Giovanni Nuvoli è morto. Gli è stata negata una scelta consapevole, morire rifiutando quelle che difficilmente possono essere chiamate “cure”, dunque ha fatto ricorso alla propria volontà è si lasciato morire, rifiutando cibo ed acqua. Tutto è ben espresso da Marco Cappato, sul sito dell’Associazione Luca Coscioni.
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Riccio prosciolto
L’anestesista Mario Riccio, che accolse la richiesta e preghiera di Welby, è stato prosciolto dalla Giustizia. Un grande passo verso l’iter lungo e difficile che attende la proposta di legge in materia di testamento biologico e libertà di cura.
Ti stimo molto
Ieri sera, dopo il MotoGp e dopo un pomeriggio di riposo e biliardo, su RaiTre trasmettevano un film che avevo già visto, “Volevo solo dormirti addosso“. Filmetto, certo. Allo stesso tempo mostra dinamiche che chi ancora non ha perso il lume della ragione sull’altare del lavoro inteso come assoluto e totalizzante, povero lui, riconosce e rileva come mostruosamente vere.
Mi spiace ma non accetto più che la formula business is business giustifichi tutto. Prima ci sono la dignità, l’onore, il buon senso, la discrezione, l’equilibrio, il rispetto, il limite (“tiente largo ma datte ‘n limite!“)… la vita! Le persone non sono numeri, i numeri non possono giustificare ogni scelta ed ogni azione. O finirai per dire ti stimo molto a chi stai giustappunto “segando”.
Pietro Mennea
C’è stato un periodo d’oro per l’atletica italiana, per noi giovanissimi esaltante come può esserlo a quell’età. Simeoni, Cova, Mennea, … Ricordo ancora la faccia tirata di Mennea, velocista italiano, dotato di un fisico normale e che nulla ha a che vedere coi culturisti degli ultimi dieci o vent’anni.
Eppure quest’uomo fermò il cronometro sui 200mt piani a 19″72, nel 1979. E questo record è rimasto per quasi 17 anni imbattuto. Anzi, resta ancora oggi il miglior tempo europeo ed italiano. Chapeau!
Così, fa assai piacere per me sentirlo, affabile e pieno di buon senso, spendere parole sul caso Pistorius, dire che l’atletica è uno sport che dopo il doping ha assoluto bisogno di trovare esempi positivi e comunicarli.
Insomma, trovarlo ancora capace di impegnarsi per lo sport. Un esempio per molti. Un bel ricordo per noi.
Più che un bel culo, la faccia come…
Presi dai nostri mille pensieri ricorrenti, sul perché non siamo in cima al K2 o ciabattini felici o viaggiatori senza meta, io e Bobo questa sera abbiamo citato argomenti come nemmeno Wikipedia… ed in fine di serata, mi sento dire che è uscito un articolo in prima pagina su Repubblica qualche giorno fa, sul “culo”. Incuriosito, torno e cerco. Il risultato è una lettera di tale Mila Spicola, illustre sconosciuta, che mi chiedo come abbia fatto a finire in prima pagina. Certo, è luglio e ancora non c’è una nuova Via Poma, ma rilevo alcuna nuova verità, alcun lampo di genio, alcuna originalità, alcun valore in ciò che è scritto.
Scrive: “Ho 39 anni, sono single, due lauree, due master, […] e … un gran bel fondoschiena”. “ Se io vado in cantiere con i tacchi a spillo attiro l’attenzione… non perché vado contro il decreto sulla 494, ma perché ho pur sempre una bella caviglia..”.
Un amico disse: “Uno dei miei grandissimi pregi è la modestia“. Meditate gente, meditate. E andiamo a vedere se da una lettera così piena di luoghi comuni, fastidi personali e ricatti (perché dire ad un giornale che pubblica solo fighe è come dire, se non mi pubblicate in fondo è vero), non uscirà fuori qualche lavoro extra per la persona in questione, che siano interviste, attenzioni, articoli o pubblicità personale.
Il Grande Lebowski
“Questo non è il Vietnam, è il bowling: ci sono delle regole.”
Prendersi cura di sé
Ci sono giornate in cui torni a casa stanco, poco contento del lavoro o sommerso da problemi, con accenni di gastrite nervosa e una chiara percezione del non sense del mondo in cui sei immerso dalla testa ai piedi, tutti i giorni, tutto l’anno. Il mondo ICT è poi assai buffo.
In alcuni casi decidi di spegnere il cervello, di accendere la televisione e di mangiare qualsiasi cosa non cucinabile che il tuo frigo ti propone. Un totale abbrutimento, con cui in realtà non migliori il tuo stato d’animo, legato alla sola pigrizia.
Ma ieri sera, stranamente, sono tornato a casa ed ho fatto ciò che più mi rilassa. Ho acceso l’impianto hi-fi (fa vecchio dire hi-fi, ma mi dà tanto gusto), ho inserito Beyond the Missouri Sky di Metheney-Haden, aperto una bottiglia di Petit Verdot di Casale del Giglio e mi sono messo a cucinare. E’ una cosa che mi distende e mi infonde benessere.
Col vuoto pneumatico che c’era in casa, sono riuscito ad organizzare comunque un delizioso piatto di pasta, paccheri Di Nola con pomodori pachino, capperi di pantelleria, cipollotto fresco e una punta di alici. A seguire, patate arrosto in salsa Aioli.
Prima e dopo, lettura sul divano al suono della musica e dello sfrigolio delle padelle. Televisione muta, animo restaurato…
Buone nuove
Centellinate, ma ogni tanto arrivano le buone notizie, anche dalla magistratura, stavolta illuminata ed aperta nell’accogliere come parte civile – riconoscendone i diritti al pari di un coniuge eterosessuale – il convivente di una vittima d’omicidio.
La piovra
Qui la mafia vera non c’entra, anche se col personaggio è stata spesso citata per un vecchio attentato. Sta di fatto che Maurizio Costanzo invece di perdere potere continua ad accumularne. E’ di pochi giorni fa la notizia che subentrerà a Gigi Proietti quale direttore artistico del Teatro Brancaccio a Roma.
Proietti non ne sapeva nulla e l’ha saputo dalle agenzie di stampa. Complimenti per la classe a chi l’ha rimosso con queste modalità. Altrettanti complimenti a Costanzo che intervistato non ha fatto alcun cenno al predecessore. Insomma, ennesima bella storia della nostra italietta.
PS: non è bastato il bestiario umano del Costanzo Show, gli Amici, le De Filippi e varie altre amenità procurate alla nostra tv, per considerare il presentatore non propriamente un paladino della qualità?
Aggiornamento del 22/7/2007: Costanzo rinuncia a seguito delle polemiche e Proietti resta direttore artistico del Brancaccio. Ogni tanto, una buona notizia.
Estate romana 1.0
Il sito web che raccoglie tutti gli eventi culturali e di spettacolo legati a quel marchio storico che è l’Estate romana, fa venire i brividi per quanto è poco usabile e brutto.
Immaginate un contenitore di persone ed eventi come Roma, nel quale è difficile muoversi per sovrabbondanza (non lo è mai, secondo me) di informazione. Immaginate ora il sito che nel periodo estivo dovrebbe aiutare ogni singolo cittadino a scegliere l’evento o lo spettacolo con cui intrattenersi. Cosa immaginate?
Io, personalmente, immaginerei un’organizzazione razionale e navigabile dei contenuti, con un layout moderno ed accattivante (parliamo di uscire a divertirsi!), il cui deployment possa avvenire via browser (pc), tramite feed “canalizzati”, su apparati mobili (smartphone o telefoni di ultima generazione), via mail (modello Google Alert, non semplice newsletter) e che attragga un numero di visitatori elevatissimo tutti i giorni, perché luogo di incontro e di scelta dell’offerta culturale per milioni di cittadini e turisti.
Il sito attuale ha alcune di queste funzioni (feed), epperò mi sembra arretrato, stantio, poco leggibile. Credo che Zètema, Acea e Comune di Roma non abbiano lesinato fondi. Interact è d’altronde una società molto radicata nella PA capitolina, senza però alcun risalto nazionale. Eppure sono anni che gli viene affidato questo sito web.
Voi cosa ne pensate?