Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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A.A.A.

Di norma detesto leggere Il Messaggero. Non mi è mai piaciuto per articoli, grafica e impaginazione. Oggi però era l’unica copia a mia disposizione per cercare un cinema e mi sono imbattutto in spassosissimi annunci, tutti alla luce del sole e pubblicati su un quotidiano nazionale. Ah, che ipocrisie…

A.A.A.A.A.A.A.A.A.A. ALTRUI 18enne ex letterina chiamami
E chi è… la Canalis? Da Striscia alla strada…

A.A.A.A.A. SALARIA 348b Venere telefonami
Addirittura l’indirizzo, che poi io, vecchio come sono, ero rimasto all’ultimo domicilio di Venere: Monte Olimpo, Grecia.

A.A.A.A. MONTESACRO affascinantissima bionda divoratrice settima contattami
Forse c’ha tanta fame…

A.A.A.A. NOMENTANA bellissima novita’ diciannovenne, suono il flauto fino all’ultima nota chiamami
No comment…

A.A.A. CIRCONV.GIANICOLENSE biondissima sesta completissima chiamami
Fortuna che è completa: pensavo gli mancasse una gamba…

A. CENTOCELLE Argentina gola profonda succulentissima pornostar senza chiamami
Prendiamo le misure?

GREGORIO.VII nuovissima volgare giovane signora bocca supercompletissima
Non fine, volgare. Per palati aristocratici… (e dice che c’ha pure i denti!)

ZONA.BOLOGNA novità sexy simbol 20enne completissima chiamami
Se lo dice da sola o ha vinto un titolo?


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Questione morale 2 o il bue che dice cornuto all'asino

L’incipit del mio blog è stato per lungo tempo una frase di Marco Paolini recitata in un suo monologo: "Tiente largo ma datte ‘n limite!".

Ecco, quando poi leggi un’uscita come questa ti rendi conto che nessuno rispetta questa pur minima regola di buon senso e che le facce di bronzo non han proprio pudore.


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Questione morale

Non si riesce a star tranquilli un giorno in questo Paese (e in questa sinistra).

Ora esce fuori l’intercettazione di Piero Fassino che parla al telefono con Consorte di Unipol ed è tutto un fiorire di commenti politici, accuse, distinguo. La Margherita gongola, considerate le pulci che è sempre disposta a fare ai Ds per l’egemonia nel centro-sinistra. La destra se la gode, senza freni. Ed io sono qui a chiedermi: perché quando venivano pubblicate intercettazioni di esponenti invisi o di opposta fazione scagliavate pietre ed ora che vi riguarda da vicino, invece, è uno scandalo e una lesione dei propri diritti, una campagna diffamatoria? Non mi interessa in questo momento se siano o meno vere le accuse, quale sia il testo ed il significato delle trascrizioni, quale sia stata la via di fuga degli atti secretati… qui si tratta di misura e faccia.

Se sei in buona fede previeni simili rischi, rendi per primo pubblici i rapporti intrattenuti con persone coinvolte in affari poco chiari e ti tiri in qualche modo fuori; oltreciò eviti di tirar pietre su chi invece viene colto in fallo prima di te. Non puoi usare due pesi e due misure anche se è umano farlo. Altrimenti quale credibilità ti rimane? Detto questo, non si è colpevoli sino a prova contraria, a destra come a sinistra (il garantismo o è biunivoco e senza eccezioni o non è tale), dunque diamo fiducia a Piero Fassino e seguiamo la notizia. Che sia notizia e non fuffa, chiaro (avere un conto o un leasing su una banca coinvolta nello scandalo non può essere un sigillo o una colpa).

Epperò, ragazzi miei, basta con la sindrome di Tafazzi!


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Buon Natale…

No, non è un augurio a scoppio ritardato. E’ semplicemente sarcasmo allo stato puro… Io il Natale non lo sopporto più tanto, e giuro non è una formula di trito anticonformismo: mi piacerebbe godere di queste abitudini, di questi riti perché sono assai rassicuranti.

Ho iniziato questo Natale perdendo un aereo, il 23 mattina. Non mi sono proprio svegliato e così sono dovuto rientrare a Roma nel pomeriggio invece che la mattina, sputtanandomi subito cento euro e una mezza giornata in cui volevo esaurire lo shopping.

Il 24 mattina ho cercato di recuperare, ma l’umore per altri motivi era andato a farsi benedire. Vedere poi persone attorno con la frenesia da regalo, lo sguardo finto-buono-natalizio e un traffico che ammazza, rende il moto centripeto delle balle ancor più veloce. Comunque soddisfatta la necessità, mi sono preparato al pranzo di Natale, ormai tradizionale, con Bobo e Pardo. Regali, tre bottiglie di rosso per annegare i pensieri e un menu da saturazione lipidica del fegato…

Il pomeriggio sono sceso sperando di trovare un tabacchi ancora aperto alle 18.30. Avevo finito i sigari e stavo entrando in astinenza. Chiaramente il tabaccaio stava chiudendo la saracinesca proprio in quel momento, dunque, inutile implorare. Vedo il self service e penso: "Bon, compro un pacchetto di sigarette e fumo quelle". Ma avevo solo tre euro spicci e di media costano tutte di più. Due o tre marche costavano 3 euro tondi tondi; la mia scelta cade su un pacchetto che sembrava in foto marrone scuro, nella speranza di non ritrovarmi tra le mani delle light (le cose o si fanno bene o non si fanno affatto). Le Club. Le sigarette più fine e leggere che siano vendute, credo, nel mondo! Il presepe è stato omaggiato con simpatiche espressioni popolari, nel percorso dal tabacchi a casa.

Il 24 sera la cena in famiglia… durata poco o nulla, perché non avevo voglia di parlare. Alla fine, sono montato in auto e ho coperto duecento chilometri in un’ora e venti: neanche un intero traino di renne avrebbe retto il passo del sottoscritto Babbo Natale. La mattina dopo sono ripartito per il mega pranzo di famiglia, altri duecento chilometri a passo di carica… fino al GRA. Uno stuolo di auto tra me e casa… Un’ora e dieci fino al raccordo, altre due ore per fare si e no quindici chilometri! Avessi avuto il bazooka, avrei allegramente santificato il Natale con una strage.

Pranzo di famiglia con cadavere: una questione vecchia di soldi mi divide con un parente. C’è quasi scappato un ciao, ma è stato fin troppo. Anche perché mi ha talmente esacerbato che lo considero fuori della mia vita per sempre. Alla fine grande abbuffata e discreta noia: eppure mi ricordo dei bei pranzi tanti anni fa, in cui eri felice di passare con i parenti i giorni di festa. Sarò io: sarò ormai diventato una bestia, non so.

Per addolcire il carattere, decidiamo con Pardo di andare al cinema, un’idea davvero orginale nei giorni di festa. Film scelto: "A history of violence" di Cronenberg. Veramente bello. Ultraviolento e angosciante come pochi però… un allegro film di Natale insomma. Tanto per rassenerarsi l’animo.

Infine, questa mattina: per venire in ufficio ho dovuto "scartare" in auto uno stuolo di obnubilati da panettone, evidentemente. Tutti coi riflessi rallentati, l’occhio vitreo e una guida di merda. Appunto, la merda: entro in ufficio e sento una puzza inconfondibile… L’ho pestata! ‘Fanculo al Natale!


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Guerra e Pregiudizio

Ieri si è svolto a Roma un convegno organizzato da A Buon Diritto associazione per libertà e Ugei, su Islamofobia e Antisemitismo. Buon risvolto mediatico e copertura della stampa (ad es. oggi ne parla il Corriere), un discreto svolgimento del dibattito, su un argomento quanto mai attuale e con cui – volenti o nolenti – la nostra società dovrà prima o poi fare i conti seriamente, ricercando vie di convivenza ed integrazione che la storia, in alcune aree, ha conosciuto nel passato ma che oggi, post 11 settembre 2001, sembrano utopia.

Il "nostro" Andrea Boraschi ha introdotto la serata, col piglio serioso di chi vuol dimostrare la propria – appunto – serietà. Sembrava incazzato, invece… Gadi Luzzatto Voghera ha presentato la prima relazione, che ho personalmente gradito per spunti e dialettica, sull’islamofobia, lui storico dell’ebraismo (e qui stavava il gioco della serata, il rappresentare l’altro).

A seguire, Khaled Fouad Allam, musulmano sull’antisemitismo; discreta noia, discorso a braccio senza capo né coda o quasi, un fare un pò sostenuto. Terminati gli interventi "scientifici", si passava al dibattito politico, mediato da Tobia Zevi, presidente dei giovani ebrei d’Italia, insopportabile con la sua faccetta da furbetto del quartierino…

Prima Piero Fassino, che noia che barba che barba che noia, poi Gianfranco Fini, vivace, arguto e quasi di sinistra per le posizioni che ormai professa da tempo, hanno dimostrato più punti di contatto che di differenza. Piccola nota: Fini ha commentato con gesti o espressioni ogni relazione ed ogni affermazione… piuttosto buffo.

Divertente e tonico infine l’intervento di Gennaro Malgieri, direttore de l’indipendente; mi ha fatto ricredere molto sul giudizio che nutrivo nei suoi confronti. Mi spiace non aver potuto assistere all’intervento di Luigi Manconi, in coda, per ragioni di orario.

Ma una cronaca più seria e meno umorale la troverete altrove.


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Immarcescibili

Sono tali i difetti dell’uomo, di certo non le uova sequestrate qualche settimana fa dai Nas di Bologna. Uova marce con tanto di vermi, vendute ed utilizzate – pare – da industrie alimentari per confezionare i loro prodotti derivati: panettoni, dolci, biscotti, ecc.

Pochi giorni dopo, pesce congelato scaduto… insomma, non ci facciamo mancare nulla. La cosa dimostra che i controlli se ci sono, sono pochi e tardivi, del tutto insufficienti. Che nonostante gli arresti operati, nessun nome di azienda è trapelato sulle maggiori testate giornalistiche (invece io vorrei i nomi, perché le primarie aziende coinvolte per legge dovevano controllare le materie prime utilizzate, di cui sono comunque responsabili, e per  il loro comportamento, oltre che penalmente o con interdizione dall’attività, dovrebbero pagare anche con una sostanziale perdita di quote di mercato dovute alla pubblicità negativa). Che il giornalismo tante volte arretra di fronte alla denuncia pubblica e all’investigazione, con rarissimi casi di eccellenza. Che viviamo in un mondo dove affari ed etica sembrano agli antipodi (sono convinto che possa non essere così).

Facciamo così: oggi il pane me lo faccio io.


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dBlog 2 final!

Finalmente on line la versione 2 – definitiva – di dBlog, il cms open source sviluppato dal buon Marlenek che utilizza anche il sottoscritto con una ormai totale soddisfazione. Qui tutti i riferimenti utili:

http://www.dblog.it/dblog/articolo.asp?articolo=440

Per il resto, questo blog procederà a singhiozzo fino a quando la benedetta adsl non sarà resa disponibile fisicamente da Telecom (vedi post precedente). Abbiate pazienza e fede…


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Telecom…oh my God!

Ho appena traslocato con l’ufficio. Potete ben immaginare lo stress… Nel nuovo ufficio continua a mancare l’adsl di cui avevo richiesto il trasferimento circa un mese fa. Voglio raccontarvi la storia perché – ad esser di buon’umore – fa quasi ridere.

La richiesta è di una nuova attivazione Isdn e di un trasferimento Adsl.

Per l’Isdn mi chiamano dopo pochi giorni e prendono un appuntamento. Mi faccio trovare ed arriva un ragazzo molto simpatico, targato Telecom, che controlla la centrale del palazzo, poi l’armadio rack interno e sentenzia che mancano "le coppie" libere. Mentre con lui chiacchiero allegramente della situazione, mi chiama un altro tenico Telecom chiedendomi se ero in sede per poter venire ad installare una Isdn!? Sobbalzo ma rispondo di sì. Attendiamo dunque in due il nuovo tecnico. Arriva, si salutano, confermano che non si può installare una beata cippa ma che avvertiranno la centrale di mandare una squadra che passi i nuovi cavi. Per inciso: il primo tenico era giunto per un’altra società dello stesso palazzo ma non si era minimamente preoccupato di verificare io chi fossi; aveva semplicemente chiesto: "è per lei l’Isdn?"… Dunque, risultato, due macchine si sono mosse per due Isdn nello stesso palazzo senza concludere nulla.

Passano alcuni giorni e vengo contattato da altro tenico Telecom. Arriva, vede la situazione, decide che sì, mancano  ‘ste benedette coppie ma che a lui non risultava affatto: il collega infatti non aveva richiesto l’intervento di nessuna squadra per passare i cavi. Dunque, terza macchina e terzo tecnico per non concludere nulla…

Un paio di giorni dopo arrivano due ragazzi di una società cui Telecom subappalta le installazioni. Guardano la cassetta e mi dicono che forse le coppie mancano (ancora!). Poi però fanno un gesto di buona volontà e scoprono che molte delle borchie Isdn già installate sono spente e scollegate, ergo delle coppie libere ci sono. In dieci minuti l’Isdn è attiva e funzionante. Risultato: quattro macchine e cinque tecnici per installare un Isdn senza nemmeno fare un buco sulla parete.

Efficienza eh? Complimenti…