Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Cattivik

Ieri sera sono andato al cinema. Il film scelto, Dopo mezzanotte, non era granché, anzi da qualche parte ho letto essere da “tracolla” (derivazione della “borsetta”). Diciamo divertente e con alcuni spunti simpatici. Mi sono però ripromesso di andare al Museo del Cinema (ospitato nella Mole) la prossima volta che per lavoro dovrò salire a Torino. Dimenticavo: altra cosa simpatica assai era la protagonista, Francesca Inaudi.

A cena si disquisiva delle ristrutturazioni e delle ditte ingaggiate per l’infausta ed eterna opera. Chiaramente a nessuna di esse viene in mente di emettere fattura e gliela devi semmai chiedere con insistenza. A domanda rispondono: e perché vuoi pagare di più? Perché le tasse vanno pagate, pirla! E’ grazie a gente come te se io pago aliquote alte, non ho una lira in tasca a fine mese e debbo pure sorbirmi lo smacco di te che mi racconti i week-end sul tuo aereo privato!

Tornando a casa ho trovato degli esseri inferiori che evidentemente provavano piacere a strombazzare il clacson in auto o motorino, ad ora tarda e dandoti la sensazione di essere inseguito e rincorso mentre te ne vai tranquillo in Vespa. Dalle sciarpe, bandiere ma soprattutto sguardi poco furbi, ho capito che erano tifosi (e laziali, per giunta). Nemmeno a dirlo: seminati dal sottoscritto, alias mago della pioggia (che ieri pioveva, vacca maiala!). Se ieri eravate su Lungotevere alle 23, non avete visto un missile Cruise ma un vespone bianco lanciato a manetta 😀

Questa mattina telegiornale: festival del cinema di Cannes. Se metto le mani sul chirurgo plastico che ha operato Emmanuelle Béart lo strozzo! Ma come si fa? Era una donna bellissima, elegante. Ora ha due canotti al posto delle labbra anche lei… Fortuna la Casta, che sulla passerella mantiene sempre le promesse.


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Marcenaro vs Verdurin

Ieri Madame si è concessa un giro di valzer con John, il bel Fitzgerald Kennedy, volteggiando, come solo lei sa fare, nella storia. Un-due-tre, un-due-tre: “E Kennedy ordinò: la guerra non si fa!”. Ma che bravo Kennedy, ma che uomo. E quando lÂ’America era la nostra America, e quando cÂ’era lui, non Bush, ah, che nostalgia, che grande nostalgia contessa mia. Un-due-tre, un-due-tre: della Baia dei Porci lui non sapeva niente, gli zozzi della Cia menarono il fendente, e lui che non voleva, e uguale suo fratello, ma infine John gridò: ah no, la guerra non farò. Non sapeva mai niente, per quanto presidente. Un-due-tre, un-due-tre: e quando i generali volean ribombardare, con Kruscev già per mare e lui telefonò: ho detto già di no, la guerra non la fo. Sprizzava libertà, lÂ’America dÂ’antan, quanto quella dÂ’oggi ha perso tutti i fan, quasi non sembra vero un tale condottiero, uno giammai guerriero e non per questo, meno battagliero. Un-due-tre, un-due-tre, e già la Verdurin pensava a un altro ballo, quando il dolce John finse un dolore al callo e senza un solo bacio le fece bellicoso: “Adesso bon! Si puntino i cannoni su Saigon”. [Il Foglio, oggi]


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Forse in Norvegia

Per raccogliere fondi a favore dei progetti dedicati all’ambiente una coppia di norvegesi ha realizzato un sito hard. Nel sito, Tommy Hol Ellingsen ha inserito una serie di filmati girati con la sua compagna, la 21enne Leona Johannson, per vedere i quali i visitatori dovranno appunto pagare. Le somme incassate saranno devolute ad organizzazioni che hanno a cuore la causa della natura. (fonte Tiscali news).

Alcune considerazioni a margine: sono sicuro che in questo modo alla causa ambientalista andranno molti fondi, perché il porno su Internet funziona e lo sappiamo tutti; è una coppia di norvegesi e come minimo saranno anche bellocci, alti, biondi e prestanti, con massimo godimento dei “tesserati”; se dovessimo replicare una cosa simile in Italia, chi ci potremmo mettere? Pecoraro Scanio? E con chi?!?!


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Alla faccia del libero mercato

Ma non eravate i cultori del libero mercato, dello scambio libero delle informazioni, del “tanto si regola da solo”?

Internet: 1500 Euro Di Multa Per Chi Non Deposita Sito In Biblioteca
Roma, 11 mag. (Adnkronos) – Fra sei mesi chiunque abbia un sito internet con informazioni a disposizione del pubblico dovra’ inviarne il contenuto alle due biblioteche centrali di Firenze e di Roma, altrimenti rischiera’ una multa fino a 1500 euro. E’ quanto prevede la legge 106/2004. Entro sei mesi dovra’ uscire un regolamento di attuazione di questa nuova disposizione, criticata pero’ dall’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale e’ puramente persecutoria, inutile e ingestibile.

fonte: Yahoo! news

Bell’affare.


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Non fa una piega

Mi riferisco al ragionamento di Luca Sofri su Wittgenstein:

Se il tuo esercito compie dei misfatti, per quanto tu ne sia scandalizzato e dispiaciuto, paghi: è il tuo esercito. Se le armi di distruzione di massa non le hai trovate – e avevi detto che cÂ’erano – sarai stato in buona fede quanto vuoi, e capire come stavano le cose sarà stato difficilissimo: ma è successo, paghi. LÂ’assenza di dolo non può essere salvifica. A testimoniare delle capacità sono i risultati, non la buona volontà. A testimoniare dei fallimenti, idem. Senza rancore, senza gogna, senza caccia allÂ’uomo: se ne vada Rumsfeld, se ne vada Blair, se ne vadano sempre quelli sotto la cui responsabilità è avvenuto il fallimento. Dignitosamente, prendendo atto di come sono andate le cose.

Aggiungo: questa regola vale sempre, in pace come in guerra, in politica internazionale come in quella interna, nella gestione della cosa pubblica come di quella privata. Questione di dignità. Appunto: parola desueta oggi giorno.


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Ustica

Ne avevo già scritto, poco, qui. Con link più o meno interessanti. Oggi trovo qualche cosa in più su Macchianera e decido di pubblicarne alcuni stralci, oltre al link, presi dal libro di Annibale Paloscia, “Ustica – Un caso ancora aperto“:

Alle 11,58 appare sul fondo una forma particolare, che potrebbe essere il corpo di un missile. Uno dei due operatori scandisce la parola: “missile”. Dalla registrazione si sente chiaramente la pronuncia francese: “misil”. LÂ’immagine scompare dopo qualche secondo (…)
LÂ’esplorazione continua. Alle 13,53 sÂ’intravede unÂ’altra classica forma di missile, un trapezio isoscele con un corpo allungato. Alle 14,34 sul nastro scorre lÂ’immagine dello stesso oggetto da unÂ’altra angolazione. Le ricerche dellÂ’Ifremer vengono sospese tre giorni dopo. Il 26 giugno si fa una verifica sul fondo per prendere nota della quantità di reperti non recuperati. Il direttore tecnico dellÂ’Ifremer, lÂ’ing. Roux, rivela in unÂ’intervista che lo stop è stato dato dallÂ’ing. Blasi, il perito incaricato dai giudici di supervisionare le operazioni di recupero (…)

Pezzi mai recuperati dal fondale marino. Ininfluenti?


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Salvate il soldato Rumsfeld

La Casa Bianca, a voce del vice-presidente Cheney, sabato scorso con un comunicato ufficiale ha cercato di togliere dalla graticola il segretario alla Difesa Usa. Frasi come “lasciategli fare il proprio lavoro” (uh, mi ricorda qualcosa!) o “il miglior segretario alla Difesa che gli Usa abbiano mai avuto” la dicono lunga sul tentativo di salvare Rumsfeld limitando il danno ed adducendo la responsabilità di tutto all’opera di pochi “mariuoli”.

C’è aria di fronda però anche all’interno delle Forze Armate americane. Ieri sul Washington Post alcuni graduati mettevano in guardia il Governo: “si possono vincere molte battaglie e perdere la guerra“. Così, il generale Charles Swannack, comandante della 82a divisione aerea, mentre dice che le forze americane migliorano di battaglia in battaglia, allo stesso tempo dubita della vittoria: strategicamente, dice, gli Stati Uniti sono perdenti, poiché non hanno il favore della popolazione. Il colonnello Paul Hughes paragona addirittura l’Iraq al Vietnam: una guerra perduta malgrado il succedersi di vittorie tattiche.

Secondo il Washington Post, gli ufficiali ritengono che un cambiamento della strategia debba necessariamente passare per l’allontanamento di Rumsfeld, considerato responsabile di una serie di errori strategici. Presa visione del ghigno “offerto” al Congresso da Rumsfeld, spiegando l’affaire Abu Ghraib, mi accodo volentieri a questa visione delle cose.


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Droga, come aiutare chi aiuta davvero

Leggo, recupero e posto un articolo di A Buon Diritto:

Ogni giorno ne assistono più di seicento. Tremila in un anno: e dal 1976 a oggi, ne hanno curati e, spesso, salvati, circa trentamila. Tossicodipendenti. La Fondazione Villa Maraini è un centro di accoglienza per la terapia dellÂ’abuso di droghe. Che ospita detenuti; che offre (cosa rara in Italia) supporto medico 24 ore su 24, anche il giorno di Natale o di Pasqua; che aiuta gli immigrati senza permesso di soggiorno…” [continua]