo di buon umore:

“Bravo Corrado Guzzanti. E’ spettacolare la nuova imitazione del ministro Francesco Rutelli, che implora a suon di “pliz” i visitatori dei web di visitare l’Italia, the best country in the world (come sarebbe a dire che non è Guzzanti?!).”

PS: merita rivedere lo storico pezzo di Guzzanti, un pezzo di storia della comicità


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Il Follini della bilancia

162 contro 157. Tolti i senatori a vita, 158 a 156. Se Follini avesse votato per il No, saremmo ora a 157 a 157. Sul filo di lana, come dire. Tenero comunque Fassino: “una netta e larga maggioranza”. Tra il riso e lo sgomento, pronti a segnare sul calendario un’altra assurda, magari definitiva, crisi. Intanto, se potete, festeggiate con pudore, quasi in silenzio. E ricordarsi di mandare un mazzo di fiori e un bigliettino di ringraziamenti a Follini.


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Ma de che stamo a parlà!

Uno passa le giornate a spalare merda… Poi deve pure passare del tempo a leggere di Berlusconi e della CdL che, sulla base di un passaggio a vuoto della maggioranza al Senato, grave per carità, pretendono le dimissioni dell’attuale Governo.

Ma de che stamo a parlà!

Qualcuno ricorda le volte che il governo Berlusconi è andato in minoranza alle camere durante la sua legislatura? Sembra di no… non lo ricordano nemmeno i giornali che sono normali passi falsi di maggioranze sempre risicate, almeno in uno dei due rami del Parlamento. Capita una volta agli uni, una volta agli altri. In una democrazia normale, in un Paese normale, anche i media dovrebbero parlarne senza clamori ma con razionalità.

Però fa comodo così. Se non si sa cosa dire, se non si ha nulla. I vari Gasparri, Berlusconi &Co., alzano il tiro e chiedono le dimissioni, perché nel caos, chi urla di più lascia le proprie grida impresse nella memoria degli altri. Dimissioni, dimissioni, dimissioni! Lo direi anche invertendo le parti, se lo facessero (come in passato l’hanno fatto) i Rutelli o i Rizzo o i Diliberto.

Però, leggendo i giornali o sentendo i pastoni in tv (assai comodo modo di fare giornalismo), dovremmo chiederci proprio questo: ma de che stamo a parlà!

Di nulla… molto semplice.


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Repetita juvant? O è semplicemente diabolico?

Leggevo di Welby e mi sono ritrovato a pensare che su questo blog, ma anche nella mia testa, sui giornali e sulle tv, finiamo per discutere e parlare più o meno sempre delle stesse notizie, senza che nulla cambi. Per questo trovo molto intelligente un passaggio della lettera del medico Roberto Santi:

“Allargare il suo problema all’eutanasia – prosegue il medico – significa disperdere il suo personale bisogno ed il rispetto di un suo sacrosanto diritto in un oceano di disquisizioni etiche rese praticamente inaffrontabile dalla forte presenza ed influenza delle gerarchie ecclesiastiche nel nostro Paese e sulle forze politiche. Il suo caso è un altro. Si tratta semplicemente di interrompere un atto terapeutico che era già accanimento nel momento stesso in cui fu deciso”.