Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


4 commenti

Alla faccia del libero mercato

Ma non eravate i cultori del libero mercato, dello scambio libero delle informazioni, del “tanto si regola da solo”?

Internet: 1500 Euro Di Multa Per Chi Non Deposita Sito In Biblioteca
Roma, 11 mag. (Adnkronos) – Fra sei mesi chiunque abbia un sito internet con informazioni a disposizione del pubblico dovra’ inviarne il contenuto alle due biblioteche centrali di Firenze e di Roma, altrimenti rischiera’ una multa fino a 1500 euro. E’ quanto prevede la legge 106/2004. Entro sei mesi dovra’ uscire un regolamento di attuazione di questa nuova disposizione, criticata pero’ dall’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale e’ puramente persecutoria, inutile e ingestibile.

fonte: Yahoo! news

Bell’affare.


1 Commento

Non fa una piega

Mi riferisco al ragionamento di Luca Sofri su Wittgenstein:

Se il tuo esercito compie dei misfatti, per quanto tu ne sia scandalizzato e dispiaciuto, paghi: è il tuo esercito. Se le armi di distruzione di massa non le hai trovate – e avevi detto che c’erano – sarai stato in buona fede quanto vuoi, e capire come stavano le cose sarà stato difficilissimo: ma è successo, paghi. L’assenza di dolo non può essere salvifica. A testimoniare delle capacità sono i risultati, non la buona volontà. A testimoniare dei fallimenti, idem. Senza rancore, senza gogna, senza caccia all’uomo: se ne vada Rumsfeld, se ne vada Blair, se ne vadano sempre quelli sotto la cui responsabilità è avvenuto il fallimento. Dignitosamente, prendendo atto di come sono andate le cose.

Aggiungo: questa regola vale sempre, in pace come in guerra, in politica internazionale come in quella interna, nella gestione della cosa pubblica come di quella privata. Questione di dignità. Appunto: parola desueta oggi giorno.


Lascia un commento

Ustica

Ne avevo già scritto, poco, qui. Con link più o meno interessanti. Oggi trovo qualche cosa in più su Macchianera e decido di pubblicarne alcuni stralci, oltre al link, presi dal libro di Annibale Paloscia, “Ustica – Un caso ancora aperto“:

Alle 11,58 appare sul fondo una forma particolare, che potrebbe essere il corpo di un missile. Uno dei due operatori scandisce la parola: “missile”. Dalla registrazione si sente chiaramente la pronuncia francese: “misil”. L’immagine scompare dopo qualche secondo (…)
L’esplorazione continua. Alle 13,53 s’intravede un’altra classica forma di missile, un trapezio isoscele con un corpo allungato. Alle 14,34 sul nastro scorre l’immagine dello stesso oggetto da un’altra angolazione. Le ricerche dell’Ifremer vengono sospese tre giorni dopo. Il 26 giugno si fa una verifica sul fondo per prendere nota della quantità di reperti non recuperati. Il direttore tecnico dell’Ifremer, l’ing. Roux, rivela in un’intervista che lo stop è stato dato dall’ing. Blasi, il perito incaricato dai giudici di supervisionare le operazioni di recupero (…)

Pezzi mai recuperati dal fondale marino. Ininfluenti?


Lascia un commento

Salvate il soldato Rumsfeld

La Casa Bianca, a voce del vice-presidente Cheney, sabato scorso con un comunicato ufficiale ha cercato di togliere dalla graticola il segretario alla Difesa Usa. Frasi come “lasciategli fare il proprio lavoro” (uh, mi ricorda qualcosa!) o “il miglior segretario alla Difesa che gli Usa abbiano mai avuto” la dicono lunga sul tentativo di salvare Rumsfeld limitando il danno ed adducendo la responsabilità di tutto all’opera di pochi “mariuoli”.

C’è aria di fronda però anche all’interno delle Forze Armate americane. Ieri sul Washington Post alcuni graduati mettevano in guardia il Governo: “si possono vincere molte battaglie e perdere la guerra“. Così, il generale Charles Swannack, comandante della 82a divisione aerea, mentre dice che le forze americane migliorano di battaglia in battaglia, allo stesso tempo dubita della vittoria: strategicamente, dice, gli Stati Uniti sono perdenti, poiché non hanno il favore della popolazione. Il colonnello Paul Hughes paragona addirittura l’Iraq al Vietnam: una guerra perduta malgrado il succedersi di vittorie tattiche.

Secondo il Washington Post, gli ufficiali ritengono che un cambiamento della strategia debba necessariamente passare per l’allontanamento di Rumsfeld, considerato responsabile di una serie di errori strategici. Presa visione del ghigno “offerto” al Congresso da Rumsfeld, spiegando l’affaire Abu Ghraib, mi accodo volentieri a questa visione delle cose.


Lascia un commento

Droga, come aiutare chi aiuta davvero

Leggo, recupero e posto un articolo di A Buon Diritto:

Ogni giorno ne assistono più di seicento. Tremila in un anno: e dal 1976 a oggi, ne hanno curati e, spesso, salvati, circa trentamila. Tossicodipendenti. La Fondazione Villa Maraini è un centro di accoglienza per la terapia dell’abuso di droghe. Che ospita detenuti; che offre (cosa rara in Italia) supporto medico 24 ore su 24, anche il giorno di Natale o di Pasqua; che aiuta gli immigrati senza permesso di soggiorno…” [continua]


2 commenti

America Oggi

Faccia da Cazzo LyndieTitolo del cazzo perché alla vista di questa fotografia saliva in me solo rabbia e cattiveria ed ogni titolo contingente all’argomento era censurabile e oltre misura.

Questa è la faccia bolsa e inguardabile, prima ma ancor più oggi, della soldatessa americana Lyndie, aguzzina e carceriera ad Abu Ghraib, in Iraq. I suoi sorrisi davanti alle fotocamere sono odiosi. Guardatela bene, che la gogna mediatica è la prima, minima, giusta pena per certi abomini. Lei è la faccia nascosta dell’America, la provincia, la violenza repressa o espressa. L’America (intendo gli Usa, ça va sans dire) è un Paese normale, dunque ha i suoi buoni samaritani e i suoi aguzzini. L’America è un Paese fuori misura, dunque ospita molti buoni principi e molti abomini, e questi ultimi possono essere enormi in dimensione e gravità.
Ad esempio un genitore può giustificare gesti ingiustificabili, invece che ripudiare gli errori della propria figlia. Dal Corriere: «Abusi? Erano stupidi giochi da ragazzi. Bravate». E con la voce alterata dall’indignazione: «Ma quel che gli iracheni fanno ai nostri ragazzi è poi giusto? Le regole della Convenzione di Ginevra si applicano solo a loro o anche a noi?». Ecco, brava, la Convenzione di Ginevra. Premesso che in nessuna sordida guerra viene minimamente rispettata (pensiamo alla Cecenia ad esempio), per quale motivo gli americani se ne ricordano solo quando sono loro i prigionieri? I detenuti di Guantanamo che sono allora, merda? Come dire: iniziate a dare il buon esempio voi, cari.

Detto questo tutta la vicenda è una sconfitta militare: è benzina sul fuoco dell’odio, già alimentato dalle strategie politiche e militari americane, ed ora a mio parere inondato di buoni motivi per considerare occupazione quella che veniva sbandierata a torto come liberazione. La fuga non è però una soluzione e quanto successo a mio parere non giustifica l’idea di tirarsi fuori dopo aver fatto il danno, checché ne dicano i “neo-zapateristi al cachemire” nostrani.


3 commenti

Pastoncino serale

630 morti in Nigeria
A chi agita la religione come giustificazione a qualsiasi oscenità, come bavaglio alle altrui libertà, come spada insanguinata; a chi parla della religione cristiana come radice fondante di una civiltà chissà perché superiore: andate tutti a quel paese! Non rappresentate me, che nessuna religione ho scelto, ma nemmeno la religione cui fate riferimento.

Prossimi Europei di calcio
Gli azzurri e il sesso: ecco le regole per il Portogallo“. E un chissenefrega?

Ciao mamma guarda come mi diverto
Hanno ragione Libero e Vittorio, la cosa più terrificante della storia ignobile venuta alla luce in questi giorni, ossia le torture e le umiliazioni propinate ai prigionieri iracheni dai soldati Usa, sono le facce da “Ciao mamma” che regalano alle fotocamere.

Dalle rotaie alle ali
Cimoli presidente con pieni poteri per Alitalia. Della serie in Italia prima o poi tutti ritornano (vedi Carraro, Matarrese, ecc.).

Meetic
Lo avevo promesso, ma non ce l’ho fatta. Questa mattina profittando dell’accesso gratuito arrivatomi via mail (scherzetto del Bobo di qualche mese fa che a mia insaputa mi iscrisse con tanto di cognome reale) ho navigato un pò su Meetic, ennesimo portale “cerca l’anima gemella”. Voleva essere il preludio al gran finale, un intervento dissacratore, ironico, cattivo ed intelligente sul fenomeno e sulle persone che sono coinvolte. Ora, che io sia in grado di scrivere una cosa intelligente e pure sarcastica è già difficile, ma provarci su persone che pagano anche (e cara!) la propria presenza sul portale, mi sembrava una cattiveria inutile. Insomma, una gran tristezza vedere tutte quelle facce mosce o vispe, belle o brutte, ma piatte. ‘Sto a invecchià!