Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Ah, sentir il suo nome…

da Andrea’s version di oggi, Il Foglio:

Vabbè che intanto – come diceva Barney Panofsky citando Bellow – moriamo quasi tutti di infarto. O di cancro ai polmoni, e chi vi parla è un candidato eccellente. Ma vi sembra bello spendere tutto quel talento giornalistico e quel coraggio civile trattando come altrettante troie le ragazzette della Rai, che è come picchiare un bambino mentre caga? Far loro le domande da ganassa, smutandare sulla loro faccia la propria supposta superiorità morale, e se vogliamo dirla grossa aggiungiamo pure culturale, e torearle, olé, e bastonare l’Angelica e l’Eleonora picchiando come fabbri su di loro, tanto per quel che costa? E nel frattempo sbavare, come in effetti si direbbe che sbavi Fabrizio Roncone sul Corriere? “Queste ragazze un po’ inquietanti, un po’ gonfie, con questi sorrisi siliconati, con queste magliette che esplodono, su questi tacchi altissimi, barcollanti e subito simpatiche, affabili, così abbronzate che la faccia tosta da annunciatrice o da aspirante soubrette nemmeno gliela vedi”. Dite un po’. Non verrebbe anche a voi da dirgli, col poeta: Fabrizio, andiamo, è tempo di scopare?


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Ciurlar nel manico

Che Borrelli attenda l’autobus e che Blair prenda un volo Ryan Air, comprendo possa far notizia ma non mi sconvolge affatto. Sono persone, con ruoli importanti, ma persone e come tali non mi stupisce affatto che utilizzino i mezzi di trasporto di tutti gli altri comuni mortali. Anzi, sarebbe la normalità… Così come non mi stupirei o peggio scandalizzerei se la Bonino o un altro politico sfoggiassero vestiti costosissimi. Sono fatti loro. E’ importante semmai che i soldi così spesi siano dichiarati, puliti e legittimi e che su di essi abbiano pagato le tasse. Poi se un ministro veste cachemire (anche se rifondarolo), Chanel (anche se radicale) o vada a vela (anche se diessino), poco importa. Ciò non incide sul loro lavoro e dunque di certo non sulla mia vita.

PS: trovo più scandaloso un questurino che dà indicazioni su chi è giusto che partecipi o meno alla manifestazione del 1 maggio…


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Pesare le parole

Non c’è niente da fare. Debbono aver perso completamente la trebisonda. Debbono aver paura di perdere “mercato”, forse. Certo è che le parole ultime del Vaticano sui Pacs sono deplorevoli, giganti, stupide. Se i Pacs fossero davvero l’eclissi di Dio, cosa che anche da ateo non credo, avremmo solo ulteriori dubbi sul suo disegno e sulla sua dignità.

“Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.”
Giorgio Gaber, Io se fossi Dio


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Mission accomplished

Sull’Iraq continuano a piovere morti ed attentati, quaranta o cinquanta al giorno, così tanti che mi piacerebbe conoscere una stima complessiva delle vittime dall’inizio del conflitto ad oggi. Di questo passo, si pacificherà per inerzia: non resterà nemmeno un civile in Iraq.

In Afghanistan però è diverso. Qui ci avevano detto che era proprio finita-finita… che era un successo assoluto. Che la democrazia e il rispetto per le donne imperavano ormai sovrani. Invece pare proprio di no, come potevano sospettare i meno ciechi.

Che esportare la democrazia sia un tantino più complesso che imbracciare un fucile e imporre la propria idea di ricostruzione?


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Occhi aperti e chiappe ben strette

Sembra questa la massima per vivere a questo mondo. Una continua trincea e la percezione (o certezza) che la fregatura è dietro l’angolo, sempre.

Mi arriva una lettera da un sedicente Registro Internet Italia per le imprese. Grafica molto sobria, un logo stile Telecom Italia, occhietto alle lettere del NIC vero e proprio. A prima vista pare un modulo con cui confermare il proprio dominio e assegnargli categoria e parole chiave che contraddistinguono l’attività imprenditoriale. Poi però leggi bene, ogni carattere, dal più piccolo al più grande e scopri che:

  • è un contratto tra te e una società editrice tedesca, la DAD Deutscher Addressdienst GmbH
  • prevede l’inserimento del dominio e della ragione sociale in un catalogo internet
  • al modico corrispettivo di… 858 Euro per i primi tre anni

Puzza di truffa, direi. Prima o poi però, voi furbetti, capiterete a distanza e allora vedremo se terrete le chiappe ben strette o meno.


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Concetti elementari

Il titolo risente della recente visione del film Le particelle elementari, che consiglio. La verità come particella elementare epperciò ulteriormente indivisibile… due verità mi vengono subito in mente per il centro-sinistra.

La prima (che sa di Murphy). Se il centro-sinistra può deludere, lo farà. Lo abbiamo visto con le grandi manovre per le presidenze istituzionali, poi con la composizione del secondo governo Prodi, mastodonte figlio dei ricatti di partito, poi ancora con le prime dichiarazione dei novelli ministri o sottosegretari, nella migliore delle ipotesi ingenui.

E così veniamo alla seconda, che per fortuna stavolta arriva dal capo-cordata. "Abbiamo detto serietà al governo, che vuol dire lavorare a testa bassa e parlare soltanto quando è stata presa una decisione". Direi concetto elementare, ma inoppugnabile. Finalmente… Ora poi bisognerà vedere se sarà rispettata una così elementare regola politica.

Grattatina, e andiamo avanti.


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Napulità

Tutta questa storia dell’elezione di Napolitano ha dimostrato solo, ce ne fosse stato bisogno, la inadeguatezza della nostra classe politica, a destra come a sinistra.

A sinistra perché dopo la Camera, anche per il Quirinale è uscito fuori il nome di Massimo D’Alema, che io ritenevo e ritengo assolutamente degno e capace di questo ruolo istituzionale, ma… il programma dell’Unione parlava espressamente di metodo Ciampi e di condivisione della scelta con l’opposizione; tale metodo era stato rilanciato sia da Angius che da D’Alema qualche settimana prima del voto; dopo un giustificabile (e per me giustificato) 2 a 0 con Camera e Senato, almeno una parvenza di trattativa vera doveva essere messa in campo, con una rosa di candidati sia schierati che non (ecco, appunto D’Alema poteva essere uno dei nomi, come anche Napolitano, ma magari anche altri); anche stavolta si è avuta l’impressione di una partita anche interna alla maggioranza, fatta di bilance e misurini nella distribuzione delle cariche.

A destra perché, eccezion fatta per Tabacci e Follini, sempre più degni di rispetto (prendendosi oggi da Giovanardi, sai che pulpito, anche l’epiteto di "traditori immorali"), la scheda bianca all’ultima tornata potevano pure evitarsela, riconoscendo comunque quello che vanno sbandierando in ogni caso nelle interviste che rilasciano: Napolitano è persona degna del ruolo assegnatogli. E riconoscere infine il risultato elettorale, minimo ma esistente. E smetterla con la storia dei comunisti, una volta per tutte, che non se ne può più e non porta da nessuna parte, anzi è segno che poco altro hanno da dire nella dialettica politica. PS: Non mi sembra che al Colle abbiamo messo un rivoluzionario…


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Lotteria

E’ incredibile. Ieri sera sono tornato a casa e ho trovato una lettera dell’Agenzia delle Entrate. Per esperienza, in genere ti aspetti un salasso o la richiesta di chiarimenti su qualche vecchia dichiarazione dei redditi. Stavolta invece no: c’era un bel rimborso Irpef del 2001 per oltre 800 euro! Considerato che con tanti anni alle spalle io non mi sarei MAI ricordato di aver chiesto un rimborso, è come se avessi vinto alla Lotteria. Una gran bella sensazione ; - )


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Abertis //

Questa storia della fusione tra Autostrade ed Abertis è strana. E’ strana e strano è il modo in cui viene trattata sui media, come se il silenzio tentasse di proteggere interessi privati e non pubblici. I proprietari di Autostrade infatti è legittimo che vogliano capitalizzare e semmai vendere. Però Autostrade è una società concessionaria dello Stato, dunque l’interesse è anche nazionale.

Prima cosa strana. Parlano di fusione alla pari. Bene. L’ad sarà spagnolo: ci può ancora stare, anche perché di amministratore delegato se ne può nominare uno solo e dunque una scelta è da farsi per forza. Epperò: per quale motivo il nome della nuova società sarà Abertis, identico al nome dell’attuale compagine spagnola? Perché non Abertis Autostrade. Chessò, anche Abertis //… qualcosa che indichi un cambiamento nella compagine spagnola non solo a livello di quote sociali ma anche di immagine.

Seconda cosa assai più strana. Autostrade come dicevo ha la concessione dello Stato per la gestione delle strade (di alcune autostrade per intenderci meglio). Nel caso in cui cambi compagine societaria e statuto, va da sé che come in ogni accordo tra aziende private, accordi e concessioni dovrebbero essere riviste o azzerate, rimettendo a gara le concessioni stesse. Eppure non ne sento affatto parlare…

La cosa puzza e parecchio.

Aggiornamento: pare che l’Anas finalmente se ne sia accorta e minacci il ritiro delle concessioni se non riceverà ulteriori informazioni sulla fusione…